Marvel’s Spider-Man, lo spettacolare ritorno del ragno – Recensione

Era il lontano 2000, e sulla ormai datata Playstation 1 si poteva godere di un gioco di Spider-Man davvero notevole per l’epoca: storia originale, personaggi interessanti e un cattivo nuovo di zecca (e di cui ho ancora gli incubi adesso), creato esclusivamente per il videogioco in questione. Tra l’altro, era davvero pieno di easter egg, segreti e strizzate d’occhio anche ai fan più accaniti dell’amichevole supereroe di quartiere.

Marvel’s Spider-Man, la nuova esclusiva PlayStation 4 di Insomniac Games, è un gioco spettacolare ed avvincente ma che poteva osare ancora di più

Diciotto anni dopo, siamo di nuovo qui a parlare della nuova incarnazione dell’arrampicamuri.

Se ne sono susseguite davvero tante e sulle più disparate piattaforme: dal già citato primo modello di Playstation, alla XBox, persino sul Game Boy Advance.

Ma è in quest’ultima rappresentazione per PlayStation 4 (in esclusiva, ricordiamolo) che l’Uomo Ragno dà il meglio di sé e rappresenta, secondo il mio parere, la sua migliore e più riuscita incarnazione.

Marvel's Spider-Man

Marvel’s Spider-Man è amore per l’Uomo Ragno

Partiamo subito col dire che il gioco è stato scritto in maniera sublime.

Molti sono i riferimenti alla storia editoriale, specialmente legati ad alcuni dei collezionabili presenti nel gioco: sarà infatti possibile raccogliere alcuni zaini, disseminati dal nostro Spider-Man nel corso della sua carriera di supereroe e contenenti ognuno alcune “reliquie” delle sue avventure passate.

Un’altra cosa che denota amore per la storia pregressa dell’Uomo Ragno è il rispetto incredibile che è stato dato ad ogni singolo personaggio, nonostante alcuni di essi siano stati leggermente cambiati.

Basti pensare alla nuova Mary Jane Watson, che nei fumetti intraprende spesso la carriera di attrice o modella e viene quasi sempre “relegata” al ruolo di “damigella in pericolo”, mentre in questa sua nuova versione è una giornalista d’assalto del Daily Bugle, sicura di se, intraprendente e che non ha la minima intenzione di starsene con le mani in mano, lasciando tutta la scena al buon Spider-Man; eppure, nonostante ciò, il personaggio rimane sempre quello anche se, a discapito delle critiche lette prima dell’uscita del gioco, rimane bellissima.

Bellissimo, spettacolare ma, in fondo, niente di nuovo

Il genere “Open World” è oramai molto inflazionato.

Se pensiamo che fino a qualche anno fa era una rarità riuscire a trovare un gioco che ti concedesse libertà di scelta e di esplorazione, oggi invece abbiamo quasi esclusivamente giochi del genere; il problema, tuttavia, è la poca originalità degli stessi, perlomeno nella struttura.

Anche Marvel’s Spider-Man, purtroppo, non è esente da questo problema.

Sia chiaro, per quanto se ne dica in giro, le classiche meccaniche di un mondo aperto non hanno stufato così tanto, poichè ci si cala nei panni di un personaggio molto dinamico, in una città che vive e interagisce in maniera attiva col protagonista; tuttavia, il team di Insomniac avrebbe potuto osare ancora di più, magari contestualizzando le varie missioni secondarie o gli eventi casuali legandole/i ai vari nemici minori di Spider-Man; oppure inserire una specie di “conquista territoriale” dei villain di turno, giusto per variare dalla solita tiritera e dare più una sorta di “inquadramento narrativo” anche a queste ultime.

La parte più “fastidiosa” di questa meccanica è stato il fatto che si fosse “obbligati” ad alcune fasi di gioco.

Mi spiego meglio: dopo aver completato qualche missione principale, il nostro Spider-Man potrà dire:”Bene! È ora di pattugliare un po’ la città!” e dovremo quindi per forza sventare qualche rapina, cercare qualche collezionabile o fare qualche secondaria per “potenziare l’equipaggiamento o le abilità”, limitando quindi la libertà di gioco e cancellando ogni ipotetica speedrun o challenge di sorta.

Questo è un retaggio che ci portiamo dietro da The Legend of Zelda: Breath Of The Wild che, purtroppo o per fortuna, ci ha abituato troppo bene (per chi non lo avesse giocato, è possibile affrontare persino il boss di fine gioco subito dopo averlo iniziato, senza fare nient’altro, dato che è a discrezione del giocatore decidere cosa fare).

Una New York meravigliosa a misura di ragno

Ma tralasciati i pochi dubbi su Marvel’s Spider-Man, possiamo parlare anche del bellissimo comparto grafico che, mi spiace per tutti coloro che si sono avvelenati prima della release millantando downgrade, si aggira davvero a livelli altissimi.

La città di New York in primis, ha una cura dei dettagli incredibile, che rispecchia in maniera molto fedele l’originale e ne restituisce l’atmosfera in maniera impeccabile.

Ma cosa più importante, la Grande Mela è viva: il traffico, le persone che vanno al parco, i cittadini che interagiscono con noi chiedendoci selfie o stringendoci la mano, i soccorsi che arrivano su un luogo di un incidente, la polizia che insegue e va ad arrestare i delinquenti una volta fermati da noi: insomma, una città che non dorme letteralmente mai, men che meno in questo gioco.

Ultima cosa, ma non meno importante, è presente una modalità foto, con gli immancabili selfie, davvero notevole che ci permette di sfruttare moltissime angolazioni, filtri e cornici che potranno dare sfogo alla nostra creatività.

Bisogna giocarlo, c’è poco da essere indecisi

In conclusione, posso affermare che lo Spider-Man di Insomniac sia uno dei giochi che più mi ha preso negli ultimi anni e che nonostante i (pochi) difetti elencati sopra, si appresta ad entrare nella mia personale classifica di giochi più belli di sempre.

Ogni elemento del comparto tecnico rasenta la perfezione, a partire dalla grafica, passando per le meccaniche di movimento e combattimento, arrivando fino al doppiaggio che ho trovato eccellente e molto ben curato.

Il supporto attraverso ben 3 corposi DLC (il primo uscirà ad Ottobre) ci permetterà di godere appieno il titolo fino all’arrivo del nuovo anno, permettendoci di affrontare nuove avventure volteggiando tra un grattacielo e l’altro, come solo il nostro amichevole Spider-Man di quartiere sa fare.

Marvel’s Spider-Man convince appieno sia gli estimatori delle avventure cartacee, sia gli amanti dei videogiochi, donandogli una buona longevità per quanto riguarda la storia principale e regalando altre ore di divertimento dedicate alla raccolta dei collezionabili e al completamento delle missioni secondarie.

Peccato non aver osato di più sul fronte della struttura Open-World, cosa che avrebbero reso il titolo davvero unico nel suo genere e mai accostabile a nessun altro.

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