Life and Death: Predator, Marine coloniali contro Yautja!

Quando lo scorso anno saldaPress introdusse in Italia l’Aliens Universe non si limitò ad una tiepida operazione commerciale, ma scelse di offrire agli appassionati quanto più materiale possibile. Che si trattasse di recuperare pubblicazioni storiche o di tradurre serie recenti, la passione con cui la casa editrice diede vita a collane come Fire and Stone fu il punto di partenza di un’avventurare che si rinnova in questi giorni con l’uscita di Life and Death.

Life and Death: Predator è il primo numero della nuova serie di saldaPress dedicata ai letali Yautja

Questa nuova collana dell’Aliens Universe nasce sull’onda delle pubblicazioni che omaggiano gli Yautja, meglio noti come Predator, l’altra letale razza aliena che compete con umani e aliens nel vuoto cosmico. Entrati a far a parte dell’Aliens Universe grazie ad un easter egg contenuto sul finale di Predator 2, questi cacciatori alieni sono pronti a tornare al cinema con il loro nuovo film. E quale migliore occasione per saldaPress per dedicare anche a loro un trattamento di tutto rispetto?

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Dopo il volume Predator: 30° Anniversario, di cui abbiamo parlato qui, ed il primo numero dello spillato mensile Predator (qui la nostra recensione), tocca ora a questa nuova pubblicazione, Life and Death, che si inserisce in maniera più massiccia nel canone dell’Aliens Universe.

Contrariamente alle due uscite citate, Life and Death: Predator prosegue quanto iniziato con Fire and Stone, ossia cercare di allineare in un canone narrativo più ordinato il mito di Aliens e Predator. Abbiamo già letto albi in cui le due razze si incontrano, ma finora quanto proposto era intrecciato maggiormente intorno alla figura degli xenomorfi, relegando la presenza degli Yautja quasi ad una comparsata.

Il primo volume di Life and Death mette subito in chiaro una cosa: i protagonisti sono i Predator. Il filo narrativo è legato agli eventi narrati in Fire and Stone, ma l’attenzione ora è tutta per i letali cacciatori dello spazio. Questo cambio di prospettiva è gestito al meglio, consentendo al lettore di avere sia una continuazione dell’ottimo arco narrativo di Fire and Stone, che di godersi una nuova storia.

Non è un caso che a tessere la trama di questa serie sia stato scelto da Dark Horse Comics un autore del calibro di Dan Abnett. Personalmente, adoro Abnett da quanto vent’anni fa diede vita al ciclo letterario della Horus Heresy, e ogni sua pubblicazione è diventata un immediato must have. Il suo stile è caratterizzato da una perfetta padronanza dei tempi narrativi e da una caratterizzazione dei personaggi impeccabile. Certo, su un libro è più facile, ma il passaggio alla sceneggiatura di un fumetto non sembra aver scalfito il suo talento.

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Life and Death: Predator ci mostra una squadra di Marines Coloniali impegnati a far il lavoro sporco per la compagnia (la Weyland-Yutani, ovviamente), che intende rimuovere un avamposto illegale concorrente su un pianeta di proprietà della famigerata corporazione. Già da queste prime battute si capisce come Abnett abbia scelto di rispettare alcune leggi inderogabili di una storia dell’Aliens Universe, catapultando il lettore in un universo riconoscibile e facilmente comprensibile.

La dinamica improntata allo sfruttamento scriteriato della Weyland-Yutani e il suo strapotere economico sono quell’accoglienza famigliare che mi hanno subito riportato nel giusto mood per gustarmi una storia dell’Aliens Universe. Ritrovare poi il classico atteggiamento macho dei Marines Coloniali amato dai tempi di Aliens è stato il colpo finale per farmi subito adorare Life and Death.

Abnett ha subito mostrato di padroneggiare al meglio quei piccoli dettagli tipici dell’Aliens Universe, giocando con il lettore inserendo in alcuni punti delle citazioni alla versione cinematografica dell’universo degli xenomorfi. Il tono narrativo si sposa subito al meglio con la gestione del ritmo imposto da Abnett, che non tarda ad inserire l’elemento chiave: i Predator.

I Predator danno la caccia ai Colonial Marines, in palio una misteriosa astronave aliena

Quando i Marines scoprono che i coloni abusivi che son venuti a cacciare sono in realtà dei sopravvissuti, iniziano a chiedersi cosa si nasconda su questo pianeta e quali siano le vere mire della Compagnia. Queste domande non fanno in tempo a trovare risposta che inizia il massacro progressivo dei soldati, che avviene in modo violento e sistematico. Nonostante i moniti dei sopravvissuti, i Marines sono impreparati all’arrivo degli Yautja, ma non tardano ad adeguarsi e a rispondere a dovere ai cacciatori alieni.

Life and Death non delude, ma riprende la narrazione di Fire and Stone rendendola ancora più travolgente. La differenza tra Aliens e Predator, dal punto di vista cinematografico, era la visione dello scontro, che nel caso del cacciatore alieno veniva portata sin da subito in un’ottica più individuale, dove il concetto di preda e cacciatore era mutevole e mai scontato. Abnett concilia questa visione con il tipico scontro alla Aliens, in cui le dinamiche di gruppo tipiche dei Marines cambiano l’equazione, creando una nuova alchimia che si mostra rispettosa verso l’ambientazione.

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In Life and Death questa profonda concezione empatica di Abnett, basata su adrenalina e crescente ansia, viene resa magnificamente dai disegni di Brian Albert Thies. Una scelta accorta del punto di vista, unita ad un disegno che sfiora il minimalismo nel dettaglio, è il modo scelto da Thies per trasmettere, con successo, la carica della trama di Abnett. Le scene di preparazione ai numerosi scontri sono sempre cariche di pathos, che esplode nelle battaglie, in cui la forza erculea e la violenza calcolata dei Predators viene resa al meglio, contrapposta alle pose nervose e spaventate dei Marines.

Gli eventi messi in moto da questo primo albo di Life and Death sono un modo perfetto per riprendere la narrazione interrotta sul finire di Fire and Stone. saldaPress mostra nuovamente di voler offrire un’esperienza il più possibile coinvolgente all’interno dell’Aliens Universe. Life and Death promette di esser l’ennesimo colpo riuscito della casa editrice italiana.

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