Orfani: Ringo – Alba di guerra, tempo di rivoluzione

Orfani Ringo - Alba di guerra

Col finale della prima stagione di Orfani si era lasciato nei lettori un gigantesco punto di domanda: e ora? Dopo avere visto Ringo svelare il complotto dietro la presunta guerra agli alieni, ed avere visto come alla fine la verità possa essere sacrificata in nome di una sicurezza illusoria, potevamo quasi credere che tutto fosse finito, non fosse per quell’ultima tavola ammirata in Orfani: Vincitori e Vinti in cui il biondo Pistolero ci mostrava la sua nuova vita.

Orfani: Ringo – Alba di guerra, la rivoluzione per un nuovo futuro

Recchioni non poteva certo lasciare le cose in sospeso, e ha continuato a raccontare le brutture dell’umanità futura (o forse dell’umanità di ogni tempo?) mostrando come la sua idea per Orfani fosse di più ampio respiro. Dopo aver seguito con attenzione Orfani: Ringo in edicola mi ero convinto che la prima stagione della serie non era altro che un lento processo di costruzione di un mondo che, a partire dagli ultimi albi in particolare, si apprestava a strutturarsi come una delle serie fantascientifiche più interessanti degli ultimi anni.

Piccolo consiglio, prima di leggere Orfani: Ringo sarebbe il caso di regalarvi il romanzo Ringo: Chiamata alle armi, che si colloca tra le due serie e ne rappresenta il perfetto anello di congiunzione.

Dopo al guerra nello spazio e la rivelazione della verità, sulla Terra il governo di emergenza è ora guidato da una quanto mai spietata Juric, sempre più salda nel suo intento di costruire una società umana migliore. Punto finale di questo processo è la conquista di Nuovo Mondo, la nuova patria dell’umanità, a cui potranno accedere solo i vincitori della lotteria. Tramite questa sfida alla sorte, tutti coloro che contribuiscono al bene della società possono ambire ad un posto sulle navi di colonizzazione. E gli altri?

Gli altri non sono un problema della Juric, ovviamente. Il che inevitabilmente conduce ad una situazione di disperazione e odio che causa un’insurrezione che mina il rigido controllo della pericolosa presidente. Attentati, guerriglia e violenza sono all’ordine del giorno, almeno fino a quando un terzetto di giovani ribelli non incrocia la strada con una leggenda creduta morta: il Pistolero.

Quando Ringo incontra una sua vecchia fiamma non può immaginare che questa gli riveli che uno dei tre giovani sia suo (o sua), lasciandolo in un dubbio che trasforma il letale Pistolero in una guardia del corpo con un solo scopo: portare in salvo i tre giovani.

In Orfani: Ringo – Alba di guerra sono contenuti i primi tre albi del formato bonelliano da edicola (Ancora Vivo, Nulla per nulla e Città aperta), una riedizione come sempre particolarmente ben curata da parte di Bao Publishing.

Questo primo volume della seconda stagione di Orfani colpisce subito il lettore mostrando un mondo che è sta affrontando le conseguenze delle azioni vissute nella precedente stagione, con un Ringo che, sin dalle prime battute, sembra diverso dallo sbruffone conosciuto in precedenza. Dalle battute strafottenti siamo passati ad un superuomo a pezzi, privo anche delle sue armi d’ordinanza, una dichiarazione volontaria di allontanarsi dal suo passato.

Ma è davvero morto il Pistolero? Sicuramente è cambiato il suo animo, conseguenza delle esperienze vissute, comprese quelle che non abbiamo ancora conosciuto. Recchioni, che in questa serie viene aiutato anche da Mauro Uzzeo per le storie, vuole mostrare il cammino dell’eroe reticente, costretto a vivere le conseguenze delle proprie azioni, rimanendo colpito. Per il lettore, Orfani:Ringo diventa un’avventura in cui continua non solo l’epopea degli Orfani, ma anche la voglia di offrire a chi legge un modo nuovo di guardare alla società.

Di sicuro impatto il voler ambientare questa seconda stagione in Italia, in una lenta risalita a nord che diventa in breve un viaggio nell’incubo che è divenuta la nostra nazione in questo futuro cinico e disincantato. Una scelta che assieme ad alcune presenze che tornano dalla precedente serie aiuta a creare fin dalla primo volume un tono adrenalinico e particolarmente teso.

Merito anche del comparto grafico, che in Orfani: Ringo – Alba di guerra è firmato da Emiliano Mammuccari, Luca Maresca e Carlo Ambrosini, che tengono alta la qualità della serie già ammirata nella precedente stagione.

La conclusione di Orfani: Ringo – Alba di guerra è una quasi una promessa, un tacito accordo tra storia e lettore che i volumi a venire saranno ancora più spinti e travolgenti, rendendo questa fuga disperata sempre più appassionante.

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