Netflix: cosa viene visto maggiormente sul canale streaming?

Negli ultimi tempi, Netflix ha riversato sui suoi sottoscrittori una mole impressionante di contenuti, cercando di soddisfare quanti più palati possibili. Questa frenetica corsa all’offerta ha portato anche a presentare prodotti di dubbia qualità (come La fine o Cargo) che, dopo una campagna promozionale marcata, hanno lasciato un segno tutt’altro che indelebile, ma è innegabile che Netflix stia puntando ad una presenza sempre più radicata nel nostro intrattenimento.

Netflix ha aumentato la propria offerta di contenuti originali, ma è quello che vogliono i suoi sottoscrittori?

Mentre a breve avremo a catalogo il nuovo cartone animata di Matt Groening, Disincanto, il Los Angeles Times, tramite una survey indipendente, ha comunicato che Big N ha aumentato la propria offerta dell’88% per quanto riguarda le proposte originali rispetto al 2017. L’obiettivo palese è quello di emancipare Netflix dalla necessità di avvalersi di produzioni di altre realtà, anche se alcuni dati sembrano indicare che i prodotti datati di altri produttori siano una delle attrattive maggiori per i sottoscrittori.

Ad esempio, i Trekkie potrebbero apprezzare vedere tutta la saga di Star Trek, disponibile su Netflix, oppure cogliere l’occasione di rivedere vecchi classici come Dark Star e Tron.

Netflix

Sembra sostenere questo ragionamento lo studio condotto da 7Park Data, secondo il quale più dell’80% dei sottoscrittori Netflix passa il proprio tempo guardando principalmente proposte non originali di Netflix. Senza contare che sembra che il 42% degli utenti guardi poco o addirittura nulla dei contenuti originali.

Va comunque considerato che i dati sono stati raccolti da 7Park Data fanno riferimento al primo quarto del 2017,  periodo in cui il colosso dello streaming stava ancora affinando la propria strategia.

La strategia di Netflix è produrre contenuti originali, ma al momento gli utenti sembrano prediligere altri contenuti

Non è un caso che in una recente conferenza il responsabile dei contenuti di Netflix, Ted Sarandos, abbia confermato che la spesa per i contenuti della piattaforma si sia aggirata sui 6.3 miliardi di dollari, con un impegno verso le produzioni originali dell’85%. Secondo una previsione di Goldman & Sachs, per il 2018 la spesa salirà a 13 miliardi di dollari, anziché i preventivati 8 miliardi.

Sarandos non nasconde che al momento su Netflix il grosso delle visualizzazioni è ancora rivolto all’offerta di prodotti non originali, nonostante ci sia una crescente richiesta di contenuti originali. Il problema è che questa richiesta sta spingendo l’azienda a offrire contenuti spesso di scarsa qualità, ripescando a più riprese progetti scartati altrove e che stanno trasformando la piattaforma in una sorta di ultima spiaggia per le idee abbandonate.

100 milioni di abbonati

Eppure, qualcuno nella dirigenza di Netflix ha confermato al Los Angeles Times che, per quanto scarni, sono proprio i prodotti originali a spingere gli utenti a sottoscrivere il servizio.

Sarandos sostiene che le vecchie proposte hanno maggior appeal in virtù del loro maggior numero di episodi, ma va notato che Netflix non ha mai rilasciato dei dati in merito al comportamento dei propri sottoscrittori, limitandosi ad accusare le analisi esterne di esser inevitabilmente imperfette.

Tuttavia, è innegabile che l’offerta di nuovi contenuti sia un’attrattiva non indifferente per le sottoscrizioni. Alcune case di produzione e marchi noti dell’entertainment stanno stringendo accordi di produzione esclusiva con Netflix, ma questo incremento di offerta riuscirà a garantire anche un livello qualitativo all’altezza?

 

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