Flavors of Youth, le storie belle di Netflix – Recensione

Flavors of Youth è il nuovo anime prodotto da CoMix Wave Films (lo stesso producer dietro a Your Name, il capolavoro di Makoto Shinkai) per Netflix in collaborazione con lo studio d’animazione cinese Haoliners.

La recensione di Flavors of Youth, l’anime cinese dagli stessi produttori di Your Name che si ispira e omaggia, restando originale, la produzione di Makoto Shinkai

L’anime, che da poche ore debuttato sulla piattaforma di streaming, strizza l’occhio a 5 cm al secondo, altro capolavoro di Shinkai, anche se è ambientato in Cina, in tre distinte città e ha tre protagonisti diversi.

Flavors of Youth è infatti composto da tre cortometraggi separati che affrontano il tema dei ricordi con un approccio molto romantico e, in alcuni frangenti, disilluso, con aspetti come tempo e spazio che si intrecciano in spirali intricate e penetrano esperienze, relazioni, sogni e, ovviamente, le rimembranze dei protagonisti.

Flavors of Youth

Il film è una storia antologicamente collettiva su ciò che era, ciò che è, e ciò che sarebbe potuto essere che prende spunto dall’idioma cinese (衣食住行) che descrive le necessità di base del vivere come: cibo, vestiario, alloggio e spostamenti, quattro esigenze fondamentali che influenzano in maniera determinante la vita dei protagonisti e le loro esperienze giovanili, esperienze che ritornano a galla ogni volta che queste imperiture necessità tornano a manifestarsi giornalmente.

Anche se, ad esclusione del cortometraggio conclusivo, le idee di fondo che danno vita alla sceneggiatura che sorregge ogni singolo episodio possono sembrare semplici, lo sviluppo delle trame si aggroviglia tra passato e presente, coinvolgendo oltre al tempo anche lo spazio, dato che i singoli protagonisti vivono ormai lontani dalle rispettive città natali.

Proprio i ricordi di un tempo, l’aroma del passato o, per esser più precisi il sapore di esperienze vissute in gioventù rappresentano la leva che, appoggiandosi sulla diversa “ricollocazione” spaziale dei tre protagonisti, smuove pensieri e riflessioni che non soltanto abbracciano nostalgicamente rievocazioni lontane nel tempo ma permettono di aprirsi al futuro con nuove consapevolezze, fiduce e speranze.

Gli spaghetti di riso

La prima storia, diretta da Jiaoshou Yi Xiaoxing, è forse la più basilare di tutte per quanto riguarda la sensazione che porta a scatenare lontani i ricordi, anche se abbraccia pienamentete l’idea di fondo dell’anime.

Intitolata “Gli spaghetti di riso” è un racconto in terza persona di Xiaoming, un malinconico e riflessivo ragazzo diventato ormai adulto che rimpiange di non riuscire più ad assaporare gli spaghetti di riso che era solito mangiare da bambino insieme a sua nonna, una ricetta di cui descrive minuziosamente ogni singolo sapore e ogni sensazione scatenante al palato, preparata da una piccola tavola calda del suo paese natale che però ha chiuso i battenti.

Metafora della crescita e del cambiamento, la storia si snoda tra i ricordi di Xiaoming e i suoi tentativi di avere un punto fermo della sua stessa esistenza attorno ad una scodella di spaghetti in brodo che ogni tanto, nel corso degli anni, sembra ritrovare nella città in cui si è trasferito, salvo poi dover accettare che anche lì nulla è per sempre e altre tavole calde si trasformano e chiudono di continuo.

Gli spaghetti che ormai deve accontentarsi di mangiare nei fast food sono ormai troppo “finti” e troppo uguali tra loro, ben diversi da quelli artigianali che mangiava da bambino e che gli rimembrano la sua dolce nonnina e anche una vecchia cotta di gioventù per una ragazza dai lunghi capelli, lunghi proprio come gli spaghetti.

Una piccola sfilata di moda

Il secondo corto, “Una piccola sfilata di moda” ha come protagonista Yi Lin, una modella dalla folgorante e luminosa carriera nella moda, alle prese con un mondo tanto pieno di luci quanto ricco di ombre, il cui appagante lavoro riesce ad essere il sostentamento per lei e la sua sorellina minore Lulù, ancora studentessa.

La storia di questo secondo capitolo è molto più complessa rispetto al precedente, in quanto coinvolge direttamente altre persone oltre alla protagonista, le cui azioni si riflettono su coloro che fanno parte della sua vita tutta successo e lustrini, sia in maniera pura e sincera come la sorella o il suo manager, sia in modo più egoistico e opportunista come fa il suo fidanzato o presunto tale.

Questa volta Flavors of Youth, nella parte diretta da Yoshitaka Takeuchi, narra quella che è la realtà attuale della vita di Yi Lin, la quale grazie ai ricordi della sua infanzia vissuta con la sorella prima della scomparsa dei genitori, imparerà a dare peso alle cose importanti della vita e alle persone che sono quotidianamente al suo fianco, unico baluardo di sincerità e serenità contro un mondo che regala notorietà, ma che fa presto a volgere attenzioni e considerazioni verso le nuove leve disposte a tutto pur di raggiungere la ribalta dei riflettori.

In un’iniziale rincorsa alla “eterna giovinezza”, mettendosi in competizione con una nuova, più giovane e determinatissima modella, Yi Lin sembrerà perdere di vista le cose che contano davvero, salvo poi riuscire a rientrare in sintonia proprio con la sorella minore, che comunque ama più di ogni altra cosa al mondo, e che la sua intensa carriera le aveva fatto trascurare.

Amore a Shangai

Infine con “Amore a Shangai”, l’ultimo degli episodi dell’anime, Flavors of Youth dà il meglio di sé e risplende della stessa magia che Makoto Shinkai ha sapientemente instillato nel suo Your Name.

Luci, sguardi, sensazioni, lo sfondo della città e cieli al tramonto con tinte che vanno dal rosa al blu profondo, passando per i passionali arancioni e rossi, fanno da sceneografia alla storia di Li Mo, un neolaureato impegnato con l’ennesimo trasloco che si rituffa nel proprio passato grazie al ritrovamento di una vecchia audiocassetta che gli porta alla mente i ricordi della sua giovinezza spensierata e, soprattutto, quelli di un grande e inconsapevole amore perduto.

È una love story che pesca a piene mani nel concetto del “cosa sarebbe successo se…”, dato che il giovane adulto non ha mai ascoltato quella cassetta registrata proprio da una sua amica d’infanzia, la quale non era mai riuscita a dichiararsi e aveva affidato proprio a quel nastro i suoi più intimi pensieri.

Si tratta di quegli amori unici che rappresentano l’incarnazione più alta del sentimento e della passione e che, molto spesso, non si ritrovano una volta cresciuti.

Li Mo tornerà quindi alla sua vecchia abitazione per cercare un mangianastri, reperto di archeologia tecnologica ormai introvabile, per ascoltare quella cassetta, con flashback e flashforward che cominciano a comporre un puzzle che svela la vera storia del suo amore perduto solo per non aver avuto tempo di ascoltare quel nastro.

Tanti se, molti rimpianti, un addio su di un ponte che omaggia proprio Your Name e un finale inaspettato, caratterizzano Amore a Shangai diretto da Li Haoling che chiude in maniera traboccante di sentimento l’anime di CoMix Wave Films – Haoliners, sullo sfondo di una Cina sempre più proiettata verso il futuro, motore dell’economia mondiale ma che vuole mostrare che sentimenti e sensazioni puri e semplici caratterizzano un popolo dalla particolare cultura millenaria, ma che affronta giornalmente le umane passioni come tutti gli altri.

Flavors of Youth è un unicum che va assaporato come una genuina e squisita scodella di spaghetti di riso, visto con gli occhi speranzosi di chi corona i propri sogni e vissuto come il primo amore, con la spensieratezza della gioventù.

L’animazione, la sceneggiatura dei singoli episodi (anche se a volte alcuni passaggi si risolvono troppo velocemente e in maniera eccessivamente semplice) fanno di Flavors of Youth una chicca per intenditori, una pellicola che non raggiungerà i livelli epici e sontuosamente trascendentali di Your Name, ma che regalerà un coinvolgimento emotivo sincero e appagante che profuma di piacevoli e melanconici ricordi.

80%

Flavours of Youth è una chicca per intenditori che regala un coinvolgimento emotivo sincero e appagante

  • Anime che respira la magia di Makoto Shinkai restando originale e sentimentalmente appagante
  • Tre storie che garantiscono un'immersione sincera e melanconica nei ricordi di gioventù dei protagonisti
  • I tre episodi sono molto ben sceneggiati ed equlibrati, tranne qualche passaggio troppo frettoloso
  • Animazioni che regalano luci, colori e sensazioni piacevolmente romantiche
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