Ody-C volume 2: Figli di Lupa – Recensione

Figli di Lupa

Torna l’epica narrazione di Ody-C, l’originale rilettura fantascientifica e in chiave femminile delle opere omeriche.

saldaPress porta infatti in Italia Figli di Lupa, il secondo volume dell’epopea interstellare targata Image Comics e curata sempre da Matt Fraction per i testi e da Christian Ward per i disegni.

ODY-C Vol 2 Figli di Lupa

Alcune persone farebbero di tutto per amore…anche andare in guerra…per sempre. Cosa successe a Ene la conquistatrice e a He di Troiia dopo la fine della Guerra Troiiana e dopo essere partiti finalmente riuniti verso casa?

La coppia leggendaria si ritrovano inteappolati in un mondo in cui regnano la follia e la violenza, e dal quale Ene e He devono trovare il modo di fuggire. Ene deve uccidere il figlio di una divinità e He dovrà continuare a raccontare una storia dopo l’altra, giorno dopo giorno, notte dopo notte, se vuole riuscire a sopravvivere ed essere salvato dalla sua compagna.

Ody-c volume 2 continua a sfidare il lettore fondendo la fantascienza e il mito greco in forme ancora nuove e sorprendenti

Ody-cFigli di Lupa resta un fumetto sperimentale unico nel suo genere, che fondendo gli elementi tipici della fantascienza con quelli propri della mitologia greca e dei poemi classici, sfida molte convenzioni sia dal punto di vista stilistico, narrativo e grafico.

Figli di Lupa porta questa sperimentazione a compiere un ulteriore passo avanti arricchendola, rispetto al primo volume Viaggio verso Ithicaa, di nuovi interessanti elementi.

Se nel primo volume di Ody-c avevamo seguite le disavventure di Odyssa nel suo interninabile tentativo di tornare alla sua natale Ithicaa sfidando l’ira degli dei, Figli Lupa ci narra le avventure di altri due eroi della Guerra Troiiana.

He, moderna Elena,  uomo “per l’onor del cui brando già diecimila vascelli mossero guerra”, e Eneregina degli achei spazi” e compagna di He, che dopo aver portato distruzione a Troiia per riunirsi al suo amato, dovrà nuovamente affrontare il fato e gli dei per poter tornare a casa. 

Bloccati sul pianeta G’Af, isolati dal resto dell’universo da una tempesta perenne scatenata da Zeus madre degli dei, e poi di nuovo separati per il volere e il capriccio dei fratelli che regnano il pianeta, He e Ene dovranno trovare la loro strada verso la salvezza, lottando, sfidando, seducendo ed ingannando.

Oltre all’”originalità” della storia e della sua ambientazione che condivide col primo volume di Ody-C, Figli di Lupa riesce di nuovo a colpire per il modo in cui le azioni di He ed Ene vengono raccontate.

Portate in vita da una voce narrante, vate di poesia e di epiche avventure, le storie dei due eroi si alternano, si sfiorano e si fondono tra loro e le leggende delle origini di G’Af e dei suoi  sanguinari sovrani, figli della Lupa e cacciatori di demoni.

Questa continua danza tra gli archi narrativi di He e Ene viene sottolineato in maniera plastica, concreta, tanto nei testi che nei disegni che tracciano ponti tra eventi e personaggi lontani tra loro.

Gli autori riescono cosí a dare vita ad un vortice di eventi che trasportano il lettore avanti e indietro nel tempo e nello spazio, nella realtà e nel mito.

Se questo da un lato può confondere inizialmente il lettore, poco alla volta ci si ritrova immersi nella stessa tempesta perfetta e perenne che intrappola He ed Ene, in lotta per la loro vita e allo stesso tempo mossi dal fato contro la loro volontà.

Testi e disegni di Ody-c: Figli di Lupa hanno una loro dimensione artistica quasi indipendente. Ma é dalla loro complementarità che il fumetto acquisisce quel suo carattere unico

Anche da un punto di vita grafico Ody-c: Figli di Lupa riesce a  riprendere e ulteriormente sviluppare quanto visto nel primo volume.

L’alternarsi narrativo tra He ed Ene rivive anche nella perfetta complementarità che esiste tra i testi Matt Fraction grondanti di epici echi antichi e gli psicadelici e avveniristici disegni di Christian Ward.

Per molti versi, testi e disegni di questo fumetto potrebbe vivere indipendentemente, ognuno in grado di raccontare la sua storia, di sfidare ed incuriosire il lettore. Queste due dimensioni, pur rimanendo a loro modo indipendenti, riescono ad instaurare in Ody-c un dialogo vivace e mai scontato, che forse rappresenta la vera specificità di un fumetto che sa affascinare in un modo decisamente non convenzionale.

Ody-c: Figli di Lupa costruisce quindi con sagacia su quanto visto nel primo volume, facendoci rivivere molto di quanto provato in Viaggio verso Ithicaa ma rimanendo allo stesso tempo un fumetto in grado di sorprenderci ancora una volta, cosa che poteva non essere scontata per un’opera così particolare.

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