I figli del silenzio, Ed Ink colpisce duro – Recensione

I Figli del Silenzio è la drammatica e violenta epopea di Alex, un reduce italiano della guerra in Iraq. Tormentato dagli orrori del conflitto, Alex è in cerca perenne di una redenzione e in qualcosa in cui credere. Ha bisogno di una Fede. E questa Fede gliela offrono i Confessori, una sorta di setta segreta interna al Vaticano che ha come compito quello di epurare il mondo dalle Bestemmie, mostruosi abomini che corrompono gli esseri umani.

Alex, in coppia con l’amico Tomas, si getta anima e corpo in questa causa. Tutto cambia quando Tomas si toglie la vita. Alex, non sopportando il gesto dell’amico, entra in casa sua e fruga nei suoi cassetti e viene a sapere dell’ossessione di Tomas: i Figli del Silenzio.

Ecco a voi la recensione de I Figli del Silenzio, il nuovo volume targato Edizioni Inkiostro

Chiariamo subito una cosa: i fumetti della Edizioni Inkiostro non sono per tutti. Sono belli, bellissimi, ricchi di chiavi di lettura, scritti e disegnati con assoluta competenza. Ma non sono per tutti. Sono violentissimi, duri come un pugno di ferro nello stomaco dopo mangiato.

Sono un ripetuto ceffone in faccia al lettore; gli autori lo sanno e se ne compiacciono. Scopo delle Edizioni Inkiostro non è quello di imbonire il lettore, di compiacerlo a tutti i costi. Non gli interessa smorzare i toni o uniformarsi allo stile imperante per vendere un paio di copie in più.

E meno male, accidenti!

i figli del silenzio copertina

In un’epoca in cui anche i fumettisti più indipendenti si sono messi a produrre roba che, per tono e stile, starebbe senza problemi su un Bonelli qualsiasi (editore che il sottoscritto ama, sia chiaro), quelli di Edizioni Inkiostro propongono un mucchio di roba per stomaci forti.

Questo giusto per mettervi in guardia: se siete di quelli che appena vedono una goccia di sangue disegnata svengono, passate oltre. Se vi esaltate di fronte alla continuity degli X-Men e se il massimo dell’horror a fumetti che avete letto è il Dylan Dog degli anni 2000, allora è meglio se evitate. Se siete quelli che le cose trasgressive vanno bene purché non si disturbi troppo, ‘che noi qua siam gente che lavora‘, allora vergognatevi di voi stessi, pentitevi e fate vostro questo volume.

Magari leggetelo anche, va là.

i figli del silenzio 1

La sceneggiatura di Andrea Garagiola non lascia scampo a nessuno e spezza le infinite retoriche cui siamo immersi fino al midollo. La vicenda si srotola in un continuo alternarsi di passato e presente in cui nulla viene risparmiato: assistiamo a soldati italiani che stuprano e uccidono civili inermi, vengono svelati i mali del mondo e l’ordine ingannevole creato per nasconderli e alimentarli.

Alex non è altro che una pedina, un’anima perduta che la grande Chiesa di Roma ha accolto nel proprio abbraccio per perpetuare il suo oscuro disegno, facendogli erroneamente credere di essere dalla parte dei buoni, quando invece lotta per difendere quei mostri che invece dovrebbe combattere con tutto l’ardore di cui è capace.

Certo, quella della critica alle istituzioni religiose non è nuova, ma spesso si tratta di critiche mirate e migliorative, basate sull’individuazione delle mele marce o di quei comportamenti non proprio consoni a quanto viene predicato. Discorso opposto per questo I Figli del Silenzio: qui vengono proprio messe in discussione le basi stesse della Chiesa di Roma, i suoi fondamenti vengono rivoltati e fatti a pezzi.

i figli del silenzio 2

I disegni di Cristian Di Clemente sono perfetti per l’opera. Con un segno che a me ha ricordato molto quello del maestro Ivo Milazzo (ed è un bene) e che non lesina tocchi grotteschi al limite del caricaturale, Di Clemente infonde anima e corpo ai personaggi e alle ambientazioni di questa storia, tingendo le pagine con un bianco e nero talmente corrosivo che sembra quasi divorare le pagine.

Le forti tinte horror di questo fumetto sono esaltate dal suo chiaroscuro e dai volti deformati dei Figli del Silenzio, i quali altro non sono se non tutte le vittime senza nome degli abusi e delle guerre del mondo, abusi e guerre dei quali si tace o si parla sottovoce sempre senza disturbare.

Garagiola e Di Clemente, invece, non solo non tacciono, ma sbattono in faccia al lettore tutte le ipocrisie di cui la società occidentale si è ammantata e che usa per darsi un tono di rispettabilità. Nonostante tutto, però, i due autori suggeriscono, in mezzo a tutto l’orrore che ci circonda, la via per uscirne: parlare. Tutta la coltre di menzogne e di silenzi di cui in tanti si fanno scudo è fragile come il vetro più sottile e basta un semplice urlo per distruggerlo.

In conclusione, posso solo dire che ci troviamo di fronte ad un bellissimo volume, confezionato con notevole cura e che conferma Edizioni Inkiostro come l’editore italiano di fumetti da tenere maggiormente d’occhio in questo particolare momento storico (a proposito, avete fatto vostri Torture Garden, Hangar 66Fuck, vero?).

80%

I figli del silenzio

Edizioni Inkiostro si conferma una garanzia nell'offrire ai lettori storie intense e graffianti, come I figli del silenzio.

  • Storia graffiante e dalla trama profonda
  • I disegni Di Clemente sono perfetti per la trama di Garagiola
  • DNA Edizioni Inkiosto al 100%
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