Dragonero Adventures: La grande fuga – Recensione

Mentre l’Erondar è in fiamme per l’arrivo delle Regine Nere, le Dragonero Adventures ci riportano ad un’età più serena per il nostro Ian, consentendoci di tornare ragazzini e accompagnare il nostro giovane amico nelle sue prime avventure.

Ancora non so decifrare, ad esser onesti, la cifra narrativa di questa serie. Da un lato, la sua missione di avvicinarsi ad un pubblico di giovani lettori è indubbia, ma dall’altro sono inseriti degli spunti di riflessione che per un lettore adulto sono piuttosto evidenti, ma che potrebbero sfuggire ai più giovani. Probabilmente, questa sinergia tra le componenti ‘anagrafiche‘ di Dragonero Adventures è la chiave della sua valenza come strumento di avvicinamento al mondo del fumetto, dando prova di come oltre al divertimento ci possa esser anche una componente riflessiva. Per questo, credo che le Adventures siano quel tipo di lettura che idealmente andrebbe fatto assieme tra padri e figli, in modo da poter diventare un valido strumento di crescita e confronto.

Dragonero Adventures unisce divertimento e riflessione, alimentando la curiosità dei giovani lettori

La grande fuga, la prima delle due storie, è un buon esempio di questa caratteristica della serie.

L’arrivo del circo degli Zaghari a Silverhide è fonte di gioia e divertimento per la cittadina, specialmente per i giovani del luogo, curiosi di vedere le pericolose bestie selvagge che da sempre accompagnano questa carovana di circensi.

dragonero adventures copertina

E qui, si nasconde il primo punto di confronto tra storia e lettore. Nonostante l’atmosfera gioiosa dell’arrivo del circo, il nostro Ian si ritrova a valutare la condizione in cui gli animali sono tenuti dai circensi. La questione sollevata da Luca Enoch, autore di queste due storie, è piuttosto sentita, come dimostrano anche recenti campagne animaliste.

Il modo in cui viene toccata con sensibilità e un pizzico di sregolatezza giovanile è la giusta dimensione con cui inserirla nelle Dragonero Adventures. In tal senso è particolarmente emozionante Simone Garizio, che in diverse occasioni con il suo stile riesce a trasmettere la sofferenza degli animali, unendola alla determinazione di Ian nel volerle aiutare. Il gioco di sguardi di tavola 14 o i segni delle catene sulla zampa del rhoyiik sono suggestivi, colpiscono al cuore, grazie anche all’ottimo lavoro di Valentina Bianconi ai colori e a uno studio delle onomatopee, elementi che concorrono al meglio nel dare questa sensazione di costrizione degli animali.

Altro aspetto da non trascurare è la personalità di Myrva. In continuità, per quanto possibile, con la serie regolare, la sorella di Ian ha una sua identità sessuale definita, e trovandoci a seguire le avventure di Ian, Gmor e Myrva nell’adolescenza, assistiamo anche ai loro primi interessi sentimentali. A tavola 16, i due fratelli sembrano rimanere entrambi particolarmente affascinati da una bella acrobata, una situazione presentata con naturalezza, perfettamente in linea con quanto sappiamo di loro. Anche da queste piccole scelte, passa il merito di voler aiutare i giovani lettori ad apprezzare meglio certi aspetti della quotidianità, aiutandoli a formarsi una mente libera da preconcetti e più aperta.

dragonero adventures 1

Ma essendo rivolto principalmente a lettori young, Dragonero Adventures non si dimentica di mantenere un tono comunque leggero. La dinamica della rocambolesca fuga degli animali rispetta al meglio questo canone divertente, a cui contribuiscono anche Gmor ed il suo amico Kuma.

Decisamente di altro tono Il ponte del Troll, scritta sempre da Enoch. Prendendo spunto da un classico del fantasy, ossia i troll dei ponti, questa storia vede protagonisti Gmor e Ian, che dopo una piccola disavventura che coinvolge delle more ed un cinghiale particolarmente feroce, si trovano a fare i conti con un insolito troll. Devo confessare che questa avventura delle Dragonero Adventures è decisamente spassosa, giocata molto bene sulla costruzione della figura del troll e su un suo lato alquanto sorprendente e …goloso!

dragonero adventures 2

Diego Bonesso, autore dei disegni di questa storia, ha mostrato una padronanza di personaggi e ambientazione totale. Il livello del dettaglio delle sue tavole è impressionante, riesce ad arricchire ogni singole vignetta con una serie di elementi che conferiscono un realismo incredibile alla visione del mondo di Ian.

E non da meno è stata Alessandra Baccaglini, che ha colorato Il Ponte del Troll. Particolarmente riuscito il gioco di sfumature nel torrente o sulla pelle del troll.

Come sempre, la copertina è affidata a Riccardo Crosa e colorata da Paolo Francescutto, due garanzie che non deludono mai, esattamente come Marina Sanfelice al lettering.

I prossimi appuntamenti con Dragonero ora sono per il Cartoomics, dove sarà presentato il numero 58, L’ora più buia, con una spettacolare cover variant! Il giovane Ian ci attende, invece, con le sue Dragonero Adventures il 6 aprile, quando ci porterà a visitare L’isola del Kraken.

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