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La sonda spaziale Voyager 1 riaccende i motori dopo 37 anni!

Dopo quasi 40 anni di inutilizzo, e precisamente dal 1980, i propulsori della sonda Voyager 1 sono stati accesi nuovamente dalla NASA per fare in modo che la navicella potesse orientarsi in maniera corretta e comunicare con la Terra.

I quattro propulsori di riserva, rimasti praticamente inattivi da decenni, ma che sono ripartiti senza problemi nonostante il Voyager si trovi ai confini nel nostro sistema solare, hanno emesso dei piccoli sbuffi di breve durata per correggere il suo assetto in maniera tale da poter utilizzare la sonda ancora per qualche anno, come spiegato da Suzanne Dodd, project manager della missione Voyager presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA di Pasadena in California.

Con questi propulsori che sono ancora funzionanti dopo 37 anni di inutilizzo, saremo in grado di estendere la vita del veicolo spaziale Voyager 1 di due o tre anni.

Dal 2014 gli ingegneri della NASA si erano accorti che i motori principali della sonda, oramai distante 21 miliardi di chilometri dalla Terra, necessitavano di più accensioni ripetute per sviluppare la spinta necessaria a correggerne l’assetto.

Per questo motivo è stato riunito un team di esperti che, analizzando i dati di progetto della navicella, sono giunti alla soluzione che prevedeva l’utilizzo di un gruppo di propulsori fermi dal 1980:

Il team volo della Voyager ha scovato i dati vecchi di decenni e ha esaminato il software codificato con una vecchio linguaggio assembler, per essere sicuri di poter testare ed utilizzare quei propulsori.

Sono state necessarie quasi 20 ore per accertarsi della perfetta riuscita del test di accensione dei motori

Il test è avvenuto lo scorso 28 novembre, quando gli ingegneri hanno riacceso i motori per circa 10 millisecondi, attendendo poi 19 ore e 35 minuti affinché la trasmissione dei nuovi dati di assetto raggiungesse la Terra e confermasse la riuscita del test.

Lanciata il 5 settembre 1977 da Cape Canaveral a bordo di un razzo Titan IIIE, Voyager 1 è l’oggetto di fabbricazione umana più lontano dalla Terra.

Obiettivo primario della missione Voyager 1 era sorvolare Giove e Saturno, i due giganti del sistema solare, per studiarne i campi magnetici, gli anelli e fotografarne i rispettivi satelliti e Titano, il più grande satellite naturale di Saturno ed uno dei corpi rocciosi più massicci dell’intero sistema solare.

La Voyager 1 è alimentata da un generatore termoelettrico a radioisotopi che le permetterà di funzionare, anche se in modo limitato, fino al 2025 quando avrà raggiunto oltre 25 miliardi di chilometri di distanza dalla Terra, abbandonandosi al suo viaggio senza meta, ma carico di significati, nello spazio profondo.

Infatti, all’interno della sonda è contenuto il Voyager Golden Record, un disco di grammofono (del quale è possibile acquistare delle copie) contenente suoni e immagini di diverse culture e specie di vita del nostro pianeta, un messaggio destinato ad eventuali forme di vita extraterrestre che dovessero incrociare l’epico viaggio della navicella, là dove nessuno è mai giunto prima!

Fonte: NASA

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