The Gifted 1×06: La fuga – Recensione

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The Gifted mette a dura prova amicizie e famiglie nella nuova puntata!

Puntuali come sempre, anche ieri sera su Fox sono tornati i nostri amici mutanti, protagonisti del serial The Gifted. Ambientanto all’interno dell’universo Marvel, questo serial si colloca in una zona ancora indefinita del mito degli X-Men. Dico indefinita perché le storie ispirate agli allievi di Charles Xavier su piccolo e grande schermo hanno una cronologia piuttosto complessa, che si è tentato di rimettere in ordine con il nuovo inizio deciso con X-Men: Giorni di un futuro passato.

Nei serial finora non si è mai data una collocazione precisa delle storie all’interno dell’X-Universe. Lo scorso anno Legion, la serie dedicata al figlio di Charles Xavier, è riuscita a dar buona mostra di sé senza chiarire quale legame (ammesso che ne abbia) ci sia con il mondo mutante di Fox. Anche The Gifted, in queste puntate, ha seminato pochi indizi a riguardo, puntando più sul senso di familiarità all’ambientazione in generale che non alla cronologia.

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A tenere con il fiato sospeso gli spettatori di The Gifted è stato anche questo aspetto, il non capire esattamente dove gli X-Men potrebbero esser collegati alle vicissitudini della famiglia Stracker. Non sono mancati riferimenti più o meno espliciti alla squadra più celebre dei mutanti, e la presenza della figlia di Magneto, Polaris, non passa certo inosservata. Tuttavia, solo con l’episodio di ieri sera, La fuga, è stato dato un segnale piuttosto preciso.

Come sempre, The Gifted cerca di costruire una forte componente familiare tra i protagonisti, non solo all’interno della famiglia Stracker, ma anche nelle fila dei mutanti fuggitivi. Le difficoltà incontrate da questo gruppo clandestino si intrecciano con dinamiche personali che, inevitabilmente, risentono della durezza della situazione.

Gli Stracker sono combattuti tra il compito di proteggere i propri figli e il dover lasciare Andy e Lauren liberi di affrontare la propria condizione di mutanti. Vivere in mezzo a loro simili, persone che hanno già superato la fase di accettazione dei propri poteri, è uno stimolo per i due giovani, specialmente per Lauren, che vorrebbe integrarsi maggiormente con il gruppo e sentirsi utile.

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Il suo volersi addestrare con Lorna e gli altri giovani mutanti spaventa enormemente la madre Caitlin, che inizialmente cerca di ostacolare questa volontà della figlia. Ma facendo parte di una comunità che conta sugli sforzi comuni, questo impedimento è un freno anche alla loro integrazione. Certo, il tono da guerrigliera di Lorna non aiuta a tranquillizzare Caitlin, ma Polaris sente su di sé una responsabilità tremenda, sia nei confronti dei mutanti già presenti nel rifugio che verso i fratelli ancora prigionieri dei Sentinel Services o braccati dalle forze di polizia.

Reed Stracker ha il compito più duro: comprendere e sostenere Andy. Il giovane mutante non riesce ancora a padroneggiare al meglio il proprio potere, ma il blocco sembra essere più psicologico, frutto di una pressione derivante da bullismo a scuola e dalla smania di rendere orgoglioso il padre. Reed, invece, vorrebbe che Andy limitasse il suo potere per via dell’incapacità di controllarlo.

In questo frangente, è curioso lo scambio di battute tra Reed e Marcos, il primo in cerca di un modo per dialogare con il figlio, il secondo che vorrebbe capire come essere padre, vista la gravidanza di Polaris.

The Gifted ha fatto proprio il senso di famiglia tipico di alcune delle run più emozionanti degli X-Men, senza privare questo spunto narrativo della complessità reale della vita famigliare. Ogni relazione all’interno del serial ha una certa profondità, che si incastra, a vari livelli, con la trama, in modo da aver sempre un senso e dare ulteriore spinta alla vita del gruppo di mutanti. Su questa linea si muove la difficoltà di Blink di inserirsi all’interno di questo gruppo, specie ora che deve convivere con il ricordo indottole da Dreamer su un inesistente passato romantico con Thunderbird. Il peso di questa intrusione, anche se a fin di bene, si fa sempre più pressante, tanto che la teleporta sembra preferire l’abbandonare il gruppo, con il rammarico di John.

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Non che Marcos se la passi meglio. Su Eclipse pende un debito con la sua ex fidanzata ed il suo cartello criminale, una pendenza maturata nella scorsa puntata per reperire le informazioni necessarie per liberare Polaris e Reed. Abbiamo visto come gli sceneggiatori di The Gifted non lascino nulla al caso, ed ecco quindi comparire una telefonata notturna in cui Marcos si ritrova a dover saldare il proprio debito, con inevitabile minaccia al seguito, per dare quel tono da gangster movie che non guasta.

La fuga è anche il momento in cui finalmente la serie inizia a dare un inquadramento più preciso all’interno del mondo degli X-Men, come dicevo. Durante un dialogo tra Dreamer e Thunderbird, scopriamo che gli X-Men sono ancora operativi, non si sa dove, e stanno avvisando i mutanti che uno scontro decisivo è in arrivo. Nel sentire Thunderbird avanzare l’ipotesi che forse schierarsi con i mutanti non significa essere dalla parte giusta, mi è tornato in mente uno scambio di battute simile tra Tempesta e Wolverine in X-Men: Last Stand. Potrebbe esser un caso, oppure essere il dettaglio che ci aiuta ad inserire The Gifted all’interno della complicata cronologia mutante di Fox?

La risposta potrebbe arrivare nelle ultim due puntatedi questa prima stagione, specialmente ora che l’agente Turner, reduce dalla brutta esperienza con i poteri di Dreamer della scorsa puntata, sembra ancora più deciso e spietato nel dare la caccia ai mutanti.

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