Morgan Lost Dark Novels 0: Origini – Recensione

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Morgan Lost Dark Novels, il nuovo corso di Morgan Lost ha inizio!

Un mese di assenza. Tanto abbiamo dovuto aspettare per tornare a seguire le avventure di Morgan Lost, il peculiare bounty hunter creato da Claudio Chiaverotti e che ha trionfalmente concluso due anni di cacce al killer a settembre. Nei mesi scorsi, l’annuncio del nuovo corso, noto come Morgan Lost Dark Novels, ha colto inizialmente impreparati i lettori, che sono stati sommersi dalle novità che questa seconda stagione di Morgan Lost porta nella serie, ma che già a Lucca Comics and Games 2017 hanno potuto ricredersi, come ci hanno raccontato Claudio e Val nella nostra videointervista.

Origini è un numero 0 atipico. Solitamente questi albi sono dei prequel, un invito a conoscere un mondo nuovo. Per chi ha letto i precedenti numeri, Origini però non è un semplice ripasso, ma diventa ancora pù avvincente rispetto a chi si avvicina per la prima volta alla tragica vita di Morgan Lost. I primi due numeri del vecchio corso avevano presentato ai lettori l’evento che aveva trasformato un quieto gestore di un cinema in uno dei più temuti bounty hunter di New Heliopolis, ma con un tono discreto, quasi rispettoso per il dolore di Morgan, senza addentrarsi troppo nell’evento. Esiste, ma è una sua ferita, come quando un conoscente affronta un momento duro e tu gli stai accanto, conoscendo ciò che sceglie di dirti, sei presente ma non lo spingi ad aprirsi più di quanto non voglia fare.

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Chiaverotti sa bene che il momento peggiore per una vittima spesso non è l’evento in sé, ma il dopo. Come si convive con una tragedia di questa portata? Non si può sapere, e questa indeterminazione è la chiave della forza di Origini. Siamo stati abituati a vedere Morgan Lost come un uomo con le sue fragilità, ma anche in possesso di una forza d’animo, un’ostinazione che non lo ha fatto vacillare.

Eppure, anche lui è crollato. Ed era giusto, perché certi eventi ti segnano e piegano nell’anima. Lo confesso, leggere quel capitolo mai scritto del passato di Morgan Lost è una coltellata. Fa male perché è incredibilmente reale, ancora una volta Morgan si distingue dall’eroe da fumetto per mostrare tutte le fragilità dell’uomo comune. Rivivere la scena del rapimento suo e di Lisbeth, il rituale in nome di Seth riapre un’empatia tra noi e Morgan, che viene però arricchito da nuovi dettagli. In un certo senso, siamo degli intrusi, questo primo capitolo delle Morgan Lost Dark Novels è un dialogo liberatorio tra Morgan ed il fantasma di Lisbeth.

Sarei curiosi di sapere da Chiaverotti come è stato dover raccontare il dolore e l’orlo della follia del suo secondogenito. La costruzione narrativa della discesa nell’auto-distruzione di Morgan è realistica, credibile, incredibilmente magnetica. Siamo di fronte a un uomo che passa dal rifiuto della verità alla negazione del reale, preferendo l’intontimento sintetico che lo aiuta a vivere in un mondo in cui esiste il solo motivo del suo continuare a vivere.

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Non ricordo un protagonista Bonelli che abbia avuto un rapporto così disperato e onestamente rappresentato con la dipendenza da droghe, una fuga dalla realtà per non venirne schiacciato, sotto il peso intollerabile della perdita . Un accenno di alcolismo c’è stato in passato per Dylan Dog e Nathan Never, ma Chiaverotti non vuole risparmiare nulla al suo personaggio, lo lancia nell’abisso, lo mostra distrutto. Perché non vede in lui solo la debolezza dell’uomo ferito, ma anche la determinazione dell’uomo che sarà, che noi già conosciamo.

Seguire la rinascita di Morgan Lost è doppiamente emozionante. In realtà noi siamo spettatori silenti di una confessione, una necessità di Morgan di raccontare al fantasma di Lisbeth cosa è diventata la sua vita senza di lei. Chiaverotti è bravo in questo, orchestra il primo numero di queste Morgan Lost Dark Novels come un ricordo, un nuovo inizio che ci aiuta a comprendere, forse per la prima volta, la vera portata del dolore di Morgan e il suo percorso di rinascita.

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Conosciamo i suoi primi passi da bounty hunter, una missione in cui è ancora acerbo, spaventato e poco pratico, ma che supera con la determinazione che abbiamo imparato a conoscere in due anni di amicizia. C’è tutto il mondo di Morgan Lost in quest numero 0, ci sono i suoi futuri amici, con un gesto incredibile di Jack che lo rende improvvisamente eroico (almeno per me!), la sensibilità di Igraine che è sempre toccante, e l’ingresso in scena di Smiley, che strappa un sorriso. Ma ci sono anche i ferri del mestiere di Morgan (la sua Mateba Revolution e la magnifica Phantom Corsair), il suo rifugio e la costruzione del suo nuovo mondo. C’è Morgan Lost insomma, e qualcosa in più, una promessa mantenuta da Claudio e la sua squadra, che non ci hanno lasciati solo al buio, neanche stavolta.

E la luce la ha portata Val Romeo, una delle matite storiche della saga. Val per me è la parte sensibile dell’anima di Morgan Lost, ne ha disegnato le storie più appassionanti e suggestive sul piano emotivo. Con Origini, la disegnatrice siciliana ribadisce la sua bravura, con tavole intense, che grondano rabbia e disperazione, romantiche e sensuali senza mai nemmeno sfiorare la volgarità, che accompagnano Morgan alla sua nuova vita, ritraggono l’evoluzione del personaggio. Difficile trovare una tavola migliore delle altre, il livello qualitativo è sempre altissimo, ma il momento più toccante è l’addio tra Morgan e l’infestante presenza dello spirito di Lisbeth. Immancabili le citazioni cinematografiche, che ci consentono di vedere a New Heliopolis volti nomi come Danny Trejo o Bruce Willis, o un Claudio Chiaverotti formato serial killer in una foto segnaletica, accanto al famigerato Wallendream.

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Intrigante anche la nuova veste grafica di Morgan Lost, che fortunatamente non rinuncia alle copertine di Fabrizio de Tommaso, ancora un volta spettacolare nel trasmettere tutto il carico emotivo che ci attende nell’albo.

Morgan Lost Dark Novels: Origini non è un semplice numero 0, ma la risposta a tanti dei “come” che ci siamo portati dietro nello scorso corso. Claudio Chiaverotti ci ha promesso una maggiore continuità, e per tenere fede a questo intento ha scelto di inziare dando maggior solidità al suo Morgan portandoci alle sue origini più profonde.

Una nuova vita che continua con La sindrome di Biancaneve, in edicola dl 21 dicembre!

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