Un membro della Camera dei Consiglieri della Dieta Nazionale Giapponese si scusa per puntato il dito contro gli anime dopo l’arresto di un giovane serial killer

Alla fine di ottobre, il 27enne Takahiro Shiraishi è stato arrestato dopo che la polizia ha scoperto i resti nove corpi nell’appartamento del giovane a Zama, città prefettura di Kanagawa in Giappone. Le autorità, sempre in casa di Takahiro, hanno anche rinvenuto la sega con la quale quest’ultimo ha smembrato le sue vittime.

Il violento fatto di cronaca ha scosso profondamente l’intera opinione pubblica giapponese, sconvolgendo la pacifica società asiatica, con i feroci omicidi che hanno letteralmente monopolizzato l’attenzione dei media e delle istituzioni.

Durante una trasmissione televisiva di Fuji TV, che si stava occupando del “mostro di Zama”, il politico Ichita Yamamoto, membro della Camera dei Consiglieri del Giappone (l’assemblea superiore del parlamento giapponese) ha commentato l’accaduto puntando il dito su alcuni anime grotteschi e bizzarri che, secondo lui, avrebbero influenzato il serial killer:

In parole povere, penso che [Shiraishi] si è reso colpevole di tutto questo come se stesse giocando ad un videogame. Era incapace di scindere la finzione dalla realtà.

Ultimamente sono stati prodotti degli anime con storie bizzarre e grottesche molto simili ai delitti compiuti da Takahiro. Sono convinto che è stato fortemente influenzato da questi anime.

Le dichiarazioni del politico hanno scatenato un polverone di proteste, con molti commentatori che hanno accusato il Yamamoto di aver rilasciato dichiarazioni irresponsabili, specialmente in relazione al fatto che non c’è nessuna prova (ad esclusione delle parole di una vicina di casa di Shiraishi, la quale aveva citato titoli come When They Cry e School Days), che l’assassino fosse un appassionato di anime o che gli anime abbiano alcuna relazione con i nove omicidi.

Nella più classica tradizione giapponese, Ichita Yamamoto ha fatto ammenda per sue “pericolose” dichiarazioni, scusandosi delle sue parole soprattutto considerando che lo stesso Yamamoto è ha capo di una commissione parlamentare che ha lo scopo di promuovere la cultura pop giapponese a livello internazionale.

Non appena ho pronunciato quelle parole mi sono accorto di aver fatto una dichiarazione estremamente inappropriata. Le mie dichiarazioni sono state mal interpretate dato che non vi è alcun collegamento tra gli anime e quegli omicidi.

A tutti coloro che fanno parte del mondo degli anime, compresi gli appassionati, vorrei dire che le mie parole sono state scorrette e completamente fuori luogo rispetto alla posizione che rivesto all’interno della commissione Cool Japan.

Mi dispiace profondamente per le mie inutili parole, tutto quello che posso dire è che ho commesso un grosso errore.

Chiedo ancora scusa e tutti quanti coloro che vivono e amano i manga, mi dispiace veramente. Farà attenzione a non incappare nuovamente in tali commenti.

Cosa ne pensate? Fatecelo sapere con un commento qui sotto!

Fonte: RocketNews24

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