dragonero cover

Dragonero 54: Uccisori di draghi – Recensione

Dragonero ci regala un novembre incredibile, iniziando da Uccisori di draghi

Bentornati avventurieri dell’Erondar.

Parecchie volte è già capitato di ironizzare sul fatto che la presenza del nostro Ian in edicola fosse particolarmente importante nell’arco di pochi giorni, ma questo novembre post Lucca Comics and Games si appresta ad essere uno dei punti focali della storia di Dragonero.

Chi ha presenziato alla kermesse lucchese ed è passato nello stand Bonelli, ha sicuramente visto con quanta attenzione si sia valorizzato il percorso che attende Ian e compagni nei prossimi mesi. Dopo la presentazione dell’albo di Senzanima (di cui ha parlato il nostro Francesco), la curiosità è subito andata al numero di novembre della serie regolare. Uccisori di draghi, albo numero 54 di Dragonero, è la prima parte di una storia doppia che costituisce l’ultimo passo per entrare nella tanto attesa Saga delle Regine Nere.

dragonero copertina

La lettura degli albi di questo mese di Dragonero, a mio avviso, andrebbe fatta in modo corale, contemplando due delle tre uscite in edicola dedicate allo scout. Oltre alla serie regolare sarà presente anche il nuovo Dragonero Magazine (25 novembre), ma soprattutto il primo numero delle Dragonero Adventures, ossia le primissime avventure del giovane Ian, idealmente pensate per un pubblico di giovanissimi (idealmente, attenzione!).

Prima tappa di questo novembre all’insegna di Dragonero, dunque, sono Le cronache dell’Erondar, il redazionale firmato da Luca Barbieri. Luca ci mostra come il percorso orchestrato nell’ultimo anno da Enoch e Vietti sia ormai giunto a compimento, con un piccolo riassunto sulla figura delle Regine Nere e un’annotazione su Vietti. I lettori di Nathan Never hanno ancora nel cuore la Saga della Guerra dei mondi, la prova che l’autore sia un ottimo ‘distruttore di mondi‘, capace di stravolgere un contesto narrativo per portare il lettore verso nuovi orizzonti. Se a questo aggiungiamo anche le idee e lo stile di Enoch, abbiamo una combinazione esplosiva!

dragonero 1

Tornando però a Uccisori di draghi, scopriamo che un drago rinnegato ha ripreso vita e sta seminando morte nell’Erondar. I Rinnegati sono quei draghi che rifiutarono il patto che allontanò gli immensi rettili dalle terre dell’Impero, perdendo il contatto con i propri simili e votandosi ad un’esistenza più oscura, accuditi nel loro sonno dagli Elfi Oscuri. Questa minaccia può essere solo affronta da un Varliedarto, e l’ultimo degli uccisori di draghi è uno scout di nostra conoscenza.

Questo albo di Dragonero, tra i diversi pregi, valorizza una caratteristica che è ormai un dato di fatto della serie fantasy di Bonelli: la macrotrama. In tutta la serie non è mai mancata questa linea narrativa percepibile, magari in modo flebile in alcuni numeri, ma comunque costante. Uccisori di draghi si sposa alla perfezione con questa concezione di mondo coerente e vitale, visto che porta Ian a ritornare nella casa natia, la residenza di Silveridhe.

Gli eventi che precedono questo ritorno di Ian sono fondamentali, costituiscono l’ossatura della storia e hanno un pregio: possono essere un potenziale primo passo nel mondo di Dragonero. Per quanto i numeri precedenti siano affascinanti ed essenziali nell’economia della serie, Uccisore di draghi ha un’impostazione tale che anche un nuovo lettore può sentirsi parte di questo universo, grazie ad un intelligente lavoro di intreccio tra l’uscita mensile ed il primo numero di Dragonero Adventures.

dragonero 2

Noi vecchi lettori possiamo respirare un senso di deja vù nel vedere una minaccia profilarsi all’orizzonte, assistere al viaggio di Alben al convento delle madri guardiane, un ricordo del famoso Romanzo a fumetti di dieci anni fa che ha dato il via a questa serie. Un lettore che si avvicina ora a Dragonero può provare le stesse emozioni, grazie a questo ritorno a casa di Ian, in cui i luoghi della sua infanzia vengono presentati con tenerezza e nostalgia, grazie alle parole di Gmor.

Personalmente ho voluto fare un esperimento, che vi consiglio di ripetere. Giunti all’arrivo di Ian, Sera e Gmor a Silverhide non ho terminato l’albo, ma sono passato alla lettura di Tre giovani eroi, il primo numero di Dragonero Adventures. Sarà stato il fatto che entrambi gli albi siano stati disegnati da Riccardo Crosa, o più facilmente la perfetta costruzione dell’impianto narrativo complessivo della serie, ma il passare da un albo all’altro non ha minimamente alterato la percezione delle due avventure. Di Tre piccoli eroi parleremo in seguito, ma posso anticiparvi che può essere visto come un ricordo di Ian nel tornare nella sua casa natale, come se stessimo vivendo un suo ricordo.

Stefano Vietti nel redigere la trama di Uccisori di draghi ha avuto il tatto di miscelare a dovere il tono epico che si accompagna ad uno scontro con un drago con la tensione e l’ansia di un pericolo imminente vissuto dai protagonisti, venendo mitigato dall’ingannevole senso di sicurezza che il ritorno ad un luogo amato può generare. Nel corso di questo albo di Dragonero, Ian sembra vivere in modo manifesto questi diversi stati d’animo, patendo duramente il destino del villaggio di Brent, o lasciandosi andare ad una sensibilità e pace insolita nel vedere volti cari.

dragonero 3

Merito di questa intensità emotiva è anche di Riccardo Crosa. Disegnatore titolare dei flashback del passato adolescenziale di Ian, in Uccisori di draghi è riuscito a lasciare l’animo fanciullesco delle Dragonero Adventures per realizzare tavole spietate, cariche di cupa disperazione e dal taglio cinematografico. L’arrivo del drago rinnegato nella primissima tavola è evocativo, impeccabile, la distruzione di Brent è pura violenza, crudele eppure affascinante nella sua realizzazione. Dragonero ha fin dall’inizio potuto godere di uno dei migliori team grafici attualmente in circolazione, e ogni albo continua a mostrare questa tendenza della serie.

Non si tratta solo dei disegni, ma anche dei dettagli stilistici, come la cornice della copertina che si infrange per indicare un imminente periodo di asperità, o un lettering ad hoc (firmato da Marina Sanfelice) che si sposa alla perfezione con un progetto grafico generale che vuole dare a Dragonero un tono da epica fantasy d’eccellenza.

A dimostrazione di quanto finora detto, Uccisori di draghi è l’ennesimo albo di Dragonero a godere di una copertina variant (così apprezzata da essere già esaurita!) opera di Marco Checchetto, disegnatore che non ha certo bisogno di presentazioni. Potente, evocativa, dinamica, epica. Dragonero, insomma. Suggestiva anche la copertina ‘canonica‘ firmata da Giuseppe Matteoni, un messaggio chiaro a chi segue Dragonero fin dall’inizio, ma ugualmente intrigante per i lettori più recenti.

dragonero variant

La conclusione di questa doppia storia, Il risveglio del rinnegato, ci attende il 9 dicembre. Un’occhiata alla copertina lascia intendere come ormai l’Erondar stia per essere travolto!

Ricordate: Diverso è il passo, uguale è il cuore.

Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed
Leggiamo altro?
Moon Sam Rockwell
Moon: la trilogia di Duncan Jones si concluderà con una graphic novel