Nathan Never: Ciò che non muore – Recensione

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Nathan Never alle prese con un ESPer in Ciò che non muore, di Rigamonti e Atzori

Dopo il deserto e i mari infestati dai pirati, Nathan Never ritorna alla sua città, ma anche in questa megalopoli lo attende un’indagine non meno impegnativa. Con Ciò che non muore, Davide Rigamonti presenta una sceneggiatura che ci inserisce in una linea narrativa che tornerà anche il prossimo mese all’interno di Universo Alfa, di cui questo albo è un primo passo.

Al centro della storia ci sono i poteri ESP, una tematica da sempre presente nell’universo futuro di Nathan Never. Persone dotate di questi poteri sono state sfruttate in passato, oppure hanno offerto la propria capacità per aiutare, ma in questo caso il protagonista della storia è un uomo ritenuto morto, che cerca di fermare un criminale prima che sia troppo tardi.

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Herbert Loomis ha il dono di poter vedere gli ultimi istanti di vita di un individuo, capacità che in passato ha usato in modo non lecito, mettendo sulle sue tracce proprio Nathan Never, che lo catturò. Condannato a morte, venne salvato da un’unità militare segreta che aveva un’altra idea su come utilizzare questo suo potere. Tutto questo accadeva prima della saga della guerra con Marte. Dopo anni, Loomis ricompare misteriosamente sulla strada di Nathan, entrambi sulle tracce di un assassino che sta decimando persone legate agli ambienti militari, con una certa affinità a sezioni segrete delle forze armate. Rigamonti costruisce la storia in modo tale da darci principalmente una visione del punto di vista di Loomis, personaggio profondo e che tramite dei flashback ricostruisce l’intera vicenda, dandoci una maggior comprensione di tutta la vicenda.

A rendere ancora più intrigante il tutto è la presenza di Darver, l’ex direttore dell’Agenzia Alfa ed ora presidente del Consiglio di Sicurezza. I rapporti con i suoi ex dipendenti non sono idilliaci, e anche in questo albo vediamo come diffidenza e recriminazioni influenzino questi incontri, con il non celato fastidio di Nathan nel trovarsi davanti il suo precedente capo. Davide Rigamonti riesce, nel poco spazio dedicato a Darver, a trasmettere quella sensazione di machiavellica pianificazione che solitamente si associa al personaggio, una continua costruzione di sotterfugi e strumenti per la sua politica che anche in questo albo fa la sua comparsa, sul finale.

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Rigamonti in Ciò che non muore mai cerca di suscitare un’empatia nel lettore, non tanto verso Nathan Never, ma nei confronti di Loomis. L’ESPer è un uomo che ha visto la propria vita svanire, su cui tutti hanno cercato di mettere le mani per sfruttare il suo potere, dimenticando che non è solo uno strumento ma una persona. Eppure, Loomis, capendo la situazione, cerca in ogni modo di salvare i propri carnefici da quella che potrebbe esser considerata una giusta vendetta. Loomis è il vero protagonista di questa storia, il suo pensiero viene condiviso con noi lettori tramite le didascalie delle vignette, un dialogo introspettivo che personalmente apprezzo sempre molto.

Interesante anche l’implementazione degli occhiali a realtà aumentata di Nathan, tocco fantascientifico che si basa su idee presenti già ai nostri giorni, contribuendo a dare un senso di realismo alla vicenda.

Una storia già appassionante come quella di Rigamonti viene ancora più apprezzata se ai disegni compare un veterano come Mario Atzori, che ben conosce questo mondo futuro. La visione della Città è completa, dettagliata a ricca, sia nei bassifondi che nei livelli più alti, coinvolgendo il lettore; la presenza di elementi fantascientifici per le indagini costringe Atzori a curare molto bene anche questo aspetto, e il disegnatore non delude!

Come sempre, la copertina è opera di Sergio Giardo, che realizza una tavola inquietante al punto giusto, con la figura nell’ombra alle spalle di Nathan, su uno sfondo dalle tinte accese e cupe che sembrano incombere sull’Agente. Riconferma, insomma, dell’ottimo lavoro del copertinista della serie, una garanzia.

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Dopo avere letto Ciò che non muore, il prossimo appuntamento con Nathan Never è fissato tra qualche giorno per l’uscita dell’ultimo numero di Rinascita, la miniserie di Michele Medda e Germano Bonazzi che racconta un diverso esordio dell’Agente Alfa.

Se invece sarete presenti a Lucca Comics & Games, non dimenticate di fare un passo allo stand Bonelli, dove sarà disponibile il nuovo merchandise dedicato a Nathan Never, oltre alla stupenda riedizione a colori del primo Gigante, Doppio Futuro di Antonio Serra e Roberto de Angelis!

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