Aqualung: il webcomics italiano

Aqualung, il webcomic italiano che si appresta ad iniziare la sua terza stagione!

È da oggi disponibile su Coldcove la prima puntata della terza stagione di Aqualung il webcomic creato da Jacopo Paliaga (testi) e French Carlomagno (disegni), vincitore del Premio Micheluzzi come miglior webcomic 2017.

Le prime due stagioni sono state ripubblicate in due bei volumi brossurati di ottima fattura per i tipi di Bao Publishing.

Questa review ha lo scopo di invitare alla lettura chi non conosce questa bella serie: lo si può fare gratuitamente all’indirizzo sopra indicato oppure lo si può fare con poca spesa procurandosi di due volumi suddetti. Ma bando alle ovvietà… provo semplicemente a dirvi perché Aqualung è una serie che val la pena conoscere e gustarsi.

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Innanzitutto se non avete mai letto un webcomic, partire da Aqualung vuol dire trovarsi subito di fronte a un prodotto di ottima fattura e questo vi consentirà di capire le potenzialità del genere: uso della tavola libero, un tempo di lettura variabile, ma comunque attorno ai 10 minuti massimo per episodio, possibilità di caratterizzare i singoli episodi anche con scelte grafiche innovative.

Non che questo non sia possibile su carta, ma il webcomic è per sua natura un prodotto più liquido e aperto; un prodotto che rende bene là dove crea un legame stretto con il lettore che da occasionale diventa stabile e aspetta con curiosità la pubblicazione di ogni episodio delle singole stagioni.

“Stagioni” è l’altra parola chiave del webcomic ed è ripresa dal successo delle serie TV. Quanti di noi aspettano il ritorno delle serie TV preferite e sopportano anche il tempo di attesa tra la fine di una stagione e l’inizio della successiva (ma in questa attesa c’è parte del gusto anche).

Aqualung sfrutta in pieno tali meccanismi e li innesta su una storia che può essere condensata in alcune parole chiave: complotti, superpoteri, rapporti interpersonali, gioie e dolori. Si tratta di una ricetta antica che affonda più nella Marvel degli anni sessanta che nel fumetto all’italiana.

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La protagonista è una ragazza, Holly Greenberg, che è stata morsa da un essere dall’origine misteriosa che le ha dato poteri di rigenerazione e la capacità di resistere per molto tempo sott’acqua anche grazie
all’apparecchio Aqualung installato nei suoi polmoni.

La ragazza è orfana di madre e vive con il padre e la fidanzata del padre (almeno fino alla seconda stagione… ma non aggiungo altro per non togliere suspence); la sua trasformazione si lega ad un vicenda misteriosa che affonda le sue origini all’inizio del Novecento e che vede coinvolti anche servizi segreti e misteriose forze sottomarine.

Il padre di Holly è uno scienziato legato a doppio filo e in modo ambiguo ad alcune delle figure che tirano le fila di queste oscure vicende che ruotano attorno alla baia di Cold Cove.

Come si può intuire la trama gioca sugli elementi tipici dei racconti dei super-eroi Marvel (grandi poteri, grandi responsabilità e grandi dubbi e incertezze) e la nostra Holly ha delle caratteristiche che ricordano il primo Peter Parker (ovviamente non siamo negli anni ’60 ma nel 2017 e quindi anche il contesto di riferimento culturale è ben diverso); a questi elementi da racconto di supereroi (che si amplificano nella seconda stagione dove compaiono anche dei villains con super poteri e anche una sorta di compagna di avventure per Holly: Beth, legata anche lei in modo forte con ‘i cattivi’ della saga) si aggiungono atmosfere alla X-files tipo Area 51.

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La vicenda si sviluppa nella prima stagione in modo tutto sommato bilanciato tra momenti leggeri e scanzonati e momenti più intensi e drammatici, ma nella seconda il tono generale si fa più da lettori adulti e in generale guarda ad un pubblico più maturo. Come è normale la tensione crescente della seconda stagione si conclude con un grande evento catartico che rimescola le carte e apre alla terza stagione dove Cose terribili stanno per accadere!

I dialoghi della serie sono sicuramente un punto forte: Paliaga ama descrivere le relazioni interpersonali e nelle scene più quotidiane riesce a caratterizzare i personaggi in modo chiaro e non banale.

I disegni di Carlomagno sono ottimi soprattutto nel creare l’atmosfera dei vari ambienti e nell’impostazione dell’inquadratura nelle singole vignette(anche in quelle più spettacolari rese poi nell’edizione brossurata con ampie splash page).

Carlomagno non ama uno stile muscolare alla Jim Lee, ma preferisce uno stile più naïve che mi ricorda alcune serie tv come la seconda di Ben 10 (ma sicuramente ci sono riferimenti più alti tra i disegnatori di oltreoceano!!!): devo dire che è stata una bella scoperta!

Concludo con un ultimo paragone di letture di qualche anno fa: leggere Aqualung mi ha fatto tornare in mente alcune saghe dei mutanti come quelle dei New Mutants prima e di X-Force poi.

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