Star Trek: per arrivare dove nessuna timeline è mai giunta prima!

Star Trek

Star Trek: Discovery è sempre più vicino, ma come si concilierà con le due timelines di Star Trek?

Dopo tanti anni di attese, Star Trek sta per tornare con una nuova serie, Discovery, ed i trekker sono in fibrillazione (o almeno, questo trekker lo è da parecchio). Dopo la chiusura di Enterprise, si era temuto di non vedere più una serie ispirata all’universo di Gene Roddenberry, siamo passati per il reboot della saga iniziato da JJ Abrams e il conseguente inghippo delle timelines di Star Trek, ma ora Discovery potrebbe rappresentare un punto di svolta per l’universo di Star Trek.

Negli ultimi giorni si sono visti molti dettagli della nuova serie, dal teletrasporto alle armi ai comunicatori, tutti ispirati più alla serie classica di Kirk che non alla visione più moderna vista in Enterprise. Discovery, ricordiamo, è ambientata a cavallo fra le due serie, e ha il difficile compito di convincere i fan più intransigenti di trovarsi in un serial che potrebbe spiegare come si sia passati da un look hi-tech come quello visto in Enterprise alla visione più ‘classica’ dell’Enterprise di Kirk.

Uno dei difetti più evidenti di Star Trek come universo narrativo, estendendo l’attenzione anche libri, comics e videogiochi, è la mancanza di un canone vero e proprio, che tenga sotto controllo tutto il lore di Star Trek.

Questa assenza nasce da una visione abbastanza ‘revisionista‘ avuta dallo stesso Roddenberry, che anche ai tempi di The Next Generation, quando veniva segnalate delle anomalie rispetto alla serie classica, tendeva a ritenere buona la nuova visione, non esitando a ignorare l’apparente conflitto. Un simile approccio inevitabilmente si ripercuote su tutto l’impianto narrativo, una pecca che si ingigantisce quando subentrano altri media che ampliano l’universo di Star Trek, in particolare i libri, mai resi pienamente canonici e che spesso sono in conflitto tra loro, non avendo gli autori una linea guida che renda ben collegate le loro storie.

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Seguire le diverse linee temporali di Star Trek non è una cosa semplice!

Per quanto si possa criticare Disney per la scelta di trasformare l‘Universo Espanso di Star Wars in un gigantesco what if…? chiamandolo Legend e creando un nuovo Canon, da un punto di vista logico ed organizzativo, dopo quasi trent’anni di prodotti usciti e centinaia di storie raccontate, era una mossa necessaria e che sarebbe da valutare anche per Star Trek.

L’esempio più immediato che mi sovviene, citato spesso anche in questi giorni, sono i Klingon, una delle razze simbolo di Star Trek. Dalla prima serie a Discovery, i Klingon sono la razza che ha subito più revisioni estetiche di tutte, dalla prima versione dei tempi Kirk un cui erano a malapena distinguibili da un umano alla presenza delle ora tipiche creste frontali appare in seguito. Questa discrepanza è stata spesso oggetto di speculazioni, al punto che in Enterprise si era cercato di metterci una pezza (un fallito tentativo di potenziamento genetico, sfociato poi una tremenda epidemia). Con la comparsa del nuovo universo di Star Trek di Abrams e la Kelvin-timeline abbiamo visto una nuova versione dei Klingon, e pare che in Star Trek: Discovery vedremo altre versioni dei Klingon, forse addirittura diversi in base alle diverse casate.

Questo è solo uno degli esempi di come una revisione del canone di Star Trek potrebbe essere un’operazione da considerare in modo attento, sfruttando l’occasione per creare un corpo narrativo unico. Una delle cose che ho sempre apprezzato di Star Trek è la cura nel creare un universo credibile e straordinariamente reale, una fantascienza possibile, coinvolgente. Certo, una ridefinizione di alcuni punti fermi sarebbe necessaria, specialmente dal punto di vista delle timeline.

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La Discovery, la nave che ammireremo nel nuovo serial di Star Trek

Lo spartiacque delle diverse linee temporali è stato introdotto con l’incidente della Kelvin visto all’inizio di Star Trek (2009). Nel 2233 l’astronave federale Kelvin incappa in una distorsione spaziale da cui emerge un’astronave, la Narada, proveniente dal 2387; da questo incontro, degenerato in una battaglia, oltre ad assistere alla nascita di James Tiberius Kirk, vediamo la nascita della timeline Kelvin, che nelle idee degli sceneggiatori sarebbe il punto di distacco dalla timeline classica, definita Prime.

In realtà siamo già di fronte ad un errore, visto che Kirk è nato il 22 marzo 2233 ma a Riverside, nell’Iowa, quindi non si capisce come la madre potesse essere a bordo della Kelvin, se non come puro espediente narrativo, ma diventa un primo difetto degli eventi narrati in questo Star Trek.

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L’arrivo della Narada è considerato il punto di separazione fra le diverse timelines di Star Trek

Nel citato film di Abrams, Uhura (Zoe Saldana) ipotizza che l’arrivo della Kelvin crei una vera e propria realtà alternativa, il che lascerebbe invariato quando conosciamo dopo i 50 anni di storie viste in Star Trek, preservando quando la linea temporale Prime. La conferma di questa teoria viene data anche da Roberto Orci, sceneggiatore di Star Trek che in un’intervista a TrekMovie afferma

Continua ad esistere! (la Prime-timeline, NdR). Stando a quanto dice la più testa e riconosciuta teoria scientifica di sempre, la meccanica quantistica, l’universo Prime continua ad esistere“.

La creazione di universi paralleli è uno dei temi più cari alla fantascienza, ed anche la meccanica quantistica si sta ancora interrogando sulla reale possibilità degli stessi, ma parlando di Star Trek e dell’affermazione di Orci sulla permanenza della Prime-timeline dobbiamo, quindi, attenerci ai precedenti della serie.

Esiste una regola in Star Trek: se si cambia il passato si stravolge il futuro. Nel sesto episodio della quinta stagione di Star Trek : Deep Space nine Animaletti Pericolosi (Tribbles and Tribble-ations) scopriamo che esiste un Dipartimento delle indagini temporali, incaricato di scovare e correggere le eventuali contaminazioni ed alterazioni delle linee temporali. Nonostante questo, abbiamo visto come in Star Trek il mutare gli eventi del passato comporti radicali cambiamenti nel presente e nel futuro.

Ad esempio:

  • quando i Borg attaccano la Terra per impedire il Primo Contatto, mentre l’Enterprise viaggia nel vortice temporale a ritroso nel tempo, vede il futuro cambiato a causa del successo del piano dei Borg (Star Trek: Primo Contatto)

  • In Enterprise la Guerra Fredda Temporale rappresenta un chiaro esempio di come funzioni il viaggio del tempo in Star Trek

  • se James T. Kirk avesse salvato Edith Keeler, l’Enterprise e la Federazione non sarebbero mai esistiti (Star Trek TOS, episodio 28 della prima stagione, Uccidere per amore, The City on the Edge of Forever)

  • Dopo avere assistito alla morte del personaggio storico Gabriel Bell, Benjamin Sisko deve prenderne il posto per permettere l’esistenza delle Rivolte di San Francisco nel 2024, in modo da salvare il futuro (Star Trek Deep Space Nine, episodio doppio 11-12 della terza stagione, Tempi Passati, Past Tense)

  • Nell’universo parallelo chiamato Universo dello Specchio, l’intervento di Kirk nella serie classica ha una rilevanza tale da influenzare l’intero assetto politico, in modo che si vedano le conseguenze anche in Deep Space Nine

Volendo attenerci ai dettami di Star Trek, in assenza di un canone che legittimi tutto ciò che è stato finora visto è la sola soluzione, la nascita della Kelvin-timeline in realtà coincide con la morte della timeline classica, anche se in Star Trek: Beyond compare la celebre foto del cast originale di Star Trek tra gli oggetti del defunto ambasciatore Spock (omaggio doveroso per la scomparsa di Nimoy)

Sempre in Star Trek del 2009, lo Spock di Zachary Quinto, in merito all’arrivo della Narada, sostiene che l’evento abbia creato una nuova catena di eventi, alterando con la sua presenza il flusso della storia, senza menzionare l’ipotesi di una potenziale seconda linea alternativa. Considerando che il capitano Nero ha intrapreso il suo viaggio a bordo della Narada nel 2387 (quasi vent’anni dopo la Guerra del Dominio) e lo conclude vent’anni prima che Kirk assuma il controllo dell’Enterprise, possiamo presumere che la serie Enterpise (citata nella pellicola) sia la sola sopravvissuta della Prime-timeline.

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Ecco come appaiono i nuovi Klingon di Star Trek: Discovery

L’arrivo di Star: Trek Discovery ridiscute tutto questo, visto che l’equipaggio della Discovery solcherà la galassia in un arco temporale che si colloca tra Enterprise e la serie originale. Abbiamo già potuto vedere come i Klingon avranno un nuovo aspetto, ma allo stesso tempo si è potuto notare uno sforzo nell’avvicinare alcune delle strumentazioni tipiche di Star Trek alla forma che abbiamo imparato a conoscere nella serie classica.

Bisogna riconoscere anche che il gusto dello spettatore e le possibilità tecnologiche si sono evolute molto dal 1966, anno della prima messa in onda di Star Trek. Per quanto il fascino della continuità di una serie sia irresistibile per un fan accanito, dobbiamo anche accettare che showrunner ed addetti ai lavori scelgano di sfruttare al meglio le possibilità offerte, a costo di offrire un design troppo moderno rispetto ad una concezione cronologicamente successiva. Quello che personalmente mi attendo da Star Trek: Discovery è il respirare nuovamente lo spirito di Star Trek, quel mix di avventura ed esplorazione, arricchito da uno dei più completi e dettagliati universi narrativi mai visti in ambito fantascientifico. E se i Klingon non hanno le loro tipiche creste frontali pazienza, finché mangeranno gagh e berranno vino di sangue, urlerò ugualmente Qaplà con loro… e magari la testata farà meno male!

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