Il Trono di Spade: Il Gioco del Trono – Recensione

Il Trono di Spade: Il Gioco del Trono

Il Trono di Spade: Il Gioco del Trono – Recensione

Con la settima stagione dello show ormai imminente, Asmodee Italia ha sfruttato l’occasione per colpire il cuore (e il portafogli) dei fan di Game of Thrones, pubblicando l’edizione italiana del gioco da tavolo di Fantasy Flight Games, Il Trono di Spade: Il Gioco del Trono (Game of Thrones: The Iron Throne), uscito nei negozi a stelle strisce nel novembre del 2016 e arrivato da poche settimane sugli scaffali nostrani, nonché sul tavolo da gioco di Justnerd.

Saremo sopravvissuti alla guerra, agli intrighi di corte e ai tradimenti delle casate rivali di Westeros? Scopriamolo insieme…

Il Trono di Spade - Il Gioco del Trono

I Sette Regni in scatola

“Non sarò solo una pagina nel libro della storia di qualcun altro” – Stannis Baratheon

In realtà Il Trono di Spade: Il Gioco del Trono è proprio questo, un titolo basato sul sistema di gioco di Cosmic Encounter e ambientato a “Westeros e dintorni”; per la gioia di tutti i fan della serie tv, visto che si tratta di un gioco sotto licenza ufficiale HBO e ricco di immagini tratte dallo show. Bill Eberle, Peter Olotka, Grego Olotka e Justin Kemppainen ne sono invece i game designer.

Il titolo è stato studiato per 3 – 5 giocatori, ma in meno di 4 non vi consiglio di giocare. La durata di una partita è molto variabile tuttavia difficilmente supererà i 60 minuti totali.

Il Trono di Spade - Il Gioco del Trono

All’interno della scatola troviamo:

  • 1 regolamento
  • 100 segnalini potere
  • 25 gettoni influenza
  • 25 schede leader
  • 18 carte evento
  • 125 carte casa
  • 5 schede influenza
  • 25 gettoni personaggio

Tutto il materiale presente sulle fustelle è di un buon cartone rigido, così come lo è la qualità delle carte, delle schede personaggio e delle corone (i segnalini potere del gioco) realizzate in plastica. Per dare un’occhiata più da vicino al gioco, ecco il nostro unboxing:

Caotico e mal organizzato è invece il manuale di gioco. Si tratta di poche pagine, 12 in totale, confusionarie a tal punto che, durante le nostre sessioni di gioco, ci siamo ritrovati a chiederci se qualcuno non avesse già avvelenato il vino presente in tavola.

Per farvi un esempio concreto, la sezione relativa agli “ostaggi” è suddivisa in 3 pagine diverse e nessuna di queste raccoglie tutte le informazioni necessarie a comprenderne il corretto funzionamento senza costringerci a sfogliare più e più volte il regolamento. Non è tutto da buttare, ma si poteva fare di meglio.

“Al gioco del trono o si vince o si muore”

Come anticipato poco sopra, Il Trono di Spade: Il Gioco del Trono ruba le sue meccaniche dal gioco da tavolo Cosmic Encounter che, per tutti quelli che già lo conoscono, sono state modificate in alcuni punti essenziali. Non ci sono mazzi comuni dove pescare le proprie carte, i personaggi di una casata (che rimpiazzano i pianeti) possono morire e potremo prendere ostaggi dai nostri avversari (più altre differenze minori).

Per tutti gli altri, invece, ecco il suo funzionamento spiegato in breve:

Ogni giocatore avrà il controllo di una delle casate viste in Game of Thrones. Queste si suddividono in Lannister, Stark, Targaryen, Baratheon e Tyrell. Grandi assenti sono invece i Greyjoy e i Martell, che verranno introdotti in una futura espansione già annunciata da FFG.

L’obiettivo del gioco è quello di estendere tutta la nostra influenza (indicata da 5 segnalini posti sulla scheda influenza al centro del tavolo) alle casate avversarie. Per farlo dovremo vincere degli “incontri” con una casata rivale scelta a caso nel nostro turno, tramite la pesca di una carta da un mazzo comune. L’esito dell’incontro viene deciso attraverso l’utilizzo di una carta, scelta tra quelle presenti nella nostra mano, posta poi sul tavolo coperta e rivelata simultaneamente con il nostro avversario. A questa andrà sommato il valore in segnalini potere del “campione” che avremo deciso di mandare a negoziare con il nemico (scelto fra i 4 a nostra disposizione), il cui potere potrà aumentare o diminuire (fino a decretarne la morte in caso scenda a 0) a seconda degli esiti dello scontro.

Gli incontri si risolveranno quindi in un esito di ostilità (vittoria, in cui estenderemo la nostra influenza ad un altro giocatore), tregua (non si combatte e ci si “spartisce un bottino”) o tradimento (simile all’ostilità, ma lo sconfitto riceve una ricompensa in ostaggi).

Allo scontro potranno partecipare anche gli altri giocatori non coinvolti direttamente, offrendo il loro supporto ad una parte piuttosto che l’altra in cambio di “promesse”; o semplicemente per avvantaggiarsi nella partita in corso. Eventuali carte personaggio in nostro possesso potranno invece ribaltare la situazione in campo, applicando effetti specifici ed unici dei campioni in gioco.

La comunicazione tra i giocatori, parte fondamentale non solo dell’ambientazione ma anche della meccanica di gioco, è incentivata ne Il Trono di Spade: Il Gioco del Trono grazie anche all’introduzione degli ostaggi, che potremo rilasciare in cambio di un aiuto in battaglia o, come preferirebbe il buon vecchio George R. R. Martin, torturare per penalizzare la casata avversaria… il che accade il più delle volte.

Il giocatore, o i giocatori, che riusciranno ad estendere per primi i 5 gettoni influenza agli avversari saranno decretati vincitori.

“Tu non sai niente, Jon Snow”

Da fan della serie televisiva, giudicare Il Trono di Spade: Il Gioco del Trono non è un’impresa facile.

L’ambientazione, che inizialmente pensavo fosse una semplice scusa per appiccicare la licenza HBO sopra a Cosmic Encounter, in realtà sia avverte distintamente nelle carte personaggio e nelle loro abilità. Ad esempio i Tyrell posseggono delle abilità che permettono loro di “vendicarsi” anche sugli alleati o di voltargli le spalle in battaglia e, allo stesso modo, i Targaryen hanno uno stile di gioco più aggressivo che spesso non bada alle perdite in vite umane dal proprio lato.

Il Trono di Spade - Il Gioco del Trono

Se l’impatto con il titolo di Asmodee non è però dei migliori, causa anche i dubbi generati da un regolamento studiato male e da un sistema di gioco già di per se caotico per coloro che lo approcciano per la prima volta, dopo numerose partite si è in grado di apprezzarne il lato più tattico e diplomatico.

Tutti al tavolo, anche chi non è il giocatore di turno, vengono, volenti o nolenti, coinvolti nelle trattative per fornire il proprio supporto ad un giocatore piuttosto che all’altro, ammazzando di fatto non solo i membri delle casate altrui, ma anche i tempi morti.

Il fattore fortuna, comunque presente, gioca un ruolo marginale nella fase di pesca delle carte (ne potrete avere fino a 5 in mano); una situazione facilmente ribaltabile offrendo con astuzia e malizia il nostro supporto agli avversari, o gestendo la mano semplicemente adattando ad essa la nostra strategia.

Il mio consiglio è quindi quello di non fermarvi alle prime partite, ma dargli invece un’occasione in più per comprenderne meglio il funzionamento, la strategia e la profondità, nascoste ahimè sotto qualche regola “di troppo” e decine di cadaveri lasciati sul tavolo da gioco.

Il Trono di Spade: Il Gioco del Trono è reperibile in italiano attorno ai 49,99 €

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