Mirage: Arcane Warfare, quando la magia è un’arma!

Mirage Arcane Warfare

Mirage: Arcane Warfare è il nuovo titolo di Torn Banner Studios, attualmente in beta, che mescola armi bianche e magia

In questi giorni mi sono cimentato con una tipologia di giochi che sta ormai prendendo sempre più campo nel panorama videoludico attuale, quegli sparatutto nati solamente per il gioco online. Recentemente abbiamo parlato di Ghost in the Shell: Stand Alone Complex- Fist Assault, ma si potrebbe espandere il discorso a titoli come Overwatch o Paladin, segno che questa tipologia di giochi sia un settore che continua a raccogliere consensi; all’interno di questa tipologia di giochi si erano già inseriti i ragazzi di Torn Banner Studios, che con il loro Chivalry: Medieval Warfare avevano raccolto un buon risultato.

Non paghi del lavoro precedentemente svolto, dal Medio Evo europeo si è deciso di cambiare ambientazione, potendo quindi inserire nuovi spunti per dare un’aria di novità al gameplay. Sono questi i presupposti da cui si è partiti per creare Mirage: Arcane Warfare.

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Abbandonate le lande europee, Torn Banner Studios ha deciso di mostrarci un’ambientazione orientale, portandoci in un mondo che sembra uscito da Prince of Persia. In Mirage: Arcane Warfare tutto è quindi creato in modo da inserirsi alla perfezione in questo filone, dal design delle mappe fino alla caratterizzazione dei personaggi, armi ed abbigliamento compreso; fin dall’avvio del client, questo sapor mediorientale è evidente, creando uno stacco deciso dal precedente prodotto di Torn Banner.

La grafica risente ovviamente di questa nuova ambientazione, portandoci a combattere in zone desertiche e con edifici che sembrano appena usciti da Le mille e una notte. Ovviamente viene fornita una minima traccia di storia, che ci spiega come la calma di questo strano mondo fantasy è scossa da una spietata guerra civile, in cui guerrieri armati di spada e magia causano violenza e morte combattendo in luoghi fantastici ispirati al mondo arabo e persiano, fatti di sabbie desertiche, mercati, bazar e sontuosi palazzi.

L’impostazione di gioco è abbastanza tradizionale, per la tipologia di gioco, con la suddivisione in classi, che passano dal tank vero e proprio agli incantatori, la vera novità nel prodotto. Contrariamente a quanto visto in Chivalry, Torn Banner lascia ogni velleità di realismo e si dedica a creare un combat system che possa introdurre l’elemento magico.

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Il ritmo di gioco ne giova, diventando decisamente più frenetico e a tratti anche confuso, ma con la capacità di tenere il giocatore sempre sulle spine. La tentazione di menare fendenti a casaccio viene subito tagliata sul nascere, visto che nel combat system è integrato il friendly fire, che sottrae punteggio al giocatore; la scelta del personaggio deve essere studiata in modo da comprendere quale meglio si adatta al nostro stile, tenendo sempre presente che la maggior parte delle magie sono a distanza, costringendo i combattenti da melee a usare l’astuzia per entrare nel raggio utile per dispensare danni ai casters.

Al momento, come tutto il resto di Mirage: Arcane Warfare, è in fase di calibratura, visto che siamo ancora in fase di beta (il gioco viene pubblicamente rilasciato il 23 maggio), il che motiva un certo squilibrio nel bilanciamento delle classi, comprensibile in questa fase dello sviluppo del titolo, che viene comunque attentamente seguito dal dev team, che sta rilasciando diverse patch che tengono conto delle segnalazione dei giocatori attualmente coinvolti nella beta.

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Bisogna ammettere in questo stadio, Mirage: Arcane Warfare mostra delle premesse interessanti, che pur non mettendo in campo nulla di incredibilmente innovativo riesce a gestire aspetti già visti in modo diverso, offrendo un’alternativa alle solite ambientazioni. Quello che può far storcere un po’ il naso può essere il prezzo, che in un periodo di valide alternative free-to-play rischia di ritorcersi contro il lavoro di Torn Banner Studios, che chiedendo una cifra non indifferente (su Steam possiamo trovarlo a 27,99 €) corrono il rischio di passare in sordina, nonostante il loro Mirage si presenti come un titolo interessante.

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