Nameless, la fine dell’uomo secondo Morrison – Recensione

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Grant Morrison torna con una storia che unisce fantascienza e orrore, un racconto che arriva in Italia grazie a saldaPress: Nameless

Avete presente quando un annuncio vi scatena quella frenesia che vi porta a contare le ore che vi separano dall’agognato obiettivo? Quella sensazione che vi fa tornare bambini, e vi sentite vittima di uno di quei viaggi eterni in cui i vostri genitori erano esasperati dai vostri “siamo arrivati?“? Alcuni di noi (parecchi) lo stanno vivendo oggi dopo aver visto il trailer di Thor: Ragnarok (non lo avete visto? Rimediate subito qui), ma per me l’hype estremo è stato in questi mesi l’attesa dell’uscita di Nameless, la nuova creazione di Grant Morrison. Mettersi a spiegare perché l’annuncio di un nuovo comics firmato Grant Morrison scateni l’attesa direi che è superfluo, ma vi posso dire che la capacità dell’autore scozzese di studiare trame complesse ed arricchirle di diverse tematiche è una delle sue abitudini che più ammiro.

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In Nameless la gabbia è totalmente al servizio della storia

Nameless non fa eccezione, ovviamente. Nonostante l’affetto per Morrison, bisogna però ammettere che all’interno della trama della sua nuova creatura il punto di partenza della vicenda ha un senso di già visto, specialmente in ambito fantascientifico: un gruppo di scienziati viene inviato ad indagare su un misterioso oggetto in avvicinamento al nostro pianeta, una minaccia che potrebbe trasformarsi nell’estinzione del genere umano. Leggendo queste righe diventa difficile non vedere punti di contatto con film catastrofici (da Meteor ad Armageddon), ma visto l’intento esplorativo del misterioso oggetto, l’eco più marcata appartiene alla letteratura: Incontro con Rama, di Arthur C. Clarke. Leggere Nameless dà la sensazione di essere di fronte ad una versione più oscura e da incubo dell’opera di Clarke, ma Morrison sa come evitare la trappola della semplice copia, ricorrendo all’inserimento di nuove linee narrative che coinvolgano in modo totale il lettore, soprattutto dal punto di vista mentale.

Il titolo del fumetto è un richiamo al nome del protagonista, Senzanome, una scelta che ha un preciso richiamo al contesto esoterico che anima il fumetto; secondo alcune filosofie, i nomi hanno un potere che può essere rivoltato contro la persona identificata dal nome stesso, quindi la scelta del protagonista di farsi conoscere con questo soprannome ha un preciso senso all’interno della trama. Morrison decide di non farsi intimorire e spinge l’acceleratore non solo sullo stile narrativo ma anche sui contenuti, arrivando a mescolare diverse religioni e concezioni esoteriche, fino ad arrivare a mettere in dubbio la natura di Dio! Il tutto spiegato attraverso complessi ma comprensibili richiami e spiegazioni; giusto per non farci sentire troppo sicuri, Morrison divide la storia su diversi piani, creando una sorta di racconto nel racconto all’interno del quale Senzanome assume ogni volta un nuovo ruolo, con alcune presenze fisse che sembrano tornare e che rappresentano dei punti cardine su cui l’evoluzione di Nameless lavorerà sicuramente.

Salvare l’umanità da una minaccia antica più dell’universo stesso, in un viaggio tra incubi e rivelazioni

Ve lo dico, leggere una sola volta Nameless non basta. Un primo approccio serve a valutare principalmente il lavoro del team grafico, dove si sono impegnati Chris Burnham (disegni) e Nathan Fairbairn (colori); le tavole di Nameless riescono a seguire sia l’incarnazione reale della visione di Morrison che la più impegnativa parte onirica, dove i dettagli più truci e angoscianti sono resi magnificamente, con una colorazione che si adatta alla perfezione in ogni situazione. Lavorare su una storia così complicata, su cui viene usata una gabbia delle tavole in linea con lo stile narrativo ad incastro, rappresenta una vera sfida per il disegnatore, ma Burnham ha saputo realizzare tavole incredibili, soprattutto quando mostra la battaglia avvenuta millenni addietro e che rappresenta un nodo fondamentale della storia di Nameless.

Vista la complessità di questa trama di Morrison e l’impostazione grafica, bisogna fare i complimenti a saldaPress per come è stato presentato il volume che raccoglie questa prima pubblicazione. Data la particolarità della storia partorita da Morrison, è stato giustamente inserito un inserto in cui vengono spiegati i riferimenti più marcati in Nameless, dall’enochiano di John Dee alla dreamachine di Gysin. Spettacolari anche le tavole preparatorie di logo e copertine, a cura di Fairbairn. Mai come in questo caso meritano una bella pacca sulle spalle Leonardo Rizzi (traduzione) e Alessio Ravazzani (lettering), che hanno avuto il compito di rendere in italiano il linguaggio particolare (e spesso volgare) di Morrison e adattarlo alla complessità delle tavole, un’opera certosina che va riconosciuta, visto che è uno dei punti forti di Nameless!

Per leggere questo comics prendetevi tutto il tempo necessario, siamo intorno alle 200 pagine, che potrete avere nella versione cartonata da 15,90 € o in un’elegante edizione deluxe contenente venti pagine di extra, a 24,90 €; Nameless arriverà sugli scaffali il prossimo 21 aprile.

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