Veleno Verde: la recensione senza spoiler del terzo caso di Hidden Games

Veleno Verde (2)
Hidden Games 3: Veleno Verde
Edito da
Hidden Industries GMBH
Distribuito in italia da
MS Edizioni
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Veleno Verde: rapporto e recensione sul caso.

Pochi giorni fa, presso gli uffici dell’agenzia investigativa di Justnerd, è stata recapitata una busta con una richiesta di aiuto da parte di una donna che ci chiedeva di scagionare il marito, secondo lei ingiustamente accusato di omicidio. Abbiamo accettato il caso e ci siamo messi al lavoro per scoprire poco dopo che dietro questo caso c’era qualcosa di più torbido di quanto ci saremmo aspettati.

In questa recensione di Veleno Verde ovviamente non vi daremo la soluzione al caso, altrimenti vi rovineremmo la sfida, ma vi esporremo brevemente tutto quello che dovete sapere per trovarla per conto vostro, prima di darvi infine le nostre impressioni finali su questo caso e sul sistema di gioco della serie Hidden Games: Luogo del Reato.

Veleno Verde è un gioco da tavolo investigativo, edito in Italia da MS Edizioni (Food Chain Magnate, MicroMacro Crime Cityper 1-6 giocatori, dai 14 anni in su, che ci coinvolge in una sfida one-shot della durata compresa fra i 90 e i 150 minuti. Potete iniziare le indagini A QUESTO INDIRIZZO.

Entriamo ora nel vivo della recensione, anche se (ironia del caso) qui ci è scappato il morto (ma solo per gioco).

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I contenuti e le meccaniche di gioco

Una volta aperta la scatola di Hidden Games: Veleno Verde abbiamo subito trovato la busta in cartone che conteneva tutti gli indizi e le prove che ci sono servite per risolvere il caso.

Nello specifico abbiamo trovato:

  • la lettera con cui il nostro team investigativo viene ufficialmente ingaggiato
  • un poster che raffigurava le foto dei sospettati e delle persone informate sui fatti;
  • un piccolo pacchetto di post-it personalizzati;
  • un sacchetto con dei granelli di terra;
  • cartoline, fotografie, volantini, stampe di mail, chat e molto altro materiale utile al caso;
  • una mappa di Portovecchio, il luogo del crimine dove ci siamo trasferiti, insieme alla nostra mandante Anita Palladini, per indagare.

Una volta aperta la busta la nostra indagine è iniziate. L’unica regola da rispettare è stata quella di analizzare il materiale e cercare di rispondere alle quattro domande che ci sono state poste quando abbiamo accettato l’incarico.

La lettera di Anita Palladini ci ha descritto brevemente quello che è successo e su cosa abbiamo dovuto indagare. Il cadavere di Walter Maggioni è stato trovato vicino all’area di balneazione di Portovecchio, un piccolo paesino di campagna, sembra si sia trattato di un omicidio e dopo una breve indagine la polizia ha incastrato Edoardo Carrisi, marito della Palladini e conoscente della vittima.

Ma la moglie era certa che non fosse stato lui. Cosa è successo in realtà? È stato incastrato o semplicemente l’indagine è stata svolta in maniera superficiale? Quali misteri si nascondono nel tranquillo paesino di Portovecchio?

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Abbiamo indagato fra tradimenti, truffe e vecchie storie irrisolte, confraternite che pare complottino in segreto e ce la siamo vista anche con un’ambigua azienda olandese che produce altrettanto ambigui fertilizzanti. Ma la morte di Maggioni è stata davvero causata da qualcuno o è stato solo un incidente? Ed eventualmente qual è stato il vero movente? Gelosia, soldi o affari?

Stava solo a noi scoprirlo. Così ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo iniziato a leggere, prendere appunti ed unire i puntini appicciando post-it e tracciando linee sul poster per collegare fra loro i vari sospettati.

Abbiamo anche potuto sfruttare l’aiuto di Anita, alla quale abbiamo chiesto di muoversi qua e là per il paesino a visitare i luoghi chiave dell’indagine e che ci ha prontamente fatto rapporto sui suoi ritrovamenti mandandoci messaggi sul cellulare.

Persino un vecchio caso irrisolto è riaffiorato, ed in qualche modo è stato utile per capire che in fondo Portovecchio è molto più viva (in tema di morti) di quanto pensassimo (lo sappiamo, c’è un non so che di macabramente ironico in questa frase ma è proprio così).

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Una volta scoperte anche le password per i vari account mail personali della vittima e del sospettato siamo riusciti a tirare le fila e a scoprire quello che volevamo.

Ma la risposta non ve la daremo. Perché ora la patata bollente passa a voi, riuscirete a scoprire la verità?

 

Brevi conclusioni (spoiler free) alla nostra recensione di Veleno Verde

Concludiamo quindi il nostro caso e tiriamo le somme chiudendo questa recensione di Veleno Verde.

A sorpresa partiamo non parlandovi dei materiali, come consueto per la maggior parte delle nostre recensioni, ma accennandovi al rapporto qualità/prezzo: decisamente molto buono.

Questo perché, sebbene i materiali che troviamo all’interno della busta racchiusa nella scatola siano essenzialmente fogli di carta e stampe, dietro al gioco c’è molto di più. Ci sono siti web totalmente in italiano creati appositamente per farci cercare indizi online, oltre che video e messaggi che arrivano direttamente sui nostri device. Insomma un caso davvero molto interattivo e coinvolgente.

Le uniche pecche che ci sentiamo di segnalare sono che, in questo caso della serie Hidden Games: Luogo del Reato, quasi tutto ruota attorno ad un elemento di gioco che ci aiuta a decriptare gran parte del caso e che ci sono solo due cartine tornasole, pertanto una volta risolto il caso potrete prestarlo ad un solo amico per fargli ripetere l’esperienza. Le meccaniche di gioco di Veleno Verde per il resto sono davvero originali.

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Più di una volta ci siamo trovati a segnare quella che pensavamo essere ormai la risposta ad uno dei quattro quesiti che ci pone il gioco per poi scoprire, con un colpo di scena, che le nuove prove raccolte in realtà cambiavano nuovamente le carte in tavola. Solo alla fine, una volta conosciuti davvero tutti i fatti, ci è stato possibile scoprire la verità!

Chiudo con una nota personale: sinceramente io non sono un fan dei titoli investigativi e mi approccio sempre con un po’ di remore a questo genere, ma in questo caso mi sono ricreduto davvero molto. Insieme al resto del team investigativo di Justnerd ho passato due ore di gioco meravigliose. Era dai tempi del primo Sherlock Holmes: Consulente investigativo che un gioco del genere non mi colpiva e mi convinceva così!

E non è ovviamente il primo titolo del genere con componenti interattive che proviamo (basta scorrere fra le nostre recensioni e vedrete).

Che altro dire: Veleno Verde è stata davvero una bella esperienza, che vi consigliamo assolutamente di provare!

Veleno Verde (2)
Veleno verde: in un paesino di campagna si nascondono mille intrighi
Era dai tempi dei primi Sherlock Holmes consulente investigativo che un titolo del genere non ci colpiva così! Veleno Verde è il primo della serie Hidden Games che abbiamo provato, ma ci è piaciuto talmente tanto che di sicuro giocheremo anche a tutti gli altri!
Pro
Meccaniche originali
Avvincente e molto coinvolgente
Contro
Se volete prestarlo a qualcuno potete farlo una sola volta
Presto scoprirete che il caso ruota attorno ad un unico elemento di gioco
8
Voto Finale
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