La recensione di Risk Strike: il più classico gioco di guerra diventa un gioco di carte

Risk Strike (4)
Risk Strike
Data di uscita
2023
Edito da
Avalon Hill/Hasbro
Autori
George Feledichuk, David Rudow, Leo Taylor

Ancora oggi ricordo con un po’ di malinconia i lunghissimi pomeriggi passati a giocare a Risiko, un gioco che quando ero piccolo, nei primi anni ’90, adoravo; il problema principale era che le partite si trascinavano sempre per 3-4 ore e non sempre riuscivo a convincere qualcuno a giocare con me. Ma ora grazie a Risk Strike, il gioco di cui vi proponiamo oggi la nostra recensione questo problema è stato risolto e nessuno potrà più dirvi che non vuole giocare con voi perché “il gioco non finisce mai” (al massimo potranno addurre la scusa del pacifismo, ma questa è un’altra storia, che forse vi racconterò un’altra volta).

La recensione completa di Risk Strike: il gioco di carte che trasforma Risiko in un gioco veloce

Risk Strike è un gioco di carte per 2-5 giocatori (sì finalmente potremo pure giocare in due, anche se non è il player counter consigliato) dai 10 anni in su che implementa alla classica meccanica di lancio dadi del classico gioco del 1957 una meccanica di set collection e l’utilizzo di speciali Carte Tattica, utilizzabili per rendere i combattimenti ancora più interessanti.

Il titolo è opera di George Feledichuk, David Rudow e Leo Taylor, è edito da Hasbro/Avalon Hill e ad oggi è disponibile solo in inglese, francese o tedesco. Il gameplay è però molto semplice e i tipi di carte tattica sono solo 8, quindi la lingua potrebbe diventare anche un problema secondario per chi volesse cimentarsi con questo gioco, che potete trovare sul sito web di Hasbro Pulse.

E comunque, tranquilli, in questa recensione di Risk Strike cercheremo come al solito di spiegarvelo al meglio, in modo da togliervi sin da subito ogni dubbio qualora stiate pensando di acquistarlo per Natale.

Risk Strike (1)

Ecco cosa racchiude la compatta scatola del gioco (e come intavolarlo)

La meravigliosa scatola bianca e oro che si presenta davanti a noi include una serie di scompartimenti adatti per tenere in ordine tutto il materiale, ossia:

  • 42 Carte Continente;
  • 40 Carte Tattica;
  • 5 player aid;
  • 6 token Dominio;
  • 5 dadi (3 rossi per l’attaccante, 2 neri per il difensore;
  • il regolamento.

Le carte sono misura Standard Card Game 63,5 x 88mm, di qualità molto standard e non rinforzate. Vanno quindi, a nostro avviso, necessariamente protette con le apposite bustine protettive.

Da qui in poi capirete subito che il gioco è semplice, ma abbastanza strategico. A vincere sarà il primo giocatore che guadagna 2 token Dominio.

Il setup si compie in circa un minuto: si mescolano separatamente i due mazzi di carte e si distribuiscono 3 Carte Continente e 3 Carte Tattica a tutti i giocatori. Le prime vengono piazzate a faccia in su di fronte a noi, le altre formeranno la nostra mano. Tutti i giocatori lanciano un dado: chi ha il risultato maggiore diviene il primo giocatore, mentre tutti gli altri pescano la loro quarta Carta Tattica immediatamente.

Nel proprio turno ciascun giocatore dapprima pesca, nella combinazione che preferisce, due carte dai mazzi Continente, Tattica e/o dagli scarti dei Continenti (che sono chiamati Continenti Arresi), dopodiché decide se passare attaccare. 

Nel primo caso pesca una Carta Tattica addizionale (non c’è limite al numero di Carte Tattica che possiamo possedere), nel secondo scatena la battaglia!

Risk Strike (2)

La battaglia ha inizio!

L’azione di attacco è divisa in tre fasi. Le prime due vengono svolte una sola volta per attacco mentre la terza può essere ripetuta:

  • Fase 1: Dichiarare Battaglia. In questa fase si dichiara semplicemente quale continente vogliamo attaccare, indicando da quale continente partiamo (dobbiamo avere almeno una carta Continente a supporto) e quale Continente e giocatore vogliamo attaccare.
  • Fase 2: Schierare Truppe. Attaccante e difensore possono giocare le Carte Tattica Troops schierandole sopra il Continente coinvolto nella battaglia. Gli altri giocatori possono decidere di aiutare l’attaccante o il difensore giocando le proprie truppe a supporto di una delle due fazioni.
  • Fase 3: Attacco e risoluzione. Si lanciano i dadi in numero pari alla somma di carte Continente e Tattica coinvolte nella battaglia. Possono comunque essere sempre lanciati massimo 3 dadi dall’attaccante e 2 dal difensore, anche quando questa somma risulta maggiore. A questo punto si accoppiano i dadi, sfruttando i due risultati migliori (o il risultato migliore nel caso in cui il difensore lanci un solo dado) ottenuti dai due contendenti. Il risultato più alto di ciascuna coppia vince l’attacco (in caso di pareggio vince la difesa). Gli attacchi danneggiano dapprima le Truppe a protezione dei Continenti, che vengono scartate nella pila degli scarti delle carte Tattica e poi i Continenti stessi. Se viene colpito il Continente  del difensore, questo viene conquistato dall’attaccante, mentre se viene colpito il Continente dell’attaccante, questo viene scartato nello spazio dei Continenti Arresi.

Se, una volta terminato il nostro attacco, controlliamo almeno un certo numero di carte continente (es. 3 per l’Australia o 8 per l’Asia) reclamiamo immediatamente il corrispondente Token Dominio. In linea generale perderlo sarà abbastanza difficile in quanto il numero di Carte Continente di ciascun colore è sempre da una a tre in più rispetto al numero di Carte richieste per reclamare il Dominio. Per esempio ci sono in gioco solo 4 carte Australia e Sud America (ne sono richieste 3 per reclamare il token) e 7 carte Europa (ne servono 5 per reclamare o rubare il Dominio).

Durante il proprio turno o durante le battaglie è anche possibile usare le altre Carte Tattica per compiere azioni aggiuntive o modificare l’andamento della battaglia.

Nello specifico le carte Spy ed Expand ci permettono rispettivamente di guardare la mano dell’avversario e pescare carte, la carta Cancel Orders ci permette di cancellare l’effetto di qualsiasi carta non Truppa (anche nel turno degli altri giocatori), le carte Bombard Rally modificano i risultati dei nostri lanci di dado, Artillery distrugge immediatamente 2 Truppe avversarie mentre Sabotage fa terminare la battaglia direttamente nella Fase 2 (quindi ancora prima del primissimo attacco).

Risk Strike (3)

Le conclusioni alla nostra recensione di Risk Strike

È arrivato il tempo di seppellire l’ascia di guerra e trarre le nostre conclusioni finali a questa recensione di Risk Strike.

Partiamo da quella che è probabilmente la nota meno dolce: i materiali. Le carte, come vi avevamo anticipato, sono di qualità piuttosto standard e sono racchiuse da una striscia di carta che rischia di farci rovinare i contorni sin da subito se pensate di riutilizzarla. Quindi non fatelo, ma comprate delle bustine adatte per proteggerle, perchè secondo noi sono fondamentali. Le potete trovare A QUESTO INDIRIZZOI Token Dominio sono in plastica, resistenti ma un po’ old style e fanciulleschi.

Nonostante i materiali potessero essere curati meglio, comunque, per il resto il gioco risulta davvero molto interessante e divertente. Sicuramente da il meglio di sé se giocato in 3 o 4 al tavolo, ma gira benissimo anche in 5, un po’ meno in 2.

Il mix delle meccaniche è davvero ben studiato e, seppure l’alea ci metta sempre il suo zampino (d’altronde la meccanica di combattimento è rimasta invariata rispetto al “nonno” Risiko) la componente tattico/strategica apportata dalle carte Tattica ha dato una grossa ventata di freschezza al gameplay che lo rende teso e molto divertente.

Nelle prime fasi di gioco si crea la classica aura di studio degli avversari per poi passare ad un delirio di combattimenti serrati e frenetici, non appena qualcuno fa partire il primo attacco. Bisogna comunque stare molto attenti a non attaccare la persona sbagliata al tavolo e a non trascinare troppo le battaglie già perse, altrimenti in un giro di tavolo potremmo ritrovarci di colpo con una o due carte continente (magari pure spaiate), praticamente esclusi dalla lotta per la vittoria.

Il maggior pregio di Risk Strike, lo abbiamo già accennato nel corso di questa recensione, resta comunque quello legato alla durata del gioco. Sin dalla vostra prima partita non sarete mai impegnati al tavolo per più di 40-45 minuti, spiegazione inclusa, cosa che ci permette (utopia se pensiamo ai suoi predecessori) di giocare magari anche 3 o 4 partite di fila in una serata.

Insomma Risk Strike rappresenta a nostro avviso una buona revisione di un grande classico, facile da intavolare anche con i neofiti e, perché no, potrebbe essere addirittura il gioco giusto per Natale, basterà solo dotare i parenti non anglofoni di qualche rapida spiegazione sul funzionamento degli 8 semplici tipi di carte inclusi nella scatola!

Risk Strike (4)
Risk Strike: un convincente restyling di un mega classico
Revisione molto interessante di un grande classico. In 3/4 giocatori da il meglio di sé. Sconsigliato in 2. Molto bella la tensione che precede il primo attacco di un giocatore. Dopodiché diventa la terza guerra mondiale: caos e divertimento!
Pro
Divertente e adatto a tutti
Non servono più 4 ore per giocare a Risiko
Contro
Materiali di gioco migliorabili
La strategia sbagliata potrebbe eliminarci dal gioco troppo presto
7
Voto Finale