Hippocrates: la recensione del gioco da tavolo

Hippocrates 5
Hippocrates 5
Data di uscita
Gennaio 2022
Autore
Alain Orban
Editore
GiochiX
Lo puoi trovare su...

Duemila e quattrocento anni fa, il medico greco Ippocrate rivoluzionò per sempre la pratica della medicina, sostenendo che i malanni non fossero maledizioni scese sugli uomini da parte di dei capricciosi, quanto piuttosto conseguenze fisiche di stili di vita insalubri e dell’ambiente dei pazienti. A lui e alla sua opera, che per primo introdusse un primitivo ma sostanzialmente corretto pensiero scientifico nella pratica clinica, è dedicato il gioco da tavolo di cui oggi vi proponiamo la nostra recensione: andiamo a scoprire Hippocrates!

Hippocrates: la recensione del gioco da tavolo

Hippocrates è un gioco da tavolo da 1 a 4 persone, con una durata di circa mezz’ora a giocatore o poco più, edito da GiochiX (Pax Pamir, Lincoln). L’autore è Alain Orban, ed il titolo è illustrato per mano di Laura Bevon; l’edizione originale è di Game Brewer (Gugong).

Dopo la morte del grande medico, i suoi discepoli portano avanti il suo retaggio proseguendo nel solco della sua opera. Alla guida di un team di medici, saremo chiamati a gestire una vera e propria “clinica”, sita nel tempio di Esculapio. Dovremo gestire i pazienti in arrivo da tutta la Grecia e le regioni limitrofe, assumere medici qualificati (e pagargli lo stipendio), somministrare i trattamenti grazie alla nostra scorta di medicinali e infine guarirli per ottenere gli agognati punti vittoria che ci renderanno i veri eredi dell’opera di Ippocrate.

 

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Cosa troviamo nel gioco da tavolo

Hippocrates è un titolo ricco di componenti, tessere e materiali. Ecco cosa si trova all’interno della scatola del gioco da tavolo:

  • il tabellone a due facce
  • 6 dadi
  • 4 plance giocatore
  • 4 medici di base
  • 90 fiale di medicinali di 3 tipi diversi in plastica
  • 30 medici da 6 regioni diverse
  • 72 pazienti da 6 regioni diverse
  • 30 tessere bonus Conoscenza
  • 30 kit di medicinali
  • 4 indicatori accoglienza
  • 60 monete in due diversi tagli
  • 12 segnalini assistente
  • 4 indicatori reputazione e 4 per i punti vittoria (più 4 segnalini  +50 e +100)
  • 4 segnalini opzione
  • il regolamento

Recensione dei componenti di Hippocrates

Cominciamo dal tabellone, vero pezzo da 90 che domina la partita – e il tavolo! Sì, perché si tratta di un tabellone davvero grande. Molto bello da vedere, raffigura il tempio di Esculapio dove i pazienti attendono il loro turno di essere visitati, e magari guariti, dal nostro team di medici. L’ergonomicità, però, non va di pari passo con l’estetica. Soprattutto in quattro giocatori, Hippocrates necessita di un tavolo piuttosto grande per essere giocato, anche utilizzando alcune parti “vuote” del tabellone per posizionare componenti che il regolamento suggerirebbe di riporre di fianco; non bisogna infatti dimenticarci delle plance giocatore e dello spazio per “assemblare” medici e pazienti, come vedremo più avanti. Non sarebbe un grosso problema, in effetti, se non fosse che sul tabellone è presente davvero parecchio spazio “vuoto”; l’altro lato è invece disegnato per accogliere delle eventuali future espansioni. Tuttavia, si tratta di un possibile problema ma non per tutti, mentre l’impatto estetico al tavolo, che si è scelto di privilegiare, è senz’altro notevole.

Hippocrates 1

Il resto dei componenti sono di buona fattura e qualità. Molte le tessere di fari usi, forme e dimensioni realizzate con un cartoncino di buona qualità, importante perché vanno rimescolate bene per garantire la necessaria variabilità in fase di preparazione. Quest’ultima richiede un po’ di tempo, almeno durante le prime partite, dopodiché può essere ottimizzata con un desetup ad hoc. I medicinali sono grandi il giusto, e donano colore e quel minimo di tridimensionalità al gioco; lo rendono certamente un po’ più vivace.

Molte simpatiche e gradevoli le illustrazioni di Laura Bevon di medici e pazienti; sono oltre un centinaio, tutte differenti, e aiutano a immergersi nel tempo e nello spazio di un gioco da tavolo che non nasce con quest’intento.

Si sente un po’, soprattutto nelle prime partite, la mancanza di un player aid; o almeno di un riassunto delle fasi di gioco su regolamento o tabellone. Il flusso di gioco non è complesso, ma consiste in molte “sottofasi” che si rischia di dimenticare. La simbologia è invece immediata e molto chiara, facilmente leggibile; in quarta di copertina del regolamento è presente la legenda dei simboli, e la spiegazione per quelle pochissime tessere meno intuibili.

Come si gioca a Hippocrates

Hippocrates si gioca in un totale di 4 round, ciascuno composto da 5 diverse fasi. Le “risorse” che abbiamo a disposizione sono i medicinali, di tre tipi diversi, le dracme, ovvero la valuta monetaria del gioco, e la reputazione, che guadagniamo o perdiamo secondo alcuni criteri. Inoltre, ciascun giocatore inizia la partita con un certo ammontare di risorse e un medico “base”, uguale per tutti.

Nella prima fase, accogliamo i pazienti, questuanti provenienti da 6 diverse regioni. In ogni round possiamo scegliere di prendere fino a tre pazienti, in tre diversi “giri” di scelte.  L’ordine di scelta è deciso in base alla colonna in cui si trovava il paziente scelto nel giro precedente, da sinistra a destra. Dopo ciascun giro, si rilanciano i dadi, ma non viene riempita di nuovo l’offerta dei pazienti. Potrebbe in questo caso capitare che gli ultimi giocatori non trovino pazienti disponibili accanto ai dadi. Tuttavia, abbiamo a disposizione in questa fase tre assistenti, che ci permettono di manipolare l’esito dei dadi, garantendoci quindi maggiori possibilità di scelta.

Durante la fase di accoglienza dei pazienti viene pianificata la nostra strategia a medio e lungo termine; questo avviene per via dei pazienti che andiamo a scegliere e grazie ai bonus/costi. Ogni paziente, infatti, ci offre punti vittoria e un pagamento differente, per non parlare del tipo di cure che richiede; inoltre, la sua posizione sul tabellone indica anche dei bonus (o costi) che riscuotiamo nel momento in andiamo a sceglierlo. Questo è già un primo momento in cui gestire le nostre risorse in termini di medicinali, dracme, reputazione o assistenti.

Dopo la conclusione del terzo giro di scelte, otteniamo le dracme sotto forma di oboli che ciascun paziente porta in dote nella speranza di essere curato; termina così la prima fase del gioco.

Durante la seconda fase, dobbiamo pagare gli stipendi ai medici che abbiamo attualmente nella nostra scuderia; l’ammontare dipende dalla nostra reputazione: più + alta, meno dovremo pagare a ciascun medico. Se non possiamo pagare, li perdiamo.

Hippocrates 2

Nella terza fase di Hippocrates, andiamo ad assumere e acquistare medici e medicinali che useremo tra poco per curare i pazienti. Per prima cosa, in ordine di reputazione, possiamo scegliere di opzionare uno dei medici in alto sul tabellone, detti “non regionali”. Pagando due monete in anticipo, ci assicuriamo il diritto di assumerli al termine della fase. Questo è l’unico modo di acquisire due medici in un singolo turno.

Dopo di che riveliamo i sei medici “regionali” disponibili nel round e, sempre secondo la reputazione, possiamo scegliere di acquistare una tra queste opzioni pagando un certo ammontare in dracme:

  • un medico
  • una scorta di medicinali
  • il “bundle” medico + medicinali della stessa città, ottenendo così anche la tessera bonus.

Acquistare il bundle, se possibile, è molto vantaggioso. Le tessere bonus portano infatti notevoli possibilità – possono essere medici, pazienti, risorse, o altri bonus – o essere scambiate per un medicinale in qualsiasi momento.

Anche questa è una fase cruciale del gioco, in quanto andremo a decidere come curare i nostri pazienti. Ovviamente, le nostre decisioni sono strettamente collegate a quali pazienti abbiamo accolto nella prima fase. Soprattutto nelle partite in 3 o quattro giocatori, questo è un momento che può essere soggetto a un certo downtime. Hippocrates è infatti un gioco da tavolo abbastanza stretto, in cui le risorse vanno gestite e le scelte attentamente ponderate. Inoltre, il giocatore prima di noi può sempre scombussolare i nostri piani, costringendoci a un momento di riflessione aggiuntivo. La prima e la terza fase del gioco assorbono grandissima parte del tempo e dell’impegno durante una partita al titolo di GiochiX; la fase successiva è infatti una semplice risoluzione delle decisioni prese in questo momento.

La quarta fase di gioco, il trattamento, è quella in cui i pazienti vengono assegnati ai medici e gli vengono dati i medicinali. Ciascun medico può avere 1, 2 o 3 contratti, che determinano quanti pazienti al massimo può contribuire a curare, e anche quali medicine può somministrare. Creare uno uno schema clinico efficace tra medici e pazienti (un medico può curare più pazienti grazie a diversi contratti, e viceversa) è fondamentale per riuscire ad ottenere la vittoria, ed anche uno dei momenti più interessanti ed appaganti del gioco. È molto importante riuscire a pianificare il gioco considerando che un singolo paziente può ottenere cure da un massimo di due medici, soprattutto per quei pazienti che richiedono tre diversi medicinali.

Fatto ciò, si passa all’ultima fase, in cui si ottengono i punti.

“Curare a volte, alleviare spesso, confortare sempre”

Una massima fondamentale nella medicina, questa di Ippocrate. Ma in questo gioco da tavolo, riuscire a curare i pazienti è fondamentale: per prima cosa, infatti, tutti i pazienti che abbiamo accolto, ma non siamo stati in grado di curare in questo round, peggiorano. Dalla sala visite, passano nella sala emergenze, ma quelli che si trovavano già in questa sezione della plancia giocatore, finiscono nella sala degli inferi: oltre a una buona dose di sensi di colpa, ci portano tre punti vittoria in meno a fine partita.

Tuttavia, i pazienti che siamo riusciti a curare completamente nel round (è fondamentale notare che i pazienti vanno curati in toto, non possono essere curati solo parzialmente) ci fanno guadagnare un punto reputazione ciascuno. Una volta sani, possiamo quindi dimetterli ed ottenere i punti vittoria indicati su ciascuna tessera paziente.

Hippocrates 4

Successivamente, congediamo i medici che abbiano esaurito i loro contratti, ovvero che abbiano tutti gli slot tramite i quali possono somministrare medicinali collegati a pazienti guariti. Anche grazie ai medici, otteniamo punti vittoria. In caso rimanessero dei contratti utilizzabili, i medici restano disponibili per i round successivi, in cui però dovremo pagargli lo stipendio.

L’ultima cosa da fare prima di passare al round successivo è posizionare un incentivo, pari a una dracma, su quelli che sono sono rimasti in attesa sulle scalinate del tempio, e infine ripristinare le code dei pazienti.

Conclusioni della recensione di Hippocrates

Passiamo alle conclusioni della recensione sul gioco da tavolo Hippocrates.

Hippocrates non è un gioco rivoluzionario come lo è stato il personaggio da cui prende il nome, ma fa bene – su certi  aspetti molto bene – la sua parte. Il feeling principale al tavolo è quello di un “puzzle game”, una meccanica di gioco che, come tante altre, è soggetta al gusto personale. In Hippocrates, però, è bilanciata molto bene; né troppo semplice, né difficile in maniera frustrante. La soddisfazione, quando ci troviamo a realizzare una strategia in cui tutti i pezzi cadono al loro posto, è parecchia.

Come abbiamo detto, al tavolo fa la sua figura, e la particolare meccanica “ad incastro” tra medici e pazienti è abbastanza originale e sfidante. Assicuratevi solo di avere a disposizione uno spazio sufficiente. Il flusso di gioco, seppure a primo impatto possa sembrare più complesso, è in realtà piuttosto liscio e lineare.

 

La variabilità è parecchia, grazie alla grande offerta di componenti; anche se l’esperienza di gioco non cambia in maniera decisa tra una partita e l’altra, la rigiocabilità è abbastanza buona, se il genere di gioco sposa i nostri gusti personali e quelli del nostro gruppo di gioco.

Hippocrates 3

A tale proposito, Hippocrates, seppur non risulti eccessivamente complesso nell’insieme, non è un gioco da tavolo che consiglieremmo a dei neofiti. Le diverse fasi e sotto-fasi, e una spiegazione che richiede una ventina di minuti, lo possono rendere un gioco ostico per chi è all’inizio del suo approccio col mondo dei boardgames. Si adatta invece molto bene a giocatori di livello medio ed esperti, rappresentando in ogni contesto una buona sfida anche ai più “pensatori”. Chiaramente bisogna trovarsi nel target del gioco, che non è certamente quello di coloro che ricercano la narrazione e l’avventura prima che il pensiero logico e matematico.

Si può giocare da 1 a 4 giocatori e funziona piuttosto bene in qualunque numero, anche se in quattro ci sarà da sopportare un pizzico di downtime. La sfida in singolo è notevole, e rappresenta un’esperienza di gioco molto simile a quella con amici. La gestione dei “non giocanti”, che in una certa misura si utilizzano anche in due o tre persone, è rapida e non complicata. Fondamentalmente ripropone l’interazione indiretta in maniera equivalente a come operano gli avversari “umani”, in cui le sgomitate tra giocatori spesso non sono volute ma possono fare molto male!

Anche se il caso è presente, il titolo offre molte occasioni in cui limitare il peso della fortuna; non si ha mai la sensazione che il proprio gioco sia stato funestato dalla cattiva sorte. A questo proposito è molto importante garantirsi sempre un’alta reputazione e le prime scelte.

Per concludere la nostra recensione, Hippocrates è un gioco da tavolo che merita un posto nella libreria di chi è appassionato al genere (o al limite al tema): è coerente e senza rilevanti difetti meccanici, complesso ma non difficile, abbastanza piacevole da vedere e con qualche originalità che si fa ricordare.

Potete acquistare Hippocrates A QUESTO INDIRIZZO.

Hippocrates 5
Hippocrates
Hippocrates è un gioco da tavolo che porta in dono un livello sufficiente di originalità, e affida il resto della sua piacevolezza a meccaniche ben oliate e ben realizzate. Al giocatore "american" medio dirà poco, è innegabile, ma nel suo target si fa preferire ad altri grazie all'estetica e a un equilibrio non indifferente. Se questo genere vi piace, magari siete interessati all'ambientazione (e avete un tavolo abbastanza grande) Hippocrates è forse la cura che state cercando!
Pro
Un puzzle game coerente ed equilibrato
Esteticamente sopra molti titoli dello stesso genere
Alcune idee originali e simpatiche
Contro
Richiede molto spazio ed ergonomicamente è migliorabile
Un aiuto al giocatore avrebbe fatto comodo
7.4
Voto Finale
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