Dune – Parte due: la spezia trasforma un film in un kolossal – Recensione

Dune Parte Due

Dune – Parte due, l’attesissimo secondo capitolo della saga cinematografica tratta dall’epocale romanzo di Frak Herbert, è finalmente al cinema, ed è un film da vedere assolutamente nella sala più grande possibile a vostra disposizione.

Per utilizzare un paragone non proprio forzato, possiamo dire che Dune – Parte due sta a Dune come L’impero colpisce ancora sta a Guerre Stellari, una delle tante saghe fantascientifiche che devono molto all’opera di Herbert. Ma il secondo capitolo è davvero meglio del primo?

La recensione da Dune a Dune – Parte due

La seconda parte del film di Denis Villeneuve inizia subito dopo la fine della prima. Sul pianeta Kaitain, sede dell’impero, la principessa Irulan, nuovo personaggio introdotto nella saga, commenta la distruzione di Casa Atreides ad opera degli Harkonnen. Intanto su Arrakis, pianeta deserto conosciuto anche con il nome di Dune, gli Harkonnen sono tornati al potere sotto la guida di Rabban e del Barone Vladimir Harkonnen. Nel deserto, la carovana Fremen che trasporta il corpo di Jamis subisce un’imboscata da parte degli occupanti. Sotto la guida di Stilgar, i Fremen hanno però la meglio e riescono a raggiungere in sicurezza il Sietch Tabr, uno dei rifugi Fremen nella parte settentrionale di Arrakis. I Fremen del Sietch si dividono tra coloro che pensano che Paul e Jessica siano spie e quelli che, sulla base delle leggende instillate nella popolazione dal Bene Gesserit, ritengono che Paul sia il Lisan al-Gaib, il Messia che trasformerà Arrakis in un paradiso.

dune parte 2 poster

Da Herbert a Villeneuve

Adattare l’opera di Herbert non è un’impresa facile e ne sa qualcosa David Lynch, con il fallimentare adattamento del 1984 che tentò di condensare le oltre 600 pagine nel romanzo in un film di 2 ore e 20 (nella versione uscita al cinema). Denis Villeneuve approccia il romanzo con due film, con una durata complessiva di 320 minuti, eliminando comunque qualcosa dal libro e adattando il tutto ai tempi nostri. Se il romanzo infatti raccontava temi cari agli anni ’60 come la rivoluzione araba anticolonialista e le droghe psichedeliche che aprono la mente, il film si concentra maggiormente sul rapporto tra Chani e Paul, con la ragazza Fremen più potente e presente che mai, e con un destino diverso. Quello che accomuna le due visioni è la figura messianica di Paul, quasi costretto a diventare quello che non vuole essere, mettendoci in guardia dai profeti, falsi o reali che siano.

Il regista canadese, aiutato dallo sceneggiatore Jon Spaihts, da un lato rimane fedele allo spirito del libro, dall’altro elimina quello che risulta troppo ingombrante e complicato senza le appendici presenti nel romanzo di Herbert, rendendo il suo Dune un’opera apprezzabile da tutti, compresi i fan del materiale di partenza.

La bellezza delle Dune

Dune parte 2, come già era la prima parte, è un film dalla potenza visiva incredibile. Villeneuve e il direttore della fotografia, Greig Fraser, hanno messo in scena uno spettacolo incredibile sia per gli occhi, sia per il mare di sabbia del pianeta Arrakis, sia per Giedi Primo, pianeta degli Harkonnen dove, in uno splendido bianco e nero, vediamo esordire il nuovo rivale di Paul, Feyd-Rautha Harkonnen, nipote del barone e erede disegnato al trono di Arrakis.

Il rigore formale di Villeneuve si sposa alla perfezione con gli ambienti del film, realizzando l’ennesimo capolavoro fantascientifico del regista dopo Arrival, Blade Runner 2049 e ovviamente la prima parte di Dune.

Chi controlla la Spezia ha il controllo su tutto. Questa è la prima cosa che leggiamo sullo schermo nero del cinema in Dune parte 2, ancora prima del logo della Warner. La Spezia non è un riferimento alla città ligure, ma un altro nome con il quale viene chiamato il Melange, sostanza psicotropa che nell’universo di Dune si trova solamente sul pianeta Arrakis, protetta dai vermoni giganti chiamati Shai Ulud dai locali. Quando sono cuccioli, dai veri delle sabbie è possibile anche estrarre l’acqua di vita, sostanza che ingerita può provocare la morte o innescare la preveggenza.

La Spezia, oltre a donare gli occhioni blu, è però anche in grado di allungare la vita, accorciare le distanze spaziali e tante alte proprietà fantastiche, tra le quali, crediamo, quella di rendere la pelle di chi abita in un pianeta completamente deserto perfettamente liscia e lucente, come quella degli attori di Hollywood.

Dune Parte 2

I nomi di Paul

Paul Atreides, Muad’Dib, Usul, Lisan al-Gaib, Kwisatz Haderach, Mahdi, sono tutti i nomi con i quali viene chiamato il personaggio interpretato da Timothée Chalamet, un lista da far impallidire la regina dei draghi del Trono di Spade. Chi ha invece un solo nome è l’attrice Zendaya, interprete di Chani, che nel primo film allietava i sogni premonitori di Paul, e che in Dune parte 2 diventa l’interesse amoroso del giovane Atreides.

Il resto del cast comprende i ritorni di Rebecca Ferguson, Josh Brolin, Javier Bardem, Charlotte Rampling, Dave Bautista, Stellan Skarsgaard e le new entry Florence Pugh, nel ruolo della principessa Irulan, Christopher Walken in quelli dell’Imperatore, Austin Butler come nuovo villan (Feyd-Rauta) e una (un po’ sprecata) Lea Seydoux come Margot Fenring. Qualche secondo anche per il bel viso di Anya Taylor Joy, in ruolo rimasto per un po’ di tempo segreto.

Tutte le scelte di cast sono azzeccatissime, a dimostrazione del livello tecnico del film, ad eccezione forse di Chirstopher Walken. Il suo imperatore sembra voler omaggiare l’attuale presidente USA: sembra essere spaesato e non avere bene a fuoco quello che succede intono a lui. Per parcondicio, se l’imperatore è Biden, allora possiamo vedere anche delle somiglianze fra il Barone e Trump.

I suoni di Dune

Dune parte due, come il suo predecessore, può piacere o non piacere, ma su una cosa c’è poco da obbiettare: il livello tecnico è a livelli altissimi. Se Dune parte 1 ha vinto 6 oscar, fotografia, montaggio, scenografia, effetti speciali, sonoro e colonna sonora, Dune parte 2 alza ancora di più l’asticella. Se del comparto visivo se ne sono occupati Villeneuve e Fraser, quello che colpisce ancor di più sono gli effetti sonori. Sia quelli diegetici, sia la colonna sonora di Han Zimmer, ispirato anche da Morricone, sono di un livello altissimo e la nuova traccia, quella che accompagna il rapporto tra Chani e Paul è la miglior traccia dell’intera saga, in attesa della terza parte.

dune parte 2

Messia di Dune

Si dall’inizio, l’intenzione di Villeneuve è stata quella di adattare il primo e il secondo libro di Herbert, Messia di Dune. Il finale di Dune parte 2, pur rimanendo abbastanza fedele a quello originale lascia aperto un portone per l’eventuale terzo capitolo. Per il momento i risultati al botteghino sono ottimi, e la cifra del mezzo miliardo di dollari dovrebbe essere raggiunta, accendendo la luce verde per Dune parte 3 ma si sa, le vie di Hollywood sono infinite e noi non abbiamo ancora bevuto l’acqua di vita e non siamo in grado di prevedere il futuro. Mel frattempo ci ancoreremo al più modesto incrocio di dita (riguardando ancora una volta Dune: Parte Due).

Dune Parte Due
Dune parte 2 completa il primo capitolo della saga tratta dal romanzo di Herbert, adattando un capolavoro della fantascienza letteraria in un capolavoro della fantascienza cinematografica.
Pro
Un adattamento riuscito di un romanzo giudicato infilmabile
Regia, fotografia, sonoro, tutto a livelli altissimi
Un nuovo capolavoro della fantascienza
Contro
A dispetto di un cast totalmente azzeccato, il povero Christopher Wlaken zoppica un po'
9.2
Voto Finale