Dead Tube Volume 1: Sesso e Violenza! – Recensione

Dead Tube

Dead Tube ci porterà in un torbido abisso di violenza e perversione, oltre ogni limite dell’immaginabile!

Sapete che cosa è uno snuff movie? Si tratta di un particolare tipo di video, solitamente girato con tecniche amatoriali, che ha come soggetto la morte violenta del protagonista. Nulla di strano, di questi tempi, ma la particolarità degli snuff (che ovviamente sono stra illegali) è che tutto quello ripreso in video, violenza, sofferenze e morte finale, è tutto rigorosamente vero. Spaventoso no? Come vi avevamo anticipato, J-POP, ci porta dritti in questo scellerato mondo proprio grazie a un manga, Dead Tube!

Dead Tube
La cover del primo volume edito da J-POP

Dead Tube, scritto da Mikoto Yamaguchi e illustrato da Touta Kitakawa, ci racconta le disavventure del timido e impacciato Tomohiro Machiya, uno studente liceale di 16 anni che come passione, e attività extrascolastica, fa il cameraman per il locale club del cinema. L’ambientazione è quella tipica da liceo giapponese, ben nota ormai a chi abbia visto un paio di anime o letto qualche manga.

Abbiamo i nostri vari club studenteschi, dediti alle più disparate attività, abbiamo le divise, i soliti bulli da quattro soldi, le ragazze maggiorate (se dovessimo basarci solo sui manga, il Giappone sarebbe il paese con la circonferenza di seno media più alta del mondo, lol!) e gli sfigati, proprio come il nostro Tomohiro. Nulla di strano né di originale.

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La faccenda si comincia a fare interessante in questo manga quando il nostro sfigatello viene contattato dalla super sexy Mai Mashiro, sua coetanea, ragazza più popolare della scuola e campionessa del club di nuoto. Se già poteva sembrare strano che una come lei potesse rivolgere la parola a un fallito come il nostro amico, aspettate di sentire cosa ha da proporgli: Tomohiro deve seguire la bella Mai per 48 ore e filmare ININTERROTTAMENTE, tutto quello che fa. E con tutto, intende proprio tutto, compreso andare in bagno. Vi avverto subito che il manga propone delle situazioni belle forti, con robuste dosi di feticismo e adolescenza morbosa, tanto care al pubblico del Sol Levante.

Dopo un primo morbosissimo giorno di riprese, lo strambo esperimento prosegue con un appuntamento galante di Mai. Il fortunato cavaliere è un buzzurro locale che, per inciso, aveva anche bullizzato parecchio il povero Tomohiro che però, con grandissima professionalità, continua a filmare integralmente ogni cosa, compreso quando la coppietta si apparta in uno stabile abbandonato per fare sesso, eccitati anche dal fatto di venire ripresi.

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Fino a qui, nulla di che, ma la svolta è dietro l’angolo. Infatti, mentre il suo partner era distratto dalle sue grazie, la dolce e provocante mai gli spacca la testa con un bel tubo! E lo colpisce ancora e ancora, fino a che il malcapitato non ci lascia le penne… Il tutto rigorosamente filmato! Tomohiro è sconvolto, ma non ha la forza di reagire. Anzi, è addirittura eccitato dalla scena, come del resto Mai, che lo rassicura sul fatto che non subiranno conseguenze. E così infatti avviene. Ma Tomohiro è, comprensibilmente, confuso. In che gioco perverso si è cacciato? Lo scoprirà quando Mai lo paga profumatamente per il lavoro svolto e lo “ingaggia” per un nuovo video, nel quale dovrà riprendere per tre giorni la ragazza a capo del suo club che al termine dei quali si suiciderà…

Dead Tube

Dead Tube è davvero scioccante. In giro ci sono moltissime produzioni che trattano esplicitamente di sesso e violenza, ma come viene presentata la cosa in questo manga è un vero pugno nello stomaco. Prima di tutto perché i protagonisti e i comprimari sono tutti dichiaratamente minorenni. Il fatto che siano raffigurati nudi, mentre fanno sesso o commettono un omicidio per la cultura giapponese è perfettamente normale, mentre qui da noi dovrebbe (condizionale d’obbligo) essere fonte di qualche turbamento interiore. Poi perché, grazie soprattutto alla storia raccontata benissimo, con un ritmo sempre giusto per la situazione, vediamo la discesa di questo povero ragazzo, che poi troppo innocente non è, in un abisso di depravazione, voyeurismo e rimorso, e non si può non simpatizzare per lui, almeno in certi frangenti. E poi, perché davvero in Dead Tube niente è quello che sembra. Sembra una frase fatta, ma davvero è così!

Vi ho raccontato, a grandi linee, la prima parte del volume e non voglio andare oltre, perché uno spoiler vi rovinerebbe il piacere di leggere questo piccolo, perverso, capolavoro. Non vedo l’ora di avere tra le mani il secondo!

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