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Dorohedoro: confermata la stagione 3 dell’anime cult

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I fan di Dorohedoro possono festeggiare: dopo l’attesa snervante che ha preceduto la seconda stagione, arriva la conferma ufficiale del rinnovo per una stagione 3. Per ora non è stata annunciata alcuna finestra di uscita, ma la notizia in sé è già motivo di grande entusiasmo per la community che segue questo anime da anni.

Per celebrare l’annuncio, il regista Yuichiro Hayashi — noto anche per aver diretto la prima parte di Attack on Titan Final Season — ha condiviso un’illustrazione speciale con protagonista il demone Haru in versione canora. È stato inoltre pubblicato il video musicale animato della sigla di apertura della seconda stagione, “Zettai Must Danmen” di (K)NoW_NAME.

La storia di Dorohedoro: un universo oscuro e inconfondibile

Tratto dall’omonimo manga di Q Hayashida, pubblicato a partire dal 2000, Dorohedoro segue le vicende di Caiman, un uomo con la testa trasformata in quella di una lucertola da un misterioso stregone, e della sua compagna Nikaido. Insieme, i due setacciano “the Hole” — una città così squallida da non avere nemmeno un nome proprio — alla ricerca del responsabile della maledizione, uccidendo stregoni nella speranza di trovare quello giusto. La situazione si complica quando En, il capo degli stregoni, scopre di un uomo-lucertola che sta sterminando il suo clan e manda una squadra di “addetti alle pulizie” a fermarlo, innescando una guerra tra due mondi.

L’anime ha costruito nel tempo un seguito fedele grazie alla sua premessa originale, all’umorismo nero e a un’estetica visiva unica nel suo genere. A occuparsi di entrambe le stagioni è lo studio MAPPA, già dietro a produzioni come Jujutsu Kaisen e Chainsaw Man.

Dorohedoro (1)

Lo staff confermato per la stagione 3

Oltre a Hayashi alla regia, tornano anche il compositore Hiroshi Seki (Attack on Titan Final Season), il character designer Tomohiro Kishi (Attack on Titan: The Last Attack) e il direttore 3DCG Fuminori Nomoto. Per quanto riguarda il cast vocale, non ci sono ancora annunci ufficiali, ma è ragionevole attendersi il ritorno dei protagonisti della versione giapponese: Wataru Takagi nei panni di Caiman, Reina Kondo come Nikaido, Kenyu Horiuchi nel ruolo di En, Yoshimasa Hosoya come Shin, Yu Kobayashi nei panni di Noi e Koki Uchiyama come Dokuga.

La seconda stagione si è conclusa l’11 episodi il 27 maggio, e l’annuncio del rinnovo è arrivato praticamente a caldo, segno che la fiducia dello studio nel progetto è solida. Non resta che attendere notizie sulla data di uscita della stagione 3 di Dorohedoro, che per ora rimane senza finestra di lancio.

Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, la stagione 4 è già in sviluppo su Prime Video, anche se…

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Mentre i fan si preparano all’arrivo della terza stagione, arrivano già notizie sulla quarta. Secondo quanto riportato da The Hollywood Reporter, la stagione 4 de Il Signore degli Anelli – Gli Anelli del Potere è già in fase di sviluppo presso Prime Video, anche se Amazon non ha ancora rilasciato il via libera ufficiale. Un segnale chiaro che le ambizioni della piattaforma sulla Terra di Mezzo sono tutt’altro che sopite.

I piani di produzione per la stagione 4 de Gli Anelli del Potere

Stando alle ultime indiscrezioni, la pre-produzione della stagione 4 dovrebbe avviarsi in autunno, con le riprese previste per l’inizio del 2027. Amazon non ha ancora formalizzato il rinnovo, ma è evidente che le ruote stiano già girando dietro le quinte. Non sarebbe certo una sorpresa: la serie è stata concepita fin dall’inizio come un racconto in cinque stagioni, e nonostante le reazioni contrastanti del pubblico nel corso degli anni, Prime Video sembra intenzionata a portare la storia fino in fondo.

La prima stagione aveva debuttato con numeri straordinari, diventando la serie originale più vista nella storia della piattaforma. La seconda, invece, avrebbe registrato un calo di circa il 60% degli spettatori. Eppure Amazon è rimasta al fianco del progetto, e l’imminente arrivo della terza stagione — prevista per l’11 novembre 2026 — sembra confermare questa fedeltà alla saga.

Gli Anelli del Potere 3 Galadriel

Cosa ci aspetta nella stagione 3 de Gli Anelli del Potere

Il primo assaggio della terza stagione ha già fatto parlare: Sauron, interpretato da Charlie Vickers, appare con capelli scuri e la Corona di Ferro di Morgoth, abbandonando definitivamente il travestimento da Annatar che aveva caratterizzato le stagioni precedenti. Un’immagine che anticipa una direzione narrativa più cupa e oscura, perfettamente in linea con la sinossi ufficiale: ambientata diversi anni dopo gli eventi della seconda stagione, la terza stagione si svolgerà al culmine della Guerra degli Elfi e di Sauron, mentre il Signore Oscuro cerca di forgiare l’Unico Anello per assoggettare tutti i popoli della Terra di Mezzo.

La Terra di Mezzo si espande: i nuovi film in arrivo

Gli Anelli del Potere non sarà però l’unico viaggio nella Terra di Mezzo che ci aspetta. Sul fronte cinematografico, Warner Bros. ha già in cantiere due grandi produzioni. Il Signore degli Anelli: La Caccia a Gollum, diretto e interpretato da Andy Serkis, è atteso nelle sale il 17 dicembre 2027: il film seguirà la missione di Aragorn — affidato a Jamie Dornan — nel rintracciare Gollum su ordine di Gandalf, con il ritorno di Elijah Wood nei panni di Frodo e di Ian McKellen come Gandalf.

A questo si aggiunge Il Signore degli Anelli: L’Ombra del Passato, co-scritto da Stephen Colbert — noto conduttore televisivo e appassionato tolkieniano di lunga data — che coprirà elementi narrativi tagliati dalla trilogia originale. I due film sono progetti separati rispetto alla continuità della serie Prime Video, ma contribuiscono a un panorama in cui l’universo creato da J.R.R. Tolkien non ha mai avuto così tante storie in sviluppo contemporaneamente. Tra la serie di Prime Video e la nuova slate di Warner Bros., la Terra di Mezzo sta per tornare protagonista su più fronti.

Face/Off 2: Nicolas Cage non sa nulla del sequel dopo l’addio di Adam Wingard

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Il sequel di Face/Off sembra attraversare uno dei momenti più incerti della sua lunga e travagliata gestazione. Nicolas Cage ha dichiarato di avere “zero idea” se il film si farà ancora, dopo che Adam Wingard ha lasciato il progetto. Un aggiornamento che non lascia certo tranquilli i fan che aspettano da anni di rivedere Castor Troy sullo schermo.

Cosa ha detto Nicolas Cage

In una recente intervista a Variety, l’attore ha raccontato di aver incontrato Wingard per un pranzo, descrivendo la serata in toni positivi. I due hanno parlato di passioni comuni, incluso Hedorah, uno dei supercattivi della saga di Godzilla. Nonostante il tono cordiale, Cage ha ammesso di non conoscere le ragioni precise dell’uscita di Wingard dal progetto e di non sapere se il sequel andrà avanti: “Sono l’ultimo a sapere qualcosa.”

È un’ammissione significativa. Quando uno dei protagonisti principali non sa nulla dello stato di sviluppo del film in cui dovrebbe recitare, è lecito chiedersi a che punto si trovi davvero la produzione alla Paramount.

nicolas cage

La storia travagliata di Face/Off 2

Lo sviluppo del sequel è iniziato nel 2019, quando la Paramount ha ingaggiato Oren Uziel per scrivere la sceneggiatura di quello che all’epoca era concepito come un remake. Nel 2021, il progetto è stato affidato ad Adam Wingard, che avrebbe scritto e diretto il film insieme al suo collaboratore abituale Simon Barrett.

Proprio quando l’entusiasmo sembrava crescere, Wingard ha abbandonato il progetto. Nel 2023 Cage aveva anticipato una struttura narrativa ambiziosa e a più livelli, con protagonisti anche i figli adulti dei personaggi originali. “Diventa una partita a scacchi tridimensionale”, aveva dichiarato l’attore, lasciando intuire un’esperienza narrativa complessa che oggi appare quanto meno precaria.

Dopo l’uscita di Wingard, la Paramount ha aperto il progetto come open assignment: i registi interessati possono presentare la propria visione del sequel nella speranza di portarlo finalmente in produzione.

Il film originale e il peso del confronto

Face/Off, diretto da John Woo nel 1997, resta un punto di riferimento assoluto del cinema action. La storia di un agente dell’FBI costretto a scambiarsi letteralmente il volto con il terrorista che vuole catturare — interpretato da Nicolas Cage — ha saputo trasformare una premessa assurda in un film memorabile, grazie alla regia stilizzata di Woo, alle scene d’azione iconiche e a una recitazione volutamente sopra le righe. Il film mantiene ancora oggi il 93% di gradimento su Rotten Tomatoes, con la certificazione Certified Fresh.

Creare un sequel all’altezza di questo lascito non è un’impresa semplice, e i continui cambi di rotta degli ultimi anni lo dimostrano. Al momento, con la sedia del regista vuota e uno dei protagonisti che ammette di non sapere nulla, Face/Off 2 rischia di restare intrappolato nel limbo dello sviluppo ancora a lungo — a meno che la Paramount non trovi presto la persona giusta per rimettere in moto la macchina.

Il sequel di Scary Stories to Tell in the Dark è bloccato in un incubo legale sui diritti

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I fan attendono da anni di scoprire cosa accadrà nel seguito di Scary Stories to Tell in the Dark, e a quanto pare il regista André Øvredal è ansioso di mettere in cantiere il sequel quanto loro. La parte frustrante? L’ostacolo più grosso del film non ha nulla a che fare con sceneggiature, cast o direzione creativa. È tutto bloccato in una situazione legale che coinvolge studios che nemmeno esistono più.

Øvredal si è ritagliato una carriera interessante nell’horror negli ultimi anni. Dopo l’esordio con Troll Hunter nel 2010, è arrivato il sottovalutato Autopsy. Ma è stato Scary Stories to Tell in the Dark nel 2019 — distribuito in Italia con il titolo Scary Stories to Tell in the Dark — a portarlo davvero nel territorio dei grandi studios. Prodotto da Guillermo del Toro, il film adattava gli amatissimi libri per bambini scritti da Alvin Schwartz e illustrati da Stephen Gammell, una serie diventata oggetto di culto per intere generazioni di lettori.

Il coinvolgimento di del Toro aveva dato al progetto enorme visibilità, e nonostante alcune critiche ne avessero rimproverato un approccio troppo edulcorato all’horror, il pubblico aveva risposto positivamente grazie ai design inquietanti delle creature, all’atmosfera carica di tensione e alla nostalgia legata ai libri originali.

Un inferno burocratico sui diritti di Scary Stories to Tell in the Dark

L’annuncio di un sequel arrivò rapidamente nel 2020, e per un po’ tutto sembrava procedere bene. Nel 2023, Øvredal aveva rivelato che la sceneggiatura era già stata scritta e si trovava in fase di revisione. Poi, di colpo, silenzio assoluto.

Ora finalmente sappiamo il perché. Parlando con /Film, Øvredal ha spiegato che il sequel è rimasto impigliato in una brutta situazione legata ai diritti, causata dalla chiusura di due società coinvolte nel film originale: CBS Films e eOne.

Il regista ha dichiarato: “Quello che posso dire è che è bloccato in una specie di inferno della proprietà dei diritti d’autore con due studios che non esistono più, che avevano prodotto un film insieme, CBS Films ed eOne, e non esistono più davvero. I diritti si sono divisi tra altre due società, e queste devono accordarsi tra loro per risolvere la situazione, e questo ha richiesto del tempo, ma c’è movimento. Abbiamo conversazioni a riguardo ogni paio di mesi, e attualmente sto raccogliendo l’impressione che ci sia qualcosa che si muove. Ma diventa una questione di dipartimenti legali e non più di creativi, perché noi abbiamo una storia che amo e che è pronta a partire non appena qualcuno deciderà ‘Possiedo il film, andiamo a farlo’.”

Una storia ferma per ragioni che non c’entrano nulla con il cinema

È una situazione decisamente sgradevole per un regista che chiaramente vuole ancora portare a termine il progetto. Stando alle sue parole, il team creativo è praticamente fermo con una storia finita in mano, mentre avvocati e questioni di proprietà aziendale mantengono tutto congelato.

Il film originale aveva tutto il potenziale per espandersi in un franchise horror più ampio, soprattutto considerando quante storie spaventose dei libri di Schwartz non sono ancora state portate sullo schermo. I fan erano anche curiosi di scoprire dove sarebbero finite le storie dei personaggi sopravvissuti dopo il setup del primo film, che si concludeva lasciando intuire chiaramente la possibilità di un seguito.

Nel frattempo, il prossimo progetto horror di Øvredal, Passenger, è arrivato nelle sale americane il 22 maggio. Al momento non è ancora stata comunicata una data di uscita ufficiale per l’Italia.

Crunchyroll conferma: Demon Slayer Il Castello dell’Infinito 2 è “in piena produzione”

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I fan attendono da mesi notizie sul prossimo capitolo di Demon Slayer: Il Castello dell’Infinito, e anche se una data di uscita ufficiale non c’è ancora, Crunchyroll ha finalmente fornito un aggiornamento promettente sul sequel.

Dopo che il primo film di Castello dell’Infinito — uscito in Italia il 12 settembre 2025 con il titolo Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba — Il Castello dell’Infinito, distribuito da Crunchyroll e Sony Pictures Italia — è esploso al botteghino mondiale frantumando record, il seguito è rimasto avvolto in un sorprendente silenzio. Quel mutismo ha lasciato i fan chiedersi a che punto sia realmente lo sviluppo del prossimo capitolo. Secondo Rahul Purini, presidente e CEO di Crunchyroll, il film è ben avviato e il team è ansioso quanto il pubblico di rivelare i prossimi dettagli.

Una trilogia per chiudere la saga

Parlando con GamesRadar+, Purini ha dichiarato: “Aspettiamo con entusiasmo di poter condividere con il mondo, con i nostri fan, quando arriverà il prossimo film.” E ha proseguito chiarendo la struttura complessiva del progetto: “Quello che possiamo dire — e che abbiamo già detto — è che si tratta di una trilogia di film che rappresenterà l’arco finale di Demon Slayer. Il Castello dell’Infinito è stato il primo. Ne mancano altri due.”

Una conferma che da sola dovrebbe entusiasmare gli appassionati: il colossale finale della storia di Tanjiro proseguirà come un evento cinematografico in tre parti. Purini ha anche confermato che il sequel è in fase avanzata di lavorazione: “Possiamo dirvi che è attivamente in produzione. Lo studio vuole portarlo ai fan il più velocemente possibile. Semplicemente non abbiamo ancora una data.”

Le sue parole si allineano con quanto già dichiarato a The Hollywood Reporter nel settembre 2025: “C’è sicuramente un senso di urgenza per tutti noi di portare più Demon Slayer ai fan il prima possibile — perché sappiamo che quell’urgenza c’è anche nella fanbase.”

Un primo film da record

Il primo Il Castello dell’Infinito si è rivelato un fenomeno assoluto al botteghino globale. Il film ha incassato qualcosa come 781 milioni di dollari in tutto il mondo nel corso della sua distribuzione internazionale scaglionata, diventando il film anime più redditizio di sempre e superando lungo il percorso anche grossi titoli hollywoodiani come Thunderbolts e Superman. Numeri che da soli giustificano l’attenzione mediatica e l’urgenza dei fan di vedere come la storia proseguirà.

Per quanto riguarda la trama del sequel, i dettagli sono ancora top secret. Ma i lettori del manga di Koyoharu Gotouge hanno già un’idea piuttosto precisa di dove la storia andrà a parare. Il prossimo capitolo dovrebbe continuare ad adattare l’arco finale del manga, con Tanjiro e gli Hashira che si fanno strada sempre più in profondità all’interno del Castello dell’Infinito, avvicinandosi a Muzan Kibutsuji e ai demoni Luna Superiore rimasti.

Se il primo film ha dimostrato qualcosa, è che ufotable sta trattando questo finale come un vero e proprio evento cinematografico su grande scala, con una qualità tecnica e d’animazione che ha ridefinito gli standard dell’anime contemporaneo. Ora i fan attendono solo il momento in cui Crunchyroll finalmente comunicherà la data di uscita e scatenerà nelle sale il prossimo capitolo del caos di Demon Slayer. In Italia il primo film è disponibile in streaming su Crunchyroll, e ci si attende che lo stesso percorso distributivo venga applicato anche ai prossimi due capitoli della trilogia.

Dave Filoni cita Palpatine parlando del futuro di Star Wars: “Tutto procede come avevo previsto”

Il futuro di Star Wars sta prendendo forma a Lucasfilm, e secondo Dave Filoni le cose si stanno muovendo esattamente come sperava. Anzi, parlando di cosa attende il franchise, Filoni si è lasciato sfuggire una citazione che ogni fan della saga riconoscerà al volo, finendo per scivolare per qualche secondo nei panni dell’Imperatore Palpatine.

Filoni si è recentemente seduto con DiscussingFilm per riflettere sulla direzione di Star Wars, sulla crescita creativa accumulata negli anni e sulla pressione che deriva dal guidare uno dei franchise più grandi dell’intrattenimento globale. Parlando dei prossimi progetti, ha detto: “Non vedo l’ora di portare molte di queste idee e visioni ai fan.” Poi, l’inaspettato richiamo a Il ritorno dello Jedi: “Tutto sta procedendo come avevo previsto.”

Nel momento in cui la frase è uscita di bocca, sia Filoni che l’intervistatore sono scoppiati a ridere, consapevoli che per un secondo era andato in modalità Palpatine integrale. Una di quelle cose che i fan di lunga data della saga difficilmente non apprezzeranno.

Da George Lucas al cuore creativo di Lucasfilm

Filoni è diventato negli ultimi anni una delle voci creative più centrali di Lucasfilm. Mentore personalmente da George Lucas, ha contribuito a costruire progetti animati amatissimi come Star Wars: The Clone Wars e Star Wars Rebels, prima di compiere il salto verso il live-action con The Mandalorian e Ahsoka.

Quella transizione verso il cinema dal vero è stata un punto di svolta creativo per lui: “Penso che l’elemento più critico sia stato il mio coinvolgimento nel live-action, che Kathy ha davvero sostenuto. E mi ha portato dentro insieme a Jon. È stato cruciale per capire davvero non solo la galassia di Star Wars, ma anche come si producono questo tipo di film.” Filoni ha riconosciuto pubblicamente il merito di Kathleen Kennedy e Jon Favreau per averlo aiutato a evolversi come narratore e produttore, ampliando la sua comprensione di come queste produzioni massicce vengono messe insieme.

Allo stesso tempo, ha chiarito di essere pienamente consapevole delle aspettative dei fan: “Sono un fan io stesso. Capisco la pressione, e la attendo con piacere.” Quella pressione è decisamente reale: il fandom di Star Wars è appassionato, vocale e profondamente legato alla direzione del franchise. Ma Filoni sembra energizzato dalla sfida piuttosto che intimorito.

Cosa aspettarsi da Star Wars nei prossimi anni

Di progetti in arrivo, certamente, non ne mancano. Lucasfilm ha attualmente più film in sviluppo da registi del calibro di Sharmeen Obaid-Chinoy, lo stesso Filoni, James Mangold, Taika Waititi e Simon Kinberg, che si dice stia sviluppando una nuova trilogia.

Il prossimo film cinematografico dopo The Mandalorian & Grogu — uscito nelle sale italiane il 20 maggio 2026 — sarà Star Wars: Starfighter, attualmente programmato per il 28 maggio 2027 negli Stati Uniti (data italiana ancora da confermare). Il film è diretto da Shawn Levy e ha nel cast Ryan Gosling insieme a Flynn Gray, Matt Smith, Mia Goth e Amy Adams. Sarà anche il primo lungometraggio del franchise ambientato dopo gli eventi della trilogia sequel.

Sul fronte televisivo, i fan possono attendere ancora Star Wars: Visions – The Ninth Jedi e la seconda stagione di Ahsoka, attesa nel corso del 2026 su Disney+ in Italia. Lucasfilm continua quindi a espandere il franchise contemporaneamente su grande schermo, animazione e televisione, con una pipeline produttiva ormai stabilmente strutturata su più anni.

Comunque si voglia giudicarne i risultati, Star Wars non sta rallentando. E se l’imitazione di Palpatine di Filoni è un’indicazione, lui stesso è davvero soddisfatto della direzione che le cose stanno prendendo.

Pressure: il trailer finale del thriller bellico con Brendan Fraser è un conto alla rovescia da brividi

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Focus Features ha rilasciato il trailer finale di Pressure, il thriller storico ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale che esplora una delle decisioni più stressanti dell’intero conflitto. Invece di seguire i soldati che attaccano le spiagge della Normandia, il film si concentra sulle persone incaricate di decidere se l’invasione dovesse effettivamente avere luogo.

La storia si svolge nelle ultime 72 ore prima del D-Day del 1944, mentre le forze Alleate si preparano a quella che diventerà la più grande invasione anfibia della storia. Il problema è che tutto dipendeva dal meteo. Se le condizioni fossero state sbagliate, l’operazione sarebbe potuta crollare prima ancora di iniziare.

Andrew Scott e Brendan Fraser al centro della tensione

Andrew Scott interpreta il Capitano James Stagg, il meteorologo della Royal Air Force incaricato di fornire la previsione meteo che avrebbe potuto determinare l’esito dell’intera guerra. Di fronte a lui c’è Brendan Fraser nei panni del Generale Dwight D. Eisenhower, costretto a soppesare rischi impossibili mentre l’orologio continua a correre.

Il nuovo trailer punta tutto sulla tensione. Ogni conversazione è carica di una pressione opprimente mentre i leader militari discutono se procedere o ritardare l’invasione. La previsione meteo diventa più di semplici numeri su una mappa: viene trattata come una questione di vita o di morte, perché per migliaia di soldati diretti in Normandia lo era davvero. Il regista Anthony Maras — già autore di Hotel Mumbai — sa esattamente come costruire tensione soffocante all’interno di situazioni claustrofobiche, e qui sembra aver applicato la stessa formula con efficacia.

Un cast e una sceneggiatura di alto livello

Oltre ai due protagonisti, il cast include Kerry Condon nel ruolo del Capitano Kay Summersby, Damian Lewis come Bernard Montgomery, Chris Messina come Irving P. Krick e Henry Ashton nei panni di John Eisenhower. Completano il quadro Con O’Neill, Daniel Quinn-Toye, Toby Williams e Max Croes.

La sceneggiatura è firmata da David Haig insieme allo stesso Maras, adattata dall’opera teatrale del 2014 dello stesso Haig. Sul piano produttivo il film è stato sviluppato da Working Title Films con la distribuzione internazionale di StudioCanal, mentre la colonna sonora porta la firma di Volker Bertelmann, premio Oscar per la colonna sonora di Niente di nuovo sul fronte occidentale.

La sinossi ufficiale recita: “Nelle tese 72 ore prima del D-Day del 1944 durante la Seconda Guerra Mondiale, e con il destino del mondo libero appeso a un filo, Pressure segue il Generale Dwight D. Eisenhower (Brendan Fraser) e il Capitano James Stagg (Andrew Scott) mentre affrontano una scelta impossibile: lanciare la più grande e pericolosa invasione anfibia della storia o rischiare di perdere la guerra interamente.”

Il trailer fa un ottimo lavoro nel rendere palpabile l’urgenza e nel far percepire la posta in gioco. Vende il film meno come un’epopea bellica tradizionale e più come un thriller politico e militare claustrofobico, dove ogni decisione potrebbe spingere la Storia in una direzione completamente diversa.

Pressure è arrivato nelle sale americane il 29 maggio 2026, mentre nel Regno Unito uscirà l’11 settembre dello stesso anno. Al momento non è stata comunicata una data di uscita ufficiale per l’Italia né un distributore italiano. Considerando l’apertura statunitense e il successo recente di film bellici di prestigio, è plausibile attendersi un’uscita italiana entro l’autunno-inverno, ma per ora si attendono conferme ufficiali.

Gundam: le foto rubate dal set confermano che il live action sarà ambientato nell’Universal Century

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Il live action di Gundam continua a restare avvolto nel mistero, anche se internet, come sempre, ha già iniziato a fare il lavoro sporco.

Sono infatti trapelate online alcune nuove foto dal set del film di Netflix, attualmente in lavorazione in Australia, con i fan più attenti che credono di aver già scoperto un dettaglio molto interessante: la pellicola sembrerebbe essere ambientata nell’Universal Century, il primo e più sviluppato arco narrativo della saga dei Mobile Suit.

La Federazione Terrestre sugli scudi

Le immagini in questione che trovate qui di seguito, diffuse inizialmente su Reddit e immediatamente analizzate in maniera approfondita, mostrano diversi elementi riconducibili all’ Esercito della Federazione Terrestre.

Il dettaglio che ha fatto esplodere le teorie è uno striscione con un simbolo praticamente identico al celebre logo della Federazione Terrestre visto nell’anime originale.

Ma non è finita qui, perché alcuni scatti mostrano anche veicoli militari con lo stesso logo e le scritte “EFF”, ovvero Earth Federation Forces, dipinte direttamente sulla carrozzeria.

Il film racconterà la Guerra di un Anno?

Se davvero il live action sarà ambientato nell’Universal Century, tutto lascia pensare che il film possa concentrarsi sugli eventi della celebre Guerra di un Anno.

Parliamo del conflitto più iconico dell’intera saga di Gundam, lo scontro il Principato di Zeon e la Federazione Terrestre che ha definito il franchise, trasformando i robot giganti da semplici “super robot” a vere macchine da guerra.

L’Australia potrebbe non essere stata scelta a caso

Le riprese si stanno svolgendo nel Queensland australiano, in particolare nella zona della Gold Coast, una scelta geografica che ha immediatamente acceso una teoria molto precisa tra i fan più esperti della saga.

Molti credono infatti che il film possa mostrare gli eventi collegati alla terribile Operation British.

Per chi non mastica pane e Gundam, l’Operazione British fa riferimento al devastante attacco in cui il Principato di Zeon lancia una colonia spaziale direttamente sulla Terra con l’obiettivo di distruggere il quartier generale della Federazione a Jaburo.

L’operazione fu un fallimento, perché la Federazione tentò di fermare la Island Ifish che si spezzò in atmosfera. La parte principale della colonia si schiantò il 3 gennaio UC 0079 su Sidney, cancellando la città e devastando il 16% del continente.

Sydney Sweeney Gundam live action

Sinossi e cast del live action di Gundam

Durante lo scorso Tudum, Netflix ha rivelato la prima sinossi del film che, manco a dirlo, parla proprio di “collisione”: “Mentre alleanze mutevoli e una minaccia crescente li mettono su una rotta di collisione, i protagonisti vengono trascinati in un viaggio ad alto rischio tra le stelle che potrebbe definire il destino dell’umanità. Con battaglie mozzafiato, intense emozioni umane e una portata cinematografica epica, questo è Gundam come non l’avete mai visto prima”.

Il progetto, prodotto da Netflix, nasce dalla collaborazione tra Legendary Pictures e Bandai Namco Filmworks.

Jim Mickle, già noto per il suo lavoro su Sweet Tooth, dirige il film di cui ha scritto anche la sceneggiatura.

Il cast principale del film è composto da Sydney Sweeney e Noah Centineo in prima linea, affiancati da Gemma Chua-Tran, Michael Mando, Shioli KutsunaJason Isaacs, Jackson White, Ida Brooke, Nonso Anozie, Oleksandr Rudynskyi e Javon Walton.

Berserk torna finalmente nel 2026: il capitolo 384 arriverà a giugno dopo una lunga attesa

Ci sono manga che escono regolarmente… e poi esiste Berserk, un’opera che ormai vive quasi fuori dal tempo, dove ogni singolo nuovo capitolo viene accolto come un evento mondiale capace di fermare il tempo.

Dopo una lunghissima attesa durata nove mesi, il capolavoro dark fantasy creato da Kentaro Miura tornerà ufficialmente sulla rivista Young Animal con il capitolo 384 il prossimo 12 giugno 2026.

Gatsu si è arreso?

Chi segue Berserk sa bene che la serie non è mai stata famosa per regalare momenti leggeri e spensierati.

Ma gli ultimi capitoli hanno davvero trascinato Gatsu in un abisso emotivo raramente visto persino in quest’opera.

Dopo il rapimento di Caska da parte di Grifis, il Guerriero Nero è letteralmente crollato. Non parliamo solo di dolore o rabbia, parliamo di un personaggio che sembra aver perso completamente la volontà di reagire. Ed è questo che sta colpendo così tanto i lettori, perché Gatsu è sempre stato l’uomo che continua a combattere anche quando il mondo gli crolla addosso.

Vederlo arrendersi fa male.

Il misterioso stupa potrebbe cambiare tutto

L’ultimo capitolo pubblicato aci aveva lasciati con uno cliffhanger a dir poco inquietante.

Guidato dai Kushan come Silat e Daiba, Gatsu si è consegnato a un misterioso stupa spirituale, isolandosi completamente dal mondo esterno. Lì dovrebbe affrontare i propri demoni interiori, letteralmente.

L’ultima immagine mostrava una sorta di guscio richiudersi attorno a lui mentre Daiba spiegava che l’unica cosa che Gatsu può fare adesso è guardarsi dentro.

La speranza di una rinascita

Anche se negli ultimi capitoli altri personaggi hanno continuato a crescere, come accaduto con Farnese, il cuore emotivo dell’opera resta Gatsu.

Vedere il protagonista così spezzato ha lasciato i lettori completamente spiazzati, perché se lo “slugger” perde la voglia di andare avanti, allora il contraccolpo emotivo è inevitabile.

berserk manga

Il ritorno del manga è già un evento

Secondo le anticipazioni trapelate da Young Animal, il capitolo 384 verrà pubblicato ufficialmente in Giappone il 12 giugno, anche se per i lettori occidentali la release potrebbe arrivare già l’11 giugno a seconda del fuso orario.

Online ovviamente c’è già chi scommette che i leak inizieranno a circolare ancora prima, con internet che entrerà inevitabilmente in modalità caos totale.

Ormai, ogni nuovo capitolo di Berserk è diventato qualcosa di molto più grande di una normale pubblicazione manga, è quasi un rito collettivo.

Studio Gaga e Kouji Mori continuano l’eredità di Miura

Dopo la morte di Miura nel 2021, tantissimi fan pensavano che Berserk non sarebbe mai potuto continuare davvero.

Invece Studio Gaga e Kouji Mori hanno deciso di portare avanti la storia seguendo gli appunti e le indicazioni lasciate dall’autore originale.

Una scelta importante ed estremamente rischiosa, anche se fino a questo momento gran parte dei lettori sembra concordare su una cosa: il team sta trattando Berserk con enorme rispetto.

La qualità artistica resta altissima e l’atmosfera continua a trasmettere quella sensazione di tragedia epica che ha reso questo manga immortale.

fonte

Un nuovo gioco de Il Signore degli Anelli è in sviluppo: sarà un enorme RPG open-world

Tutta la magia della Terra di Mezzo sta per tornare ancora una volta nel mondo videoludico.

Warhorse Studios, il team autore di Kingdom Come: Deliverance, ha ufficialmente confermato di essere al lavoro su un gigantesco RPG de Il Signore degli Anelli, nuovo open-world ambientato nell’universo creato da J. R. R. Tolkien.

Warhorse Studios porta il suo stile realistico nella Terra di Mezzo

L’annuncio è arrivato direttamente dai social ufficiali dello studio, con un messaggio semplice ma sufficiente a mandare internet in subbuglio: “Un RPG open-world nella Terra di Mezzo. Una nuova avventura Kingdom Come.”

Praticamente hanno utilizzato il modo più efficace possibile per attirare immediatamente l’attenzione di chiunque ami RPG medievali e fantasy.

Kingdom Come: Deliverance, infatti, si è costruito negli anni una reputazione molto precisa grazie al suo world-building realistico, i sistemi RPG profondissimi da immersione totale, i combattimenti complessi e un’attenzione maniacale ai dettagli storici.

Ovviamente tutti si stanno chiedendo la stessa cosa: funzionerà questo tipo di approccio con una IP così importante come Il Signore degli Anelli?

Un RPG super realistico nella Terra di Mezzo? Potrebbe funzionare davvero

La parte più interessante dell’annuncio è proprio questa.

Negli ultimi anni i giochi della Terra di Mezzo, come L’Ombra di Mordor, L’Ombra della Guerra, MMO vari e altro ancora, hanno spesso puntato sull’azione spettacolare o sul fan service diretto.

Tuttavia, Warhorse Studios potrebbe prendere una strada completamente diversa.

Immaginate un RPG estremamente immersivo ambientato nella Terra di Mezzo con villaggi realistici, politica tra regni, fasi tipicamente survival, viaggi lunghissimi, combattimenti più “fisici”, gestione dell’equipaggiamento. Praticamente Kingdom Come che incontra Il Signore degli Anelli, una combinazione che sulla carta sembra perfetta.

C’è qualcosa di molto promettente in questo progetto, forse perché Warhorse non è uno studio famoso per il marketing aggressivo o per i giochi pieni di “lucine colorate”. Sono sviluppatori ossessionati dall’immersione e dal realismo e questa filosofia potrebbe funzionare incredibilmente bene nella Terra di Mezzo.

Anche perché molti fan sognano da anni un vero RPG open-world capace di far vivere la vera essenza dell’universo tolkeniano e non soltanto usarlo come sfondo per combattere orchi.

Il periodo d’oro di Warhorse

La notizia diventa ancora più interessante considerando il momento estremamente positivo dello studio.

Kingdom Come: Deliverance II ha ricevuto recensioni eccellenti, ottenendo anche una nomination ai The Game Awards e vincendo un BAFTA per la narrativa.

Non stiamo quindi parlando di un team inesperto catapultato dentro un franchise gigantesco.

Warhorse ormai ha dimostrato di saper creare mondi credibili e coinvolgenti, e la Terra di Mezzo potrebbe essere il terreno perfetto per fare il salto definitivo.

Ghost in the Shell torna in un’enorme Omnibus Edition con Star Comics

Ghost in the Shell, il leggendario capolavoro sci-fi creato da Masamune Shirow tornerà il 26 maggio 2026 in una spettacolare edizione omnibus pensata per celebrare una delle serie più importanti della cultura pop contemporanea.

Non stiamo parlando di una semplice ristampa, perché il volume di Star Comics è praticamente il Sacro Graal per tutti i fan della saga e gli amanti del cyberpunk.

Un’edizione definitiva da oltre 800 pagine

The Ghost in the Shell Omnibus Edition raccoglierà, infatti, in un unico gigantesco volume:

  • Ghost in the Shell;
  • Ghost in the Shell 1.5;
  • Ghost in the Shell 2.

Un’opera composta da un totale di oltre 800 pagine, incluse alcune tavole a colori, il tutto in formato deluxe con sovraccoperta.

Un manga che ha cambiato tutto

Serializzato originariamente tra il 1989 e il 1991 sulla rivista Young Magazine, Ghost in the Shell ha avuto un impatto gigantesco sulla fantascienza moderna.

Dal manga sono stati tratti anime, anime, videogiochi, romanzi, film live action e serie TV. L’influenza dell’opera di Shirow si ritrova praticamente ovunque, da Matrix fino a buona parte della fantascienza contemporanea legata a Intelligenza Artificiale, reti neurali e identità digitale.

Ghost in the Shell è uno di quei rari lavori che hanno ridefinito il modo in cui immaginiamo il futuro.2

Motoko Kusanagi, icona del cyberpunk

Al centro della storia troviamo Motoko Kusanagi, il Maggiore della Sezione 9, impegnata a combattere terrorismo informatico e criminalità tecnologica in un Giappone futuristico dominato da nanotecnologie, cyberimpianti, ingegneria genetica e connessioni neurali.

E poi c’è lui, il misterioso Marionettista, una figura che trasforma la rete in un’arma capace di manipolare identità, memoria e coscienza umana. Ed è proprio qui che Ghost in the Shell smette di essere “solo” azione cyberpunk e diventa qualcosa di molto più profondo.

Tecnologia, identità e filosofia, un mix che rende Ghost in the Shell più attuale che mai

La cosa incredibile è quanto l’opera sembri parlare perfettamente anche al presente.

Shirow affrontava già negli anni ’80 temi che oggi sembrano usciti direttamente dalle discussioni sull’intelligenza artificiale: cosa definisce una persona? Quanto resta umano un corpo potenziato da innesti cibernetici? Cos’è davvero la coscienza?Dove finisce l’individuo in una società completamente connessa?

Rileggere oggi quest’opera che si fa tali domande fa quasi impressione.

Il ritorno dell’anime nel 2026

L’uscita della Omnibus Edition di Star Comics arriva anche in vista del nuovo anime previsto per il 2026, serie prodotta da Science SARU.

Un progetto che ha già acceso hype gigantesco tra gli appassionati e che potrebbe riportare Ghost in the Shell al centro della scena anime mondiale.

PLAY 2026 entra nel vivo: Bologna diventa la capitale del gioco

A Bologna si sta giocando sul serio, perché PLAY – Festival del Gioco è ufficialmente entrato nel vivo della sua 17ª edizione, trasformando BolognaFiere nel paradiso assoluto per appassionati di giochi da tavolo, giochi di ruolo, miniature, carte collezionabili e cultura nerd analogica.

Dopo un’apertura già affollatissima, la giornata di domani promette di essere quella della vera esplosione ludica.

C’è anche una chicca non da poco: i padiglioni esterni e aree ristoro resteranno aperti fino alle 23:00, con centinaia di tavoli disponibili per giocare fino a notte sotto il cielo di Bologna.

Barbascura X arriva a PLAY con “Bestie Bastarde”

Uno degli eventi più attesi sarà senza dubbio l’incontro con Barbascura X, in programma alle 14:00 nell’Area ActualPlay del Padiglione 16.

Il chimico più caotico d’Italia parlerà insieme all’illustratore Enrico Macchiavello e al moderatore Michele Bellone delle assurdità evolutive del regno animale che hanno ispirato il gioco da tavolo Bestie Bastarde.

Scienza, umorismo nero e animali biologicamente discutibili, ovvero il classico contenuto Barbascura. A seguire è previsto anche il firmacopie con i fan.

Mega-campagna GDR

Ma il vero evento titanico della giornata potrebbe essere “Echi della Frattura”.

Un’enorme sessione condivisa di gioco di ruolo che vedrà ben 200 giocatori partecipare contemporaneamente allo stesso scenario fantasy utilizzando il sistema Daggerheart.

Una roba che sembra uscita direttamente da un crossover tra una convention fantasy e un raid MMORPG.

#LaPLAY: il gioco come spazio culturale e sociale

PLAY continua anche il percorso di #LaPLAY, il manifesto creato per celebrare gli 80 anni del diritto di voto alle donne in Italia attraverso il linguaggio del gioco.

Nel Padiglione 15 andrà avanti il programma PlayHer, dedicato alle figure femminili nella cultura pop, alla loro rappresentazione nei videogiochi e agli stereotipi di genere, con panel che spaziano da Zelda a Bayonetta.

Nel pomeriggio spazio anche all’edu-larp Il giorno della separazione, un’esperienza immersiva pensata per riflettere su privilegi, discriminazioni e disuguaglianze sociali.

A PLAY si gioca anche con la scienza

Uno degli aspetti più belli del festival è che non si limita al semplice intrattenimento.

L’Area Scientifica ospita infatti attività curate da CNR, INAF, INFN, Indire e da diverse università italiane. L’obiettivo è quello di dimostrare che fisica, astronomia e storia possono diventare esperienze ludiche coinvolgenti.

Accessibilità e inclusione al centro del festival

Grande attenzione anche all’accessibilità. Nella Family Arena debutta infatti un sistema di supporti in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), sviluppato insieme ad Auxilia, per aiutare bambini e visitatori con disabilità comunicative a vivere la fiera in autonomia.

Una scelta importantissima che dimostra quanto il mondo del gioco stia cercando di diventare sempre più inclusivo.

PLAY continua a dimostrare che il gioco conta davvero

Per anni il gioco è stato trattato come semplice passatempo. Eventi come PLAY mostrano invece qualcosa di molto diverso.

Qui il gioco diventa cultura, socialità, educazione, inclusione e creatività.

Vedere migliaia di persone riunite attorno a tavoli, dadi, miniature e storie condivise ci ricorda perché il gioco analogico continui ad avere un fascino unico anche nell’era digitale.