L’Attacco dei Giganti: 10 curiosità sul manga di Hajime Isayama

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L’Attacco dei Giganti (Shingeki no kyojin) è uno dei manga più di successo degli ultimi anni e, senza temere smentite, può essere annoverato tra quelli che più hanno avuto segnato la cultura pop riguardante la nona arte proveniente dal Sol Levante, al pari di titoli storici come Dragon Ball, One Piece, Naruto e Slam Dunk, solo per citarne alcuni.

L’opera prima di Hajime Isayama ha poi raggiunto un popolarità mondiale grazie anche all’acclamata serie anime che ha conquistato le attenzioni e i cuori di milioni di spettatori distribuiti in ogni angolo del globo.

Curiosità su l’Attacco dei Giganti

Probabilmente, però, a parte i fan più appassionati della saga, ci sono delle curiosità su l’Attacco dei Giganti che, forse, non tutti conoscono, informazioni che aggiungono dettagli interessanti a questo manga dark fantasy post apocalittico pubblicato dal 2009 al 2021 in Giappone da Kōdansha e portato in Italia nel 2012 da Panini Comics sotto l’etichetta Planet Manga.

Se, dunque, volete approfondire la conoscenza di questo manga, ecco 10 cose che forse non sapete sull’opera del mangaka di Hita.

1 – L’ispirazione del manga L’Attacco dei Giganti

Proprio da Hita, città natale di Isayama, partiamo con questo nostro viaggio visto che, come rivelato in una vecchia intervista, il mangaka aveva rivelato che l’idea alla base del manga è venuta proprio durante la sua infanzia vissuta nella provincia giapponese.

La realtà rurale del suo paese natale e il fatto che il piccolo Hajime sentisse la sua vita tagliata fuori dal resto della civiltà è stato l’incipit di tutto. Le montagne che circondavano Hita, infatti, erano percepite da lui come una sorta di muro che lo isolava dal dal mondo esterno. Man mano che Hajime diventava più grande, cresceva di pari passo la sua fantasia che lo portava a immaginare come il mondo al di là dei monti potesse essere popolato da mostri e altre creature.

L’irrequietezza adolescenziale ha poi fatto il resto, portando il fumettista a sentirsi sempre più insofferente rispetto alla sua città natale, tanto da desiderare di cambiare sé stesso e il suo destino: “Non era necessariamente l’ambizione che mi ha guidato. Avevo un senso di inferiorità, una specie di frustrazione” aveva confessato Hajime.

2 – Shiganshina

Shiganshina, il distretto situato a sud del Wall Maria dove ha inizio la storia de L’Attacco dei Giganti, così come le città e gli altri distretti dell’isola di Paradis sono ispirate alla città tedesca di Nordlingen, luogo con un centro storico circondato da una cinta muraria quasi perfettamente circolare.

distretto di Shiganshina Minecraft

3 – Da uomini ubriachi a giganti il passo è breve (e barcollante)

Per la creazione dei giganti che, fuori dalle mura, se ne vanno in giro a mangiare le persone, Isayama è stato ispirato da una brutta avventura vissuta dopo che, poco più che ventenne, si era trasferito a Tokyo. Mentre era al lavoro in un internet cafè, il mangaka ebbe un incontro ravvicinato con un uomo ubriaco che, barcollando e reggendosi a stento in piedi, lo minacciò provocandogli non poco turbamento.

Isayama realizzò allora che l’essere umano, privo di freni inibitori, sia in assoluto l’essere più spaventoso al mondo.

4 – Giganti basati su wrestler, lottatori ma, soprattutto, persone comuni

Per il character design dei giganti, o a essere più precisi i loro volti, l’artista di Hita si è basato su una rivista contenente centinaia di facce umane. Invece, per disegnare alcuni dei 9 Giganti Mutaforma, ovvero i titani più importanti de L’Attacco dei Giganti, Isayama ha preso ispirazione da persone reali. Il Gigante d’Attacco di Eren è ispirato a Yushin Okami, un atleta giapponese campione di arti marziali miste; mentre il Gigante Corazzato di Reiner è basato sulla figura del wrestler statunitense Brock Lesnar.

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5 – Attack on comics

Levi, uno dei personaggi principali di Attack on Titan è ispirato a un personaggio del mondo del fumetto occidentale. Isayama, infatti, quando ha creato lo schivo comandante del Copro di Ricerca si è basato su Rorschach di Watchmen, la serie a fumetti di Alan Moore.

6 – L’Attacco dei Giganti e gli Avengers

Sempre a proposito di fumetti occidentali, esiste un crossover tra Marvel e L’Attacco dei Giganti chiamato Attack on Avengers.

Scritto da Hajime isayama e disegnato da Gerardo Sandoval, questo mini crossover di 8 pagine vede alcuni dei giganti (tra i quali il Corazzato e il Gigante Femmina) attaccare New York con gli Avengers Capitan America, Iron Man, Vedova Nera, Hulk e Hawkeye che cercano di difendere la città.

7 – La sciarpa di Mikasa

La sciarpa rossa di Mikasa, regalo che la ragazza ha ricevuto da Eren, simboleggia il forte legame sentimentale che esiste tra i due, unione profonda e quasi viscerale che è sempre stata presente nella storia e che sarà motivo di dolore (ma anche speranza) nel finale de L’Attacco dei Giganti.

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8 – Una coppia “al bacio”… meglio di no!

Nel capitolo 50 del manga (corrispondente all’episodio 12 della seconda stagione di Attack on Titan) Mikasa tenta di baciare Eren che, però, si scansa dicendo alla ragazza di aver reagito in questo modo per proteggerla. Originariamente, però, nel manga c’è stato davvero un bacio tra Eren e Mikasa, scena poi eliminata da parte di Isayama in una revisione successiva del suo lavoro prima della pubblicazione ufficiale perché gli provocava molto imbarazzo.

9 – Il destino di Sasha, aka potato girl

Inizialmente Sasha, conosciuta come “potato girl”, ovvero ragazza patata, sarebbe dovuta morire nel capitolo 36 del manga in una scena brutale e cruenta. Tuttavia quando l’editor lesse la bozza di questo capitolo fu così deluso e scosso dalla cosa che convinse Isayama a ritornare sui suoi passi, rinunciando alla morte di Sasha e regalandoci uno dei personaggi più amati dai fan.

10 – L’Attacco dei Giganti senza il Movimento Tridimensionale

Nel pilot del manga, o se vogliamo dire all’interno del capitolo “0”, il dispositivo di manovra tridimensionale non esisteva. I soldati dei corpi armati di Paradis combattevano i giganti a piedi o a cavallo utilizzando solo le spade.

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