Mentre noi comuni mortali proferire parole rabbiosamente offensive o blasfeme verso varie divinità ogni volta che un mattoncino finisce sotto i nostri piedi, c’è qualcuno che ha trasformato in impresa “sportivo-masochista” quello che per molti è solo un doloroso incubo: correre a scalzi sopra i LEGO.
Gabrielle Wall di Christchurch, in Nuova Zelanda è entrata nel Guinness dei Primati corredo su un tappeto di mattoncini LEGO lungo 100 metri in 24,75 secondi. Per capirci: il record del mondo dei 100 metri è di 9,58 secondi, stabilito dal giamaicano Usain Bolt nel 2009.
300 chili di spigolosi mattoncini sotto i piedi
Il tracciato è stato realizzato grazie a 300 kg di LEGO donati da Imagination Station, associazione che di solito usa i mattoncini per insegnare robotica e meccanica ai bambini. Stavolta però hanno messo alla prova la resistenza umana.
Il Guinness World Record, nel comunicato ufficiale, ha commentato con un certo entusiasmo (e forse un po’ di sadismo): ” Correre 100 metri è già una sfida per chiunque, ma farlo scalzi sopra i LEGO è tutta un’altra storia!”
Un record fatto di sofferenza
Wall adesso entra nella storia non solo per la velocità, ma anche per il coraggio. Perché sì, da oggi potremo dire che esiste una persona che ha reso “il dolore LEGO” un atto sportivo ufficialmente riconosciuto, un riconoscimento che nasce dalla sicura empatia verso la donna che ha osato moltiplicare all’ennesima potenza un dolore che tutti noi abbiamo provato almeno una volta nella vita.
Il dolore che si prova quando si calpesta un LEGO non è solo una leggenda da genitori stanchi: ogni singolo mattoncino è progettato con una resistenza alla compressione altissima (circa 4.240 Newton). Tradotto: i LEGO possono sopportare il peso di oltre 900 kg prima di rompersi. Quindi quando ci si cammina sopra, tutta quella forza si concentra su pochi millimetri quadrati. Ecco perché fa così maledettamente male.

