L’Ultimo Samurai: la storia vera del personaggio che ha ispirato il film

LUltimo Samurai

L’Ultimo Samurai, il film del 2003 diretto da Edward Zwick, è considerato da molti uno dei migliori film con Tom Cruise, ma in pochi sanno la vera storia dell’ufficiale che ha ispirato il personaggio dell’attore americano: Jules Brunet.

Chi era Jules Brunet, l’ufficiale che ha ispirato il personaggio di Tom Cruise ne L’Ultimo Samurai?

Prima di raccontarvi la storia dell’ufficiale francese, facciamo un passo indietro per ricordare la trama alla base del film di Zwick.

Ambientato nel Giappone del XIX secolo, il film racconta le gesta di un ufficiale dell’esercito americano (e non francese), il capitano Nathan Algren. Alcolizzato e depresso a causa delle battaglie combattute sul suolo a stelle e strisce contro i nativi americani, Algren, il personaggio interpretato da Tom Cruise, finisce per attraversare l’Oceano Pacifico per addestrare l’esercito regolare del Giappone. Un Giappone che, all’epoca, si trovava sul confine tra il mondo feudale, fatto di Samurai, Katane e capi clan, e quello più moderno e occidentalizzato, fatto di moschetti, cannoni e abiti su misura.

Allo scoppio della guerra civile, Algren si trova sconfitto in una battaglia e fatto prigioniero dal suo nemico, che lo conduce nel villaggio del comandante e capoclan Katsumoto, impersonato nel film da Ken Watanabe. Tra i due nasce una forte amicizia e il capitano decide di cambiare schieramento, vestire i panni dei Samurai e combattere a fianco di quello che una volta era il suo nemico.

Ma quanto c’è di vero in questa storia e quanto è invece finzione ne L’Ultimo Samurai?

In realtà, la storia del Giappone non ha mai visto un conflitto come quello raccontato nel film o, meglio, Hollywood ha confezionato un mash-up di due eventi storici ben precisi: la Guerra Boshin, combattuta nel negli anni ’60 del XIX secolo fra lo shogunato Tokugawa e le forze imperiali di Meiji, e la Ribellione di Satsuma, una rivolta di ex samurai che si consumò dal 29 gennaio al 24 settembre del 1877 contro le forze imperiali Meiji. Quest’ultima è probabilmente anche la fonte di ispirazione maggiore per il film de L’Ultimo Samurai.

La Ribellione di Satsuma

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La vera storia di Jules Brunet, il capitano Nathan Algren de L’Ultimo Samurai

Come già detto, Jules Brunet era un capitano istruttore d’artiglieria dell’esercito francese, ed è anche il personaggio che ha dato ispirazione al capitano americano interpretato da Tom Cruise ne L’Ultimo Samurai.

Brunet era stato invitato dall’Imperatore dell’epoca per addestrare le truppe della capitale del Sol Levante, Edo (l’attuale Tokyo), ed effettivamente rimase coinvolto in quella che fu la Guerra Boshin, una guerra civile combattuta dai sostenitori dello shogunato Tokugawa, da un lato, e i quelli dell’imperatore Meiji, dall’altro. I primi erano per una politica isolazionista, mentre i sostenitori dell’imperatore Mutsuhito intendevano invece aprirsi all’Occidente; esattamente come visto ne L’Ultimo Samurai.

E così come nel film, il capitano Jules Brunet si schierò effettivamente dalla parte dei ribelli isolazionisti, sposando le tradizioni del Bushido (la via del guerriero) abbracciando la cultura nipponica e combattendo a fianco degli “ultimi samurai”. Insieme ai ribelli e all’ammiraglio dello Shogun, Enomoto Takeaki, l’ufficiale francese si ritirò sull’isola di Hokkaidō, dove venne proclamata la Repubblica di Ezo ma, a causa del divario in termini di tecnologia e numero tra i due schieramenti, i due diventati poi amici dovettero infine arrendersi alla superiorità delle forze imperiali.

Una storia vera che, se avete appena visto L’Ultimo Samurai, non vi suonerà certo inedita.

A differenza però di quanto raccontato nel film, con la fine drammatica di Katsumoto, e del Capitano Nathan Algren gravemente ferito sul campo di battaglia, Jules Brunet riuscì a tornare in patria dove, dopo diversi anni di servizio nell’esercito francese, ottenne infine il grado di Generale di Brigata. Anni dopo, l’amico Enomoto Takeaki divenne ministro della Marina imperiale giapponese e, attraverso l’influenza esercitata sul governo, riuscì a riabilitare il nome di Brunet, assegnandogli anche alcune medaglie per il ruolo avuto nel conflitto.

Insomma, un’epilogo decisamente più felice di quanto non si sia visto ne L’Ultimo Samurai per i personaggi di Tom Cruise e Ken Watanabe.

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