Queenz: to bee or not to bee? – Recensione

Data di uscita
Agosto 2020
Autori
Bruno Cathala e Johannes Goupy
Editore
Studio Supernova
Lo puoi trovare su...

Queenz: to bee or not to bee? è un gioco da tavolo sulle api e i fiori, ma non pensate male. Non si tratta della metafora che qualche volta un genitore in imbarazzo si può trovare ad utilizzare per spiegare certe cose della vita ai figli, ma letteralmente di api e fiori. In questo titolo di Bruno CathalaJohannes Goupy, prendiamo i ruoli di apicoltori. Coltivando un sempre più colorato Campo di Orchidee, dovremo attirare le Api ai nostri Alveari, produrre Miele e diventarne i migliori produttori. In senso ludico, tuttavia, si tratta di un gioco da tavolo astratto, gradevole alla vista e piacevole da giocare. Proseguite nella lettura della nostra recensione di Queenz per scoprire tutto su questo titolo.

Queenz – La recensione

Permettendo da 2 a 4 giocatori, Queenz ha una durata indicata intorno ai 30 minuti, ma estremamente dipendente dal numero di giocatori. In 4, se non si è rapidi ed esperti, questo minutaggio può essere superato, anche se non di molto, mentre in 2 giocatori scafati si può giocare anche in una decina di minuti.

La casa editrice italiana di Queenz è Studio Supernova, la stessa di Rumble Nation, di cui vi abbiamo parlato poco tempo fa. Goupy è al suo primo titolo, mentre Cathala è ormai un rinomato designer, autore di successi come Kingdomino e 7 Wonders. La parte grafica è curata da Vincent Dutrait, visto in Jaipur e The Quest for El Dorado.

Piccola curiosità per i meno anglofoni: il sottotitolo “too bee or not to bee?” è un gioco di parole con l’amletico dubbio shakespeariano “essere o non essere”, in cui la parola “bee”, che significa ape, ricorda molto da vicino il verbo essere nella lingua albionica, “to be”.

Si tratta di un gioco le cui meccaniche principali sono la set collection e il piazzamento di tessere; ma andiamo a vedere insieme come si gioca, dopo aver dato uno sguardo a quello che troviamo nella scatola.

Il contenuto della scatola di Queenz

  • 125 tessere Orchidea in 5 colori
  • 3 tessere Orchidea nera
  • 12 segnalini Alveare
  • 1 segnalino Giardiniere
  • 4 plance personali
  • 1 tabellone comune
  • 4 token per i punti vittoria
  • 1 plancia punti vittoria
  • 4 token Produzione Diversificata
  • 24 tessere Campo
  • 20 segnalini Barattolo di Miele in 5 colori
  • il regolamento

Per dare uno sguardo più da vicino ai componenti di Queenz, ecco il nostro Unboxing.

La qualità dei materiali

I componenti di Queenz sono ben realizzati, a partire dalla scatola, che è robusta nonostante a primo acchito possa sembrare leggera; è una bella sorpresa, una volta aperta, vederne anche l’interno del coperchio ricoperto da una bella stampa.

Le tessere Orchidea, gli oggetti che maneggeremo di più, sono davvero, davvero spesse. Fanno quasi sembrare troppo leggere la plance e le tessere Campo, anche se in realtà anch’esse esaudiscono benissimo al loro scopo.

Alveari e Barattoli di Miele sono in legno, così come il segnalino del Giardiniere, e l’insieme crea un bell’effetto cromatico e visivo al tavolo. L’unica pecca, a cercare il pelo nel barattolo di miele, potrebbe essere il tracciato dei punti vittoria, in cui gli spazi sono un po’ risicati. Ma non è davvero un problema, anche perché, in 4 giocatori, questo titolo potrebbe richiedere un po’ di spazio al tavolo.

Il prezzo di listino, invece, confrontando Queenz con titoli dalla componentistica simile, è di certo un po’ alto.

Come si gioca a Queenz

In Queenz è possibile eseguire solamente due azioni: prendere un’Orchidea o piantare un Campo. Andiamo a vederle.

Se scegliamo  di prendere un’Orchidea, possiamo farlo solo dalla riga o colonna del Giardino su cui si trova attualmente il Giardiniere. Abbiamo tre possibilità:

  • Prendere 1 tessera Orchidea qualsiasi
  • Prendere 2 tessere Orchidea di qualsiasi colore, ma senza api
  • Oppure prendere 3 tessere Orchidea senza api e di colori diversi

Fatta la nostra scelta, muoviamo il Giardiniere di un numero di spazi pari alle tessere prese, in senso orario intorno alla plancia comune.

Mettiamo le tessere prese nella nostra riserva personale, che ne può contenere al massimo sei.

Piantare un Campo

Nel nostro turno possiamo anche scegliere di piantare un Campo sulle tessere a mo’ di polimini (tatramini, per l’esattezza).

Scegliamo una tessera Campo da quelle disponibili, e la posizioniamo adiacente alle altre in nostro possesso con l’orientamento che desideriamo. L’unico vincolo che dobbiamo rispettare è che su di essa, nel piantarla, non possiamo lasciare spazi vuoti. Va infatti riempita, nel modo che preferiamo, di tessere Orchidea o di Alveari.

In questa fase si ottengono anche dei punti vittoria: per ogni porzione di Campo che piantiamo contenente almeno due Orchidee adiacenti dello stesso colore, otteniamo punti vittoria pari al numero di tessere Orchidea. Anche quando, nei turni successivi, andiamo ad ampliare porzioni di giardino già esistenti, otteniamo i punti vittoria pari al nuovo totale di quella porzione di giardino.

Inoltre, ogni volta che otteniamo dei punti per un nuovo colore, guadagniamo anche il relativo segnalino Barattolo di Miele. Una volta collezionati tutti e 5 otteniamo il token Produzione Diversificata, che ci garantisce un ammontare di punti bonus che diminuisce in base all’ordine in cui viene riscosso.

La fine del gioco viene innescata dal giocatore che pianta il quinto Campo. Tutti gli altri giocatori hanno diritto ad un ultimo turno, dopo di che la partita termina e si procede al conteggio dei punti.

Api e Regine

Su alcune tessere sono presenti un numero tra 1 e 3 Api, ed ora vedremo a che cosa servono.

Come spiegato, se scegliamo di prendere una tessere con delle Api, non importa il numero, sarà l’unica che potremo prendere per quel turno di gioco. Se optiamo per una Regina, cioè una tessera Orchidea contenente una solo grossa Ape, possiamo immediatamente scambiarla con una a scelta dal Campo; in questo caso non otteniamo punti vittoria.

Alla fine della partita si procede con il conteggio dei punti dati dagli Alveari. Per ciascun Alveare andiamo a contare il numero totale di Api presenti sulle otto tessere che lo circondano: ognuna di esse ci fa ottenere 1 punto vittoria.

Sommando i punti del posizionamento dei campi, degli Alveari e dei token Produzione Diversificata, viene determinato il vincitore.

Conclusioni su Queenz

Il titolo di Studio Supernova si rivela essere un bell’astratto simile a quelli visti ed apprezzati negli ultimi anni, ricordando un po’ il mostro sacro Azul ma senza (per fortuna) esserne un clone. In quanto astratto, la tematica è solo un orpello di limitata importanza; tuttavia, è abbastanza originale: non sono molti i giochi da tavolo a tema fiori, api e miele.

I tre diversi sistemi per fare punti lasciano una buona libertà strategica, che però va perseguita. Se si decide di puntare forte sui punti delle Api, lasciare l’opera a metà sarebbe controproducente, così come decidere di correre per i token Produzione Diversificata o ancora per i punti del posizionamento delle Orchidee.

La profondità, sempre considerando le caratteristiche del titolo, è molto buona in due; non va infatti mai sottovalutata la posizione in cui si “lascia” il Giardiniere. L’interazione, seppur indiretta, che si esprime in questa meccanica può essere davvero fastidiosa se ben giocata. In 3 o 4 giocatori, invece, per avere una partita equilibrata c’è la necessità che i contendenti siano di livello abbastanza equilibrato: l’esperienza di gioco è molto diversa se ci si trova a giocare dopo un giocatore smaliziato, o dopo uno meno esperto.

La variante delle Orchidee nere non ci ha fatto impazzire: il gioco ha una natura deterministica, soprattutto se giocato in maniera ragionata. Il fattore fortuna che questa variante introduce si può trovare quindi fuori luogo, ed in una partita “seria” stona un po’. Viceversa, se giocate Queenz in maniera leggera, può sparigliare un po’ le carte e dare imprevedibilità. Ad ogni modo, si può liberamente decidere di usarla o meno, quindi ciò non rappresenta un problema.

È molto positivo il fatto che Queenz si presti bene alle tipologie di giocatore più varie: che sia un introduzione al mondo dei giochi da tavolo, o un filler tra una partita e l’altra di giocatori esperti, Queenz soddisferà tutti i palati.

Seppur non siano presenti meccaniche rivoluzionarie, ciò che troviamo è ben amalgamato e coerente, senza sbavature o debolezze. E molto spesso ciò è sufficiente per far sì che un gioco da tavolo come Queenz trovi posto nella nostra collezione.

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Queenz: to bee or not to bee?
Abbiamo tra le mani un bel titolo, che non ci fa gridare al miracolo ma che sicuramente si lascia giocare spesso e volentieri; soprattutto in due giocatori, visto il davvero poco tempo che richiede. Il rapporto qualità/prezzo non è dai migliori, per via di un costo leggermente alto. Colori e forme garantiscono un buon colpo d'occhio, e la profondità è adeguata al gioco un po' per tutti che è Queenz: too bee or not to bee?.
Pro
Materiali di buona qualità
Si presta a molti tipi di giocatori
Gioco quadrato, ben amalgamato e funzionante
Contro
Il prezzo è un po' alto
In 3 e 4 giocatori si può soffrire del "problema del giocatore precedente"
La variante Orchidea Nera stona con il resto (ma si può non usare)
7.6
Voto Finale
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