Paper Girls 6: Recensione del sesto e ultimo volume della saga creata da Brian K. Vaughan e Cliff Chiang

Il sesto ed ultimo volume di Paper Girls, edito da Image Comics e distribuito in Italia da Bao Publishing,  conclude la saga creata da Brian K. Vaughan e Cliff Chiang, in un’altalena di emozioni per le quattro eroine di Stony Steam, sobborgo di Cleveland. La fine è giunta. Sopravvissute alle avventure nel loro passato, presente e futuro, le Ragazze dei giornali del 1988 partono per un’ultima avventura che culmina nell’epico finale della serie

Dall’autore di “Saga” e dal disegnatore di “Wonder Woman” arriva il capitolo conclusivo di Paper Girls: ecco la nostra recensione

Il sesto e ultimo volume della saga creata da Brian K. Vaughan e Cliff Chiang è una montagna russa emotiva per le quattro ragazze dei giornali di Stony Stream. Il loro viaggio, iniziato nel 1988 e che le ha portate in giro per il passato remoto e il futuro più distopico, sta per concludersi, legato inestricabilmente alla conclusione della guerra tra i Vecchi e i giovani ribelli che non esitano a modificare il corso della Storia per proteggere la propria libertà. Il capitolo finale è tra le cose più intense, dolci, intelligenti e profonde che leggerete a fumetti, ve lo assicuriamo.

Comincio col parlarvi con delle caratteristiche che a me stanno molto a cuore quando si parla di fumetti, quali il disegno e i colori: alle matite abbiamo Cliff Chaing, già autore di Wonder Woman per DC Comics, mentre ai colori troviamo Matt Wilson, vincitore del premio Einser 2019 come miglior colorista.

I disegni di Cliff Chiang hanno un tratto lineare, secco e privo di curve e segni morbidi ed è praticamente assente il chiaroscuro. Dove manca l’inchiostro arrivano i colori di Matt Wilson, a tinte piatte e anch’essi privi di sfumature che cambiano tonalità a seconda del momento in cui ci troviamo e nel luogo: tinte fredde per le scene in notturna, mentre i toni pastello più caldi per le scene riservate al giorno.

Cosa resterà di questi anni Ottanta?

La sensazione che ho avuto nel leggere e sfogliare le avventure delle quattro ragazze dei giornali nel loro ultimo volume, è praticamente la medesima che ho ritrovato in alcuni film cult del passato come Ritorno al Futuro (per citare i viaggi spazio-temporali) e I Goonies oppure i meno conosciuti Navigator ed Explorers: in tutte (o quasi) queste pellicole, credo si possa ritrovare il leitmotiv che si dipana anche in Paper Girls, ossia il valore dell’amicizia, il delicato periodo dell’adolescenza e la paura di crescere per arrivare all’età adulta.

La parte invece più interessante di Paper Girls è quello che viene evidenziato da ciò che succede alle giovani protagoniste dell’opera nei loro viaggi temporali. Durante la serie infatti, le ragazze sono spesso (e di solito, involontariamente) disperse nel tempo, viaggiando tra il 1988 e il 2016 e le ere più lontane del passato e del futuro.

Mentre viaggiano nel tempo, incontrano versioni future di loro stesse e sono costrette a fare i conti con chi diventeranno in futuro. Identità sessuali che si modificheranno inaspettatamente, vite lavorative più o meno realizzate, e aspettative di vita diverse da quelle immaginate negli anni ottanta sono gli altri grandi nemici con cui il gruppo di ragazze dovrà fare i conti.

Un gioco da ragazze

Come dicevamo prima Paper Girls nasce in quest’ultimo periodo contaminato dalla febbre degli anni ’80. A differenza di tante fortunate produzioni che pescano nella voglia di nostalgia anni ’80, come nel caso dell’acclamata serie TV Stranger Things di Netflix, Paper Girls vuole essere molto di più di un semplice omaggio a quel decennio che è stato così “formante” per quelli della mia età.

Paper Girls è un racconto di fantascienza che dagli anni ’80 mutua la sua connotazione stilistica facendo il paro con le dichiarazioni dello stesso Cliff Chiang che l’ha definita come “Stand by Me che incontra War of the Worlds”. Insomma, un bel mix di tutto rispetto!

Se le mie parole vi hanno sufficientemente stimolato, vi consiglio quindi di recuperare l’intera serie e di recuperare tutti i volumi del fumetto perché perdersi tra le pagine della saga Paper Girls è molto più di un “semplice” viaggio nel tempo, è un’emozione che ci fa riviere sensazioni e desideri che da piccoli abbiamo rincorso e che, una volta raggiunti, abbiamo dimenticato troppo velocemente.

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