Vikings 6: recensione dei primi due episodi della nuova stagione

Vikings 6

Vikings 6 è finalmente iniziato e, finita la guerra fratricida, su Kattegat regna ora Bjorn “la corazza”, sovrano benvoluto dal popolo che vuole dimenticare la rirannia di Ivar “senz’ossa”.

La recensione delle prime due puntata di Vikings 6 che hanno aperto ufficialmente l’ultima stagione della serie TV di History

L’ultima stagione dello show History ha finelmente preso il via con una doppia première con il primogenito di Ragnar Lothbrok che regna su Kattegat ma non può contare sull’aiuto di sua madre Lagertha, la quale ha piani diversi per il proprio futuro.

Lo sconfitto Ivar cade nelle mani di un Principe russo, Oleg, spietato almeno quanto lui.

La prima puntata della sesta e attesissima stagione di Vikings si apre con i dettagli di una mappa… Ci troviamo lungo la Via della Seta… L’inquadratura segue una carovana di profughi vichinghi e in particolare troviamo Ivar, dimesso e pensieroso.

Si alternano paesaggi aridi e luoghi innevati, genti di molteplici razze, uomini, donne e mercanti… fino a quando non giungono alle porte di Kiev.

Intanto a Kattegat regna ben altra atmosfera: Lagherta è riunita a Ubbe, Hvitserk e Torvi.

Re Bjorn promette di essere un umile servo del popolo, volendo fare della capitale vichinga un luogo prospero, con il nuovo sovrano chiamato ad amministrare giustizia, bandendo a vita i pochi guerrieri fedeli a Ivar rimasti nella capitale.

Proprio Ivar, intanto, viene fatto prigioniero da un manipolo di guerrieri e deportato al cospetto del sanguinario Principe Oleg, detto Il Profeta, Signore di Kiev. Oleg a prima vista non si fida però di Ivar e si chiede come mai, visto che il norreno si professa Re, si trova in incognito, senza seguito reale, nella gelida Russia.

A tavola coi figli, Lagherta annuncia di volersi ritirare a vita privata perché stanca delle responsabilità e delle lotte ma anche Ubbe deve comunicare a Bjorn di non voler restare a Kattegat, perché desideroso di esplorare una misteriosa terra circondata da alberi alti come montagne. L’unico a fianco del nuovo Re è l’eterno indeciso Hvitserk che però mostra chiari segni di alcolismo.

Lagherta sembra individuare il posto dove andare a vivere, cioè quel tratto del fiume dove viveva da giovane con Ragnar e i figli  finalmente rivediamo Ragnar, contenti?) e decide di rinunciare alla vita da shield-maiden deponendo per sempre le armi, seppellendo la sua spada.

Intanto in quel di Kiev assistiamo ad una scena che per me è stata allucinante (dopo l’atroce morte del servo di Ivar) ossia un bellissimo sport invernale. Vediamo quindi come Oleg e Ivar assicurati ad un primitivo pallone aerostatico, opportunamente riempito di aria calda,  riescano a librarsi nell’aria al disopra della capitale russa.

Ancora brutte notizie per Bjorn: Re Harald è vivo, ma chiede soccorso al novello Re di Kattegat, in base ai precedenti accordi tra i due, coalizzatisi contro Ivar. Harald è sotto il giogo di Re Olaf il Grosso e chiede aiuto e collaborazione a Bjorn.

La puntata si conclude con una svolta inattesa: Oleg si è convinto che Ivar è stato mandato dagli antichi dei pagani, i russi da poco sono divenuti cristiani ma ancora strizzano l’occhio a Odino & co., così decide di voler puntare le sue mire espansionistiche verso Kattegat.

Povero Bjorn, il trono è da poco suo ed è già molto scomodo!

Il secondo episodio, intitolato The Prophet, si apre con alcuni messaggeri che giunagono a Kattegat con notizie che mettono alla prova Bjorn e la sua capacità di governare la città. Intanto Ivar arriva a sorprendersi per il carattere vizioso del Principe Oleg, e trama per riuscire ad influenzare la mente del giovane principe Russo.

Intanto Lagertha si stabilisce nella sua nuova, pacifica, fattoria, ignara che il pericolo è alle porte.

A Kattegat approda una barca solitaria: Floki è tornato!

Ci avevate creduto, vero? Persino Ubbe era convinto della cosa!

Invece no… è Kettil “Nasopiatto” Flatnose che narra delle vicende della colonia vichinga fondata da Floki, omettendo però qualche piccolo “particolare”. A sera Ubbe svela a Kettil il suo desiderio di andare ad esplorare una favolosa terra ad occidente dell’Islanda, con Nasopitatto che rivela a Ubbe che proprio nell’avamposto vichingo in Islanda c’è uno di loro che conosce quella fantomatica terra, il continente americano.

Intanto a Kiev, Oleg invita Ivar a seguirlo a Novgorod antica capitale, presso il fratello, il principe Asgold per chiedere a questi assistenza e supporto per l’invasione di Kattegat. Sotto la protezione di Asgold c’è anche il principino Igor, legittimo erede al trono.

Se c’è una cosa che ho imparato guardando Vikings è che non bisogna fidarsi troppo né dei brindisi né dei famigliari: difatti Oleg ha organizzato questo incontro, per avvelenare il fratello e prendere il potere…. Peccato che morto un fratello, ne arrivi un altro, tale Dir, pronto ad arrestare (e non solo) Oleg e Ivar.

Insomma Ivar si ritrova nel bel mezzo di una guerra fratricida, tale e quale a quella a cui ha preso parte a Kattegat e sembra davvero starci bene, con il destino che sembra sorridere al Senz’ossa, il quale vede la possibilità, fino ad allora assai remota, di fare ritorno in patria e vendicarsi.

Intanto fervono i preparativi per realizzare la fattoria solitaria di Lagherta, con l’aiuto di Ubbe e Torvi.

Mentre a Kattegat si costruiscono nuove imbarcazioni, Bjorn scopre che la schiava della moglie Gunnhild, gli fa gli occhi dolci: Ingrid, questo il nome della giovane, sembra sapere il fatto suo.

Intanto i guerrieri fedeli ad Ivar, banditi dal regno, osservano la solitaria Lagertha e il futuro dell’ex regina sembra non prevedere nulla di buono!

L’ultima stagione di Vikings parte con abbastanza tranquillità, forse perché ci siamo un po’ abituati a tante cose

Cosa dire delle prime due puntate della sesta stagione?

A di là della presenza dei nuovi protagonisti, mi concentrerei di più sull’analizzare l’impatto dei nostri vecchi amici vichinghi in Vikings 6.

Bjorn, a mio giudizio, conferma di essere una persona volenterosa ma manca delle geniale intuizione del padre Ragnar. Vorrebbe essere un re magnanimo e valoroso come Ragnar, ma deve ancora trovare la sua strada.

Ubbe è un uomo taciturno, anch’esso con poche idee chiare, se non quella di allearsi con chi conviene.

Chi mi incuriosisce è Hvitserk perennemente indeciso sulle decisioni da prendere: la sua opinione è sempre incerta e sembra non sapere bene da che parte stare. Ossessionato dalla vendetta su Ivar, si è rifugiato nell’alcool, e personalmente mi auguro di vederlo più protagonista nelle successive puntate.

Lagertha è sempre la donna guerriera guerriera che abbiamo imparato a conoscere anche se è stanca di lottare: decide di isolarsi per cercare la pace, ma probabilmente dovrà ancora rimettere mano alla spada, almeno per difendere la sua incolumità.

Che dire infine di Ivar? Penso sia il vichingo più fortunato della storia, perché ovunque vada, quando le cose sembrano mettersi male per lui, ecco che spunta la Dea Bendata che lo aiuta a ribaltare la situazione: sarà anche senz’ossa, ma in compenso ha un cu.o esagerato!

Onestamente queste due puntate di Vikings 6 sono filate via lisce e abbastanza tranquille, senza troppe emozioni, forse siamo fin troppo abituati al solito cliché che propone tradimenti, nuove alleanze e vendette?

Aspettiamo di vedere come prosegue la serie… perché, sono certo, ne vedremo delle belle.

E voi che cosa ne pensate? Avete visto le due puntate di Vikings 6 trasmesse in esclusiva italiana su TimVision? Diteci la vostra!

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