Undo, il gioco da tavolo in cui cambiamo il destino – Recensione

Data di uscita
Novembre 2019
Autori
Michael Palm, Lukas Zach
Editore
Dv Giochi
Il nostro Punteggio
7.7
Lo puoi trovare su...

Quando ho sentito parlare della “trama” dietro alla serie Undo, il gioco da tavolo di cui parliamo nella seguente recensione, il mio interesse è stato da subito stuzzicato. Mi hanno sempre appassionato le storie in cui sono presenti i viaggi nel tempo, le molteplici versioni del futuro che possono nascere da un singolo cambiamento nel passato, i “paradossi del nonno”. Mi sono quindi avvicinato con fiducia a questo gioco da tavolo di Dv Giochi, sperando che la meccanica dei viaggi nel tempo portasse una ventata di freschezza nello sfruttato mondo dei giochi investigativi “usa e getta”.

Undo ha colpito nel segno? Per scoprirlo, continuate a leggere la nostra recensione (priva di spoiler). O preferite fare un piccolo salto nel futuro?

Undo – La recensione del gioco da tavolo

La nostra recensione fa riferimento al capitolo della serie di Undo denominato Sangue sul Selciato, tra i primi tre tradotti in italiano da Dv Giochi. A Sangue sul Selciato si uniscono La festa dei ciliegi in fiore, con ambientazione giapponese, e Una maledizione dal passato, con elementi dall’Antico Egitto.

Essendo un gioco tavolo che, in linea di massima, si può giocare una sola volta, baderemo al fatto che la nostra recensione di Undo, così come le nostre foto, siano completamente spoiler-free.

Gli autori della serie sono Michael Palm e Lukas Zach, le illustratrici Lea Fröhlich e Lisa Lenz. L’editore nell’originale tedesco è Pegasus Spiel, mentre in Italia è arrivato in anteprima a Lucca Comics and Games 2019, e subito dopo nei negozi, grazie a Dv Giochi.

Si tratta di una serie di titoli in cui interpreteremo dei Tessitori del Destino. In qualità di “agenti temporali” avremo accesso ad un certo numero di momenti nel passato, o nel futuro, della nostra vicenda. Agendo su fatti, azioni dei personaggi, dialoghi, dovremo andare a modificare la storia originaria facendo si che man mano si discosti sempre di più dagli eventi realmente accaduti, alterando la probabilità che l’omicidio avvenga di nuovo (ma avrebbe senso dire “di nuovo”? Forse non sto pensando quadrimensionalmente!)

Il contenuto della scatola e i materiali

Nella scatola troviamo un totale di 85 carte, così suddivise:

  • 25 carte extra-large
  • 60 carte piccole

Il regolamento è scritto direttamente sulle prime carte che leggeremo, e ci aiuterà anche nella preparazione. Il gioco ci guiderà passo passo fino all’inizio della nostra partita, proteggendoci anche con attenzione e cura dallo scoprire accidentalmente elementi della storia che possano rovinarci l’esperienza di gioco.

Nulla da dire su scatola e materiali: la qualità è più che sufficiente anche senza considerare che è un gioco dalla rigiocabilità estremamente limitata. Per coloro che volessero comunque imbustare le carte, i prodotti che vi consigliamo sono QUESTE PER LE CARTE GRANDI e QUEST’ALTRE PER LE CARTE PICCOLE.

Il prezzo è leggermente più alto rispetto a titoli simili ad Undo, come potrebbero essere Sherlock o Decktective, ma in effetti quel minimo di rigiocabilità in più, e la ricchezza dei materiali (parliamo pur sempre di 85 carte) possono giustificare tranquillamente i pochi euro di differenza.

Come funziona il gioco da tavolo Undo

Il gioco si svolge a turni, che determinano il giocatore che ha l’ultima parola sulla decisione discussa collettivamente. I Tessitori del Destino hanno a disposizione 12 carte Storia, che rappresentano eventi nella vita della vittima, da poter visitare spendendo una tra le sole 9 carte Tempo. Questo fa si che sia importante anche selezionare con accortezza dove, o meglio quando, intervenire.

In ogni evento visitabile è poi presente un indizio che possiamo andare a investigare con maggior attenzione usando la carta Lente d’Ingrandimento, ma anche qui ne avremo a disposizione soltanto 4.

In ogni carta Storia ci troveremo davanti a delle scelte multiple, che di seguito cerco di illustrare con un esempio inventato (e piuttosto grossolano).

Un piccolo esempio di gioco

La vittima è stata assassinata mentre portava a spasso il cane per il solito tragitto, e vestiva un impermeabile blu. La carta Storia ci darà la possibilità di far si che la vittima esegua 3 possibili azioni:

  • Porti a spasso il cane indossando un impermeabile blu
  • Porti a spasso il cane ma indossando un impermeabile rosso
  • Percorra un differente tragitto mentre porta a spasso il cane

Chiaramente, le tre scelte non sono equivalenti, e starà a noi scegliere la possibilità che allontani il più possibile la vittima dal suo terribile destino.

Nel nostro esempio, che ripeto essere volutamente semplificato per illustrare il meccanismo, quali siano le soluzioni migliori o peggiori appare evidente. Ma far uscire comunque la vittima con un impermeabile rosso? Potrebbe in qualche modo cambiare il corso della storia in positivo, perché magari l’assassino cercava un uomo con un impermeabile blu; oppure potrebbe anche alterarla in peggio, perché un impermeabile rosso è più vistoso di uno blu.

Come decidere? Saper ricostruire eventi, intrecciare sentieri, scovare indizi non evidenti è proprio quello su cui si basa il gioco da tavolo Undo.

Il futuro non è certezza, ma probabilità

La questione del “paradosso del nonno” (in due parole: se tornassi indietro nel tempo e accidentalmente uccidessi mio nonno, come sarebbe possibile che io nasca per poi tornare indietro nel tempo a uccidere mio nonno?) è risolta molto semplicemente in Undo. Le nostre modifiche alla Storia non hanno effetto fino al termine dei nostri viaggi nel tempo.

Questo stratagemma permette alla trama di avere coerenza nonostante i nostri pasticci temporali.

Di fatto noi non cambiamo il futuro in maniera decisiva: ci limitiamo soltanto ad alterare la probabilità che la storia vada come è andata. Per questo motivo esiste un sistema di punteggio, e di classificazione, nel gioco da tavolo Undo. Maggiori saranno le modifiche apportate alla storia che allontanano la vittima dalla sua violenta fine, maggiore sarà il nostro punteggio.

E purtroppo non sarà sufficiente il cambio di colore di un capo di vestiario per salvare il malcapitato di turno.

Le nostre conclusioni sul gioco da tavolo Undo

Giocare ad Undo è stata una bella esperienza; parlo di esperienza perché il titolo si inserisce in quella fascia di giochi, ultimamente molto in voga, che cade sotto il nome di “esperienziale“. In questo genere di giochi non conta la rigiocabilità, ma le emozioni e le sensazioni provate al tavolo anche solo per un’ora, anche solo per una volta.

La storia che abbiamo vissuto ci ha messi alla prova e si è rivelata interessante e credibile, costringendoci a prendere anche decisioni un po’ di cattivo gusto ma giustificate dal nostro fine.

 

È rigiocabile? Forse, ma solo a patto di lasciar passare un po’ di tempo e magari puntando a migliorare il proprio punteggio originario. Se fosse questo il vostro intento, vi sconsiglieremmo di leggere le carte Epilogo che trovate alla fine, in quanto indicano i punti critici da cambiare nella storia.

Lo stratagemma dei viaggi nel tempo lo discosta in maniera netta dai più classici giochi investigativi. Anche se Undo ne condivide la natura, la cosa è credibile e sufficientemente legata alle meccaniche di gioco da non renderlo solo un cambiamento poco significativo, ma un’interessante alternativa nel settore.

Potete acquistare Undo: Sangue sul selciato A QUESTO INDIRIZZO.

Get back Marty, gotta get back in time!
Undo si è rivelato una sorpresa piacevole del genere; tra i molti giochi da tavolo investigativi, l'idea del viaggio nel tempo lo rende un titolo che vale davvero la pena di provare
Pro
La ventata di novità data dal viaggio nel tempo è assai intrigante
Il caso da risolvere è coerente e abbastanza interessante
È richiesto un certo impegno per valutare possibili conseguenze e ricadute delle nostre scelte, in relazione agli indizi che abbiamo
Contro
Leggermente più costoso di titoli simili
7.7
Voto Finale
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