Il Signore degli Anelli: infuria la polemica per la nuova traduzione del libro

Il prossimo 30 ottobre uscirà la nuova edizione Bompiani de Il Signore degli Anelli che presenterà una rinnovata traduzione dell’opera di Tolkien, adattamento che sta già scatenando polemiche tra i fan italiani della saga letteraria fantasy opera dello scrittore britannico.

La nuova traduzione italiana de Il Signore degli Anelli fa divampare le polemiche per come sono stati resi alcuni elementi del libro, compresa la celebre Poesia dell’Anello

La diatriba è partita dalla pubblicazione, da parte dell’Associazione Italian Studi Tokeniani, della quarta di copertina del nuovo volume contenente la celebre Poesia dell’Anello, il componimento in versi che delinea la situazine della Terra di Mezzo e dei propositi dell’Oscuro Signore.

La versione che tutti conosciamo e che abbiamo ritrovato anche nella trilogia cinematografica di Peter Jackson, opera della Salani e che fa capo all’edizione Rusconi del 1974, assumeva un carattere differente dalla nuova traduzione di Ottavio Fatica condivisa proprio dall’AIST:

Ecco, invece, la versione “classica”:

Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,

Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,

Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,

Uno per l’Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra,

Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra nera scende.

Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,

Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli,

Nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende.

Con la versione in lingua inglese opera di Tolkien presentata in questa forma:

Three Rings for the Elven-kings under the sky,

Seven for the Dwarf-lords in their halls of stone,

Nine for Mortal Men doomed to die,

One for the Dark Lord on his dark throne

In the Land of Mordor where the Shadows lie.

One Ring to rule them all, One Ring to find them,

One Ring to bring them all, and in the darkness bind them,

In the Land of Mordor where the Shadows lie.

Il pomo della discordia sembra essere la scelta di Ottavio Fatica, già traduttore per Adelphi ed Einaudi delle opere di Rudyard Kipling e vincitore, nel 1994, del Premio Mondello per la sua traduzione di Limericks di Edward Lear, di essere più fedele all’originale scritto tolkeniano, con i termini “Aule di pietra”, “fato crudele” e, soprattutto, i versi finali che, con la nuova traduzione presenta le maggiori differenze rispetto al passato.

I versi che tutti ricordiamo a memoria ora assumeranno una forma diversa con “trovarli” e “vincerli” (quest’ultimo al posto di “domarli” ) che si invertono (a dire il vero con un senso temporale più logico, in quanto prima si trovano e poi si vincono).

Metamorfosi anche per “bring them all” che ora viene tradotto con “radunarli” e “bind them” reso come “avvincerli”, senza dimenticare  “where the Shadows lie” che diventa un più letterale “dove le Ombre giacciono“.

Insomma, le polemiche su questa nuova edizione de Il Signore degli Anelli e la sua nuova traduzione che si sono appena accese, sono certo non si placheranno in breve termine e ci troveremo di fronte a un nuovo caso Cannarsi – Neon Genesis Evangelion.

Voi cosa ne pensate a riguardo? Fatecelo sapere con un vostro commento qui sotto!

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