Terminator 35° Anniversario: saldaPress combatte Skynet! [Recensione]

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Gli anni ’80 furono un periodo d’oro per la fantascienza, un decennio strabiliante che diede alla luce alcuni dei simboli stessi dell’immaginario sci-fi. Dopo esser divenuti protagonisti di pellicole cult al cinema, la vita di questi personaggi si è trasferita nell’altro medium che più di ogni altro poteva esaltarne le caratteristiche: il fumetto. E non poteva certo resistere ad una simile tentazione il villain robotico creato da James Cameron, la cui prima avventura nel mondo delle nuvole parlanti viene ora ripresentata in un bel volume da collezione, Terminator 35° Anniversario, edito come giusto che sia da saldaPress.

saldaPress celebra la creazione di Cameron pubblicando il volume da collezione Terminator 35° Anniversario

Terminator 35° Anniversario rientra nel catalogo di saldaPress all’interno di quel filone nostalgico che ha spinto la casa editrice a celebrare altri personaggi iconici del cinema di fantascienza approdati ai comics. Dopo averci aperto le porte dell’Aliens Universe, saldaPress ci ha stuzzicato con Predator e Robocop, di cui esce questo mese il secondo volume e a novembre una vera chicca di cui parleremo a tempo debito (e con parecchia esaltazione).

saldaPress è oggi l’editore accorto che all’epoca fu Dark Horse Comics. Nel periodo in cui Terminator e Robocop dominavano sul grande schermo, Dark Horse ampliava le loro avventure nei fumetti, senza attendere di vedere evolvere le eventuali saghe. Non è un caso che gran parte di questi volumi celebrativi contengano storie oggi, almeno in parte, private di contesto all’interno della continuity dei personaggi.

Consci del potenziale del personaggio, autori intraprendenti erano artefici di storie che ampliavano e spingevano verso nuovi orizzonti le trame apprezzate al cinema. Terminator 35° Anniversario è una dimostrazione di questa intraprendenza narrativa, nascendo come ideale seguito del primo capitolo cinematografico datato 1984.

Il successo della pellicola di Cameron fu tale che l’idea di un seguito si consolidò subito. Naturalmente le idee iniziarono subito a farsi presenti, e non tutte parteciparono alla realizzazione di quello che poi divenne Terminator 2 – Il Giorno del Giudizio. E fortunatamente, perché è così che nacquero le due storie raccolte in Terminator 35° Anniversario: Tempesta e Un solo colpo.

Decisamente più vicina alla trama del primo episodio è Tempesta. La storia di John Arcudi ci mostra l’umanità futura ormai prossima alla vittoria contro le macchine, impegnata a dare la caccia alle ultime roccaforti robotiche. Durante una di queste missioni, viene deciso di inviare nel passato un manipolo di soldati umani per impedire la creazione dell’intelligenza artificiale che avrebbe dato il via a questo massacro.

Una volta partiti, gli umani lasciano a controllo della macchina del tempo un loro commilitone. Sfortunatamente, questi viene catturato da dei Terminator ancora più evoluti del T-800, capaci di sembrare decisamente umani senza la rigidità mostrata sul grande schermo da Schwarzenegger. Dopo aver torturato l’umano, i Terminator viaggiano indietro nel tempo con lo scopo di proteggere colui che creerà il loro progenitore robotico.

Arcudi imbastisce una storia che, se non fossero usciti i seguiti cinematografici di Terminator, sarebbe potuta essere la trama ideale di Terminator 2. La tensione degli eventi e la costruzione dei passaggi chiave della storia è bene inserita negli assiomi della saga, creando una sinergia con la prima pellicola. Umani e Terminator sono bene inseriti all’interno dell’economia della storia, con una caratterizzazione, specialmente per gli intrepidi soldati umani, che esalta la differenza tra le percezioni sociali dei differenti periodo storici.

Non si risparmia nulla Arcudi, specialmente in combattimenti e violenza. Fedele a quella libertà espressiva specchio della violenza urbana americana del periodo, Tempesta è decisamente più violento e muscolare del film originale, appoggiandosi alla cronaca del tempo che diventa la perfetta copertura per nascondere una simile missione.

La prima storia di Terminator 35° Anniversario può vantare una forza narrativa simile perché esaltata da una grinta espressiva ugualmente intensa. Chris Warner interpreta al meglio la fisicità dei personaggi, ne tratta con rispetto anche la nudità quando necessaria, mantenendo comunque un’aderenza allo spirito dei personaggi convincente. L’utilizzo della gabbia e dei punti di vista è sempre studiato per ottenere il massimo dalla tensione emotiva della storia, travolgendo il lettore.

Dopo 35 anni, con tutti gli ovvi limiti del caso, Tempesta si fa ancora leggere, lascia intravedere quei dettagli narrativi tipici del periodo, ma mantiene un proprio fascino inalterato, che non manca di far emergere suggestioni che si percepiscono anche nelle più recenti pellicole, ma con minore successo.

Terminator 35° Anniversario ospita anche Un solo colpo, storia particolarmente curiosa per concezione. Rifacendosi alla celebre scena in cui il Terminator sfoglia l’elenco telefonico in cerca di Sarah Connor, James Robinson immagina un’omonima del personaggio di Linda Hamilton, che diventa il bersaglio di un secondo Terminator inviata nel passato.

A proteggerla, un umano del futuro inviato indietro nel tempo, proprio per fermare questa Terminator dall’uccidere una Sarah Connor. Idea suggestiva, che trasmette quel senso di fatalismo della saga cinematografia, ma che lascia emergere una sensazione di casualità che potrebbe indebolire il primo capitolo della serie: come mai il Terminator aveva ucciso altre omonime della Connor, se erano presenti altri Terminator?

Questo dubbio non rende però meno interessate la storia di Robinson, che mostra una Connor differente e decisamente poco eroica, ribaltando in modo arguto la concezione dell’eroina che ha il lettore. C’è molta umanità in questa storia, ma non quella emozionante e positiva, serpeggia un’indole poco piacevole, fatta di egoismo e meschinità che diventa quasi il lato oscuro della Sarah Connor che conosciamo.

Matt Wagner interpreta al meglio questa trama. L’impostazione è meno dinamica, si ricorre spesso ad una divisione della gabbia che intrecci in modo particolare immagine e parola, dando risalto ad un tratto più plastico per i personaggi, che lascia però spazio ad alcune visioni di spazi architettonici suggestivi.

Terminator 35° Anniversario viene presentato da saldaPress nel suo rodato formato da collezione, un bel volume solido da affiancare quanto prima agli altri omaggi al cinema di fantascienza degli anni ’80 che la casa editrice ci ha già proposto. In attesa dell’uscita di  Destino oscuro, Terminator 35° Anniversario è la lettura ideale!

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