Isola di Fuoco

L’Isola di Fuoco: il gioco da tavolo anni ’80 torna sui nostri tavoli! [Recensione]

Data di uscita
Agosto 2019
Autori
Rob Daviau, JR Honeycutt, Justin D. Jacobson, Chuck Kennedy, Bruce Lund
Editore
Asmodee Italia
Lo potete trovare su...

No, non siamo nel 1986, eppure sui nostri tavoli da gioco è arrivata (o tornata?) L’Isola di Fuoco: La Maledizione di Vul-Kar, la nuova edizione del classico gioco da tavolo della Milton Bradley Company riproposto oggi in una versione aggiornata da Restoration Games edita in Italia da Asmodee.

Abbiamo parlato a lungo di questa versione e, per chi si è fatto sfuggire la campagna Kickstarter, è giunto il momento di scoprire se il gioco, oggi già nei negozi, è davvero quello che ci è stato promesso: ovvero una versione svecchiata del titolo che ha accompagnato molti di noi durante la nostra infanzia (e che oggi viene venduto a cifre stratosferiche); oppure semplicemente una mal riuscita operazione nostalgia.

Scopritelo insieme a noi con…

La recensione de L’Isola di Fuoco: La Maledizione di Vul-Kar

Isola di Fuoco

In un periodo in cui gli anni ’80 sono tornati prepotentemente nelle nostre vite attraverso film, serie TV, fumetti, GdR e GdT, non poteva certo mancare il nome dell’Isola di Fuoco, uno dei giochi da tavolo di maggior successo di quel decennio che, grazie (e sopratutto) alla MB Giochi, ci ha regalato delle vere e proprie perle come Brivido, Atmosfear o Starquest.

E diciamolo subito, la nuova edizione dell’Isola, curata da Rob Daviau (Pandemic Legacy), JR Honeycutt (Betrayal Legacy), Justin D. Jacobson (Downforce), Chuck Kennedy e Bruce Lund (gli autori originali della prima isola), arriva sui nostri tavoli facendo ovviamente leva sull’effetto nostalgia, tentando di riproporre il gioco, seppur modificato in alcune meccaniche, in un mercato che insieme al suo pubblico è cambiato molto in questi 40 anni.

Quindi, prima di iniziare, mettiamo in chiaro una cosa. L’Isola di Fuoco: La Maledizione di Vul-Kar è uno di quei giochi che amerete od odierete, non ci saranno vie di mezzo.

Difficilmente odierete però le illustrazioni del gioco, realizzate anche qua da una sfilza di illustratori diversi (troppi per poter essere citati tutti), con grafiche leggere e coloratissime come ci si aspetterebbe da un titolo avventuroso e scanzonato. Un altro discorso è invece la scatola.

Isola di Fuoco

Dentro la scatola (e fuori) dell’Isola di Fuoco: La Maledizione di Vul-Kar

Una delle prime cose che salterà all’occhio quando aprirete la scatola è… la scatola stessa. Realizzata con un cartoncino leggero e in un formato che sembra piegarsi al solo sguardo, il confezionamento del gioco è stato creato andando davvero sul risparmio. Se oggi, a distanza di 33 anni, è possibile trovare ancora scatole integre della prima Isola di Fuoco, dubito che quelle di questa nuova edizione supereranno la prova del tempo.

All’interno della scatola, invece, troveremo ad attenderci tre grandi sezioni dell’isola su cui metteremo presto piede con i nostri esploratori, realizzata in plastica termoformata che, ahimè, sembra essere davvero più leggera di quella originale. Solo il tempo saprà dirci se sarà altrettanto resistente.

Di certo, però, l’isola è più grande, colorata e dinamica di quella con cui giocavamo da bambini.

Isola di Fuoco

Le tre sezioni, una volta appoggiate una sull’altra, andranno a formare l’isola di fuoco vera e propria, sulla cui sommità andremo a posizionare Vul-Kar (quella grande testa da cui “spareremo” le palle di fuoco). Purtroppo, per far ruotare Vul-Kar dovremo ogni volta sollevarlo, essendo incastrato attraverso la sagoma di una stella che ne impedisce un movimento fluido. Un dettaglio fastidioso e, ai fini del gioco, poco pratico.

Eppure tutto questo non conta (o forse conta poco), perché l’impatto visivo è spettacolare oggi come quando eravamo piccoli.

Completano la dotazione della scatola 10 biglie utilizzate come palle di fuoco e tizzoni, insieme alle 4 miniature dei giocatori, diversi segnalini in cartone (realizzati con un cartone più spesso della scatola stessa), un elicottero da montare (sempre in cartone), 58 carte più altri indicatori, contenitori e sagome in cartoncino.

E il regolamento? Un semplice pieghevole di tre pagine che riassume in maniera piuttosto semplificata le meccaniche di gioco; che ora vi spiegherò ancor più velocemente.

In fuga dall’Isola

L’Isola di Fuoco: La Maledizione di Vul-Kar è in realtà un gioco molto diverso dal titolo del 1986, e per fortuna! Se avete la memoria corta, il titolo di MB Giochi era infatti poco più di un semplice gioco dell’oca. Certo, c’erano le palle di fuoco che potevano metterci in difficoltà, ma il livello di sfida era veramente basso (erano davvero altri tempi).

Questa nuova edizione è stata ideata sullo stesso concetto di base, quello di 4 avventurieri che devono scappare dall’isola prima che il suo vulcano la ricopra di lava, ma durante la nostra avventura avremo tante altre cose da fare che mettere un piede dietro l’altro.

Nel nostro turno avremo in mano diverse carte. Queste saranno utilizzate, una per turno, per spostarci sui vari percorsi segnati sull’isola di un numero di caselle riportato sulla carta scelta. Poi, potremo svolgere l’azione riportata sulla stessa carta; che solitamente ci dirà di tirare una biglia tizzone, pescare carte souvenir o girare un Vul-Kar o uno degli alberi ostacolo (per le biglie) sparsi qua e la sulla plancia.

Le carte souvenir sono una delle tante novità introdotte in questa nuova versione. Si tratta di carte speciali che potremo utilizzare in diverse fasi del gioco, permettendoci di contrastare gli altri giocatori o darci vantaggi di vario tipo durante il nostro pericoloso soggiorno all’ombra di Vul-Kar.

Isola di Fuoco

E le biglie tizzone?

Si tratta di biglie posizionate in alcuni punti strategici dell’isola che, una volta fatte cadere nella direzione da noi scelta, travolgeranno tutto quello che troveranno sul loro percorso (si spera qualche giocatore avversario).

In questo modo potremo rubare tesori ai giocatori che avremo fatto cadere a terra. I tesori, al termine del gioco, forniranno punti vittoria ai quali saranno applicati diversi moltiplicatori, riconoscibili attraverso una comoda carta riepilogo su cui saranno chiaramente spiegate anche le azioni disponibili durante il nostro turno.

Isola di Fuoco

Ma dove si trovano i tesori?

Li potremo recuperare semplicemente passandogli accanto, lungo uno dei tanti sentieri che si diramano sull’isola di Vul-Kar e che porteranno inevitabilmente a raccoglierne il suo cuore. Questo potrà essere rubato poi al giocatore che lo possiede semplicemente passando sulla sua miniatura, nel tentativo di portarlo con noi sull’elicottero alla fine del gioco regalandoci così punti preziosi per la vittoria.

I tesori non saranno però l’unico modo di fare punti. L’Isola di Fuoco offre anche numerosi punti panoramici, dove potremo scattare delle fotografie e acquisire la relativa carta fotografia con i suoi punti bonus essenziali.

Avere tre fotografie di colore diverso (ci sono sei luoghi, suddivisi in tre colori, dove poterle scattare) o aver giocato tre volte una carta cataclisma durante la partita (una carta che innesca la possibilità di lanciare tutte le palle di fuoco presenti nella cicatrice di Vul-Kar, aggiungendo una biglia per ogni carta cataclisma giocata fino a quel momento), farà immediatamente ritornare l’elicottero, mettendo fine al gioco in pochi turni.

Isola di Fuoco

Vale la pena visitare L’Isola di Fuoco?

Questo è, a grandi linee, il funzionamento della nuova Isola di Fuoco, con cui potremo intavolare partite della durata di circa un’ora con altre tre persone; magari scelte tra quelle che in quel momento vorremmo vedere travolte da una palla di fuoco (e non dite che non ne avete).

Al tavolo con noi potranno sedersi bambini dai 7 anni in su e, a dirla tutta, il target del gioco è una delle poche cose rimaste invariate dal titolo originale. L’Isola di Fuoco: La Maledizione di Vul-Kar è infatti altamente indicato per passare una spensierata serata in famiglia, e anche i più piccoli (diciamo attorno ai 10 anni) potranno intavolarlo da soli senza troppe difficoltà.

Isola di Fuoco

Il regolamento, seppur più strutturato rispetto al gioco del 1986, rimane semplice e veloce da spiegare. In circa una ventina di minuti avrete montato l’Isola, distribuito carte e segnalini, e spiegato le regole fondamentali a tutti i nuovi giocatori.

Padroneggiare il gioco sarà tuttavia più complicato, a causa dell’inevitabile fattore fortuna dovuto alla pesca delle carte e al lancio dei tizzoni e delle palle di fuoco dalle fauci di Vul-Kar. Stiamo parlando inoltre di uno di quei giochi da tavolo in cui il karma potrebbe essere il vostro peggior nemico, insieme ai vostri (presto) ex-amici. Colpi bassi e maldestri tentativi di furto ci accompagneranno per tutta la durata della partita.

Non si tratta chiaramente di un titolo di spessore (ne pretende di esserlo) ma sotto l’operazione nostalgia si nasconde comunque un gioco divertente, adatto per trascorrere un’ora leggera in cui non vi preoccuperete troppo di calcolare il punteggio finale ma, piuttosto, di come abbattere la miniatura che vi precede sul sentiero che state percorrendo.

Da segnalare infine la presenza sul mercato di 3 espansioni, al momento solo in inglese, che aggiungono un po’ più di sfida al titolo, adatte per coloro che cercano qualcosa di più di un semplice, colorato e divertente family game; ma per qualcuno potrebbe già essere abbastanza, no?

L'Isola di Fuoco: La Maledizione di Vul-Kar è il degno erede del classico gioco da tavolo di MB Giochi. Sotto una chiara operazione nostalgia c'è un gioco divertente che, con poche pretese, riuscirà a strapparci qualche sorriso durante le nostre serate passate con gli amici o, meglio, in famiglia. La poca attenzione ai materiali, e un sistema di gioco rivisitato con cui non si è voluto osare, non rendono la nuova isola un paradiso tropicale ma comunque un posto certamente da visitare!
Pro
L'Isola è ancora più grande, bella e colorata!
Divertente e adatta a tutte le età
Veloce da spiegare, intavolare e giocare
Contro
I giocatori più esigenti e navigati ne staranno alla larga
Qualche incertezza sui materiali usati
Nonostante gli sforzi si sarebbe potuto osare di più con le nuove meccaniche
7.1
Voto Finale
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