Escape the Dark Castle: fuggite dalle prigioni, non da questo gioco da tavolo!

Escape the Dark Castle
Escape the Dark Castle
Data di uscita
2019
Autore
Alex Crispin
Editore
Ghenos Games
Lo puoi acquistare su...

È approdato in Italia da pochi giorni, grazie a Ghenos Games, Escape the Dark Castle, il gioco da tavolo di Alex Crispin (Escape the Dark Sector), edito da Themeborne grazie ad una campagna Kickstarter di successo finanziata nel 2017.

Il gioco, una sorta di avventura di gruppo narrativa collaborativa, porta da 1 a 4 giocatori nelle segrete di un “Oscuro Castello”, dalle quali dovremo tentare di scappare affrontando mostruosità di ogni tipo; dai demoni delle profondità più profonde, alle guardie più brutte che potreste incontrare in un’ambientazione fantasy, passando per tante trappole, creature e tizi poco raccomandabili di cui non vi parlerò, per evitare spoiler che rovinerebbero la sorpresa.

 

Fortunatamente, nel nostro tentativo di fuga potremo contare sulla compagnia delle persone sedute attorno al nostro tavolo, che ad ogni capitolo della storia ci aiuteranno a dare mazzate (a suon di dadi) e ci permetteranno, forse, di giungere più o meno indenni al boss finale che si nasconderà dietro l’ultima porta dell’Oscuro Castello.

Siete pronti per affrontare Escape the Dark Castle? Ecco la nostra recensione.

Escape the Dark Castle

All’interno dell’Oscuro Castello di Escape the Dark Castle (e della scatola di gioco)

Partiamo come sempre dalla scatola di gioco e dalle sue componenti, che salteranno subito all’occhio poiché completamente in bianco e nero! Tutto, dalla scatola ai dadi e alle numerose carte di mostri e personaggi si presentano infatti rigorosamente in bianco e nero, contribuendo con questo piccolo stratagemma ad incupire un’ambientazione dark che sarà anche parte integrante del gioco stesso.

Se a questo aggiungiamo il fatto che le 45 carte capitolo, le 6 carte personaggio, le 5 carte boss, la carta di partenza e le 35 carte oggetto incluse in questa scatola base (sì, perché esistono già delle espansioni) sono disegnate come fossero le vecchie illustrazioni tipiche dei libri-game degli anni ’80, beh, credetemi se vi dico che la sensazione sarà proprio quella di trovarvi in un Oscuro Castello di qualche racconto medievale.

Escape the Dark Castle

A tutto questo si aggiungono 9 dadi capitolo e 6 dadi personaggio (anch’essi in bianco e nero), che ci accompagneranno nel corso di tutta l’avventura insieme a 4 piccole matite e un blocchetto segna punti vita; che terminerete dopo poche avventure se utilizzato come consigliato dall’ideatore di Escape the Dark Castle (d’altronde si sa, la carta era un bene prezioso nei secoli bui).

Qui sotto potete trovare il nostro breve unboxing del gioco, che vi aiuterà a capire meglio tutto quello di cui vi ho parlato qui sopra (e al quale avrei dovuto mettere una musichetta più dark, ma in quel momento non sapevo ancora cosa avrei dovuto affrontare!):

Tentando di evadere da Escape the Dark Castle

Ma veniamo ora al funzionamento del gioco, che vi spiegherò molto brevemente e, come detto precedentemente, tentando di non spoilerare le 50 che andranno a comporre le nostre avventure.

Ogni fuga dal castello sarà infatti segnata da un setup iniziale molto veloce (cose davvero di un paio di minuti), in cui dovremo scegliere il nostro personaggio tra i 6 disponibili, ognuno dotato di caratteristiche di Possanza, Astuzia e Sapienza differenti e un dado unico. Al centro del tavolo, invece, posizioneremo un mazzo coperto composto da una carta di partenza (uguale per tutte le avventure), 15 carte pescate a caso dalle carte capitolo, e una carta boss finale da collocare in fondo al mazzo.

I giocatori partiranno con un numero di punti vita differente a seconda del numero di persone rinchiuse con noi nell’angusta cella. Si tratta di punti che dovremo tener controllati costantemente, poiché, non appena un giocatore scenderà a zero punti vita, la partita sarà persa per tutto il party.

Escape the Dark Castle

Ma come si scappa dal castello?

Ad ogni turno un giocatore (che dev’essere deciso in anticipo) girerà la carta in cima al mazzo, leggendone il breve testo legato alla storia e che, solitamente, è seguito dalla descrizione di cosa accadrà in termini di gioco a quel particolare giocatore o all’intero gruppo. Ad esempio, potremmo essere inciampati su una trappola potenzialmente letale, per la quale dovremo tirare il nostro dado ottenendo un risultato a noi favorevole, o, peggio, incontrare un mostro che vorrà divorarci per il solo gusto di farlo.

In quest’ultimo caso, i giocatori prenderanno parte ad un vero e proprio combattimento in cui, in vari round, dovremo tentare di replicare il risultato dei dadi capitolo presenti sulla carta (la costituzione del mostro) con i dadi giocatore a nostra disposizione. Su ogni dado sono infatti impressi diversi risultati di Possanza, Astuzia e Sapienza, distribuiti sulle sei facce del dado rispecchiando le caratteristiche del nostro PG.

Ad ogni risultato uguale a quello presente sul dado dell’avversario rimuoveremo lo stesso dado, mentre con “un doppio” potremo eliminarne due e, allo stesso tempo, parare il contrattacco del nemico. Sì perché se alla fine di ogni round, se il mostro non sarà sconfitto, lo stesso infliggerà a tutti i giocatori un numero di danni pari al valore di danno riportato sulla carta. Abilità speciali, regole particolari ed eventi di vario tipo, aiuteranno a variare il gioco carta dopo carta, rendendo i combattimenti sempre diversi uno dall’altro.

Escape the Dark Castle

Durante il combattimento, inoltre, potremo decidere di riposare per recuperare 1 Punto Vita per ogni round, a patto che qualche altro giocatore si sacrifichi per combattere (e prendere gli eventuali danni arrecati).

Sconfitto il nostro avversario potremo raccogliere un oggetto dal relativo mini-mazzo, nel quale potremo trovare pozioni, armi e reliquie, che potremo equipaggiare in una delle nostre due mani (quante pensavate che fossero?) e utilizzare al momento opportuno durante la nostra avventura.

Giunti all’ultima stanza affronteremo un boss, una creatura con regole speciali e, ovviamente, più forte del solito, che sarà anche l’ultimo ostacolo tra noi e la libertà (e la vittoria dell’intero party).

Ah! Aria fresca!

Fuggiti dall’Oscuro Castello di Escape the Dark Castle è tempo di trarre qualche conclusione.

Partiamo subito con il dire che sì, se avete intuito come si svolge un turno di gioco, il titolo di Alex Crispin sfrutta delle meccaniche semplici applicandole ad un’idea che, se proprio vogliamo dirla tutta, parrebbe anche piuttosto banale… ma che funziona!

Con poche regole ed un setup super rapido, Escape the Dark Castle potrebbe tranquillamente essere una delle migliori opzioni oggi sul mercato per la categoria dei filler collaborativi, non portandoci via più di 20-45 minuti a sessione (ma anche meno, se vi ritroverete a giocare con un party che consce già quanta umidità ci sia nelle segrete dell’Oscuro Castello), e garantendo sempre un’esperienza coinvolgente per tutti quelli seduti attorno al tavolo.

Niente tempi morti (solo tanti morti) e tante discussioni attorno al tavolo permettono infatti di creare un gruppo affiatato anche tra giocatori scafati, tra quelli alle prime armi o che solitamente non amano sedersi attorno ad un tavolo per questo genere di giochi; cosa davvero rara di questi tempi.

Ovviamente (?) Escape the Dark Castle non è comunque esente da difetti e, tra questi, non è possibile non segnalare il costo. Il prezzo di listino è di 39,95€ che, nonostante non si tratti di una cifra irragionevole, si parla comunque di qualche euro di troppo per poco meno di un centinaio di carte e qualche dado (nonostante la bellissima grafica vintage e le quattro matite IKEA da veri goth).

Parlando del gioco in sé, invece, le 45 carte capitolo offrono una rigiocabilità variabile che, tuttavia, non è chiaramente infinita. Dopo qualche partita (diciamo 5), potreste potenzialmente aver già visto tutte le carte capitolo e i boss presenti in questa scatola base, togliendo quel brivido fondamentale all’apertura di ogni porta, avvertendo così presto la necessità di un mazzo espansione che ne possa ampliare l’esperienza complessiva.

Anche la scalabilità è un mezzo problema poiché, se è vero che in 3 o 4 giocatori il divertimento raddoppia, sarà invece molto più semplice portare a termine la nostra avventura; cosa che invece non accade con 1 o 2 giocatori, che per fuggire dall’Oscuro Castello spesso dovranno sudare sangue. I punti vita assegnati non sono infatti esattamente proporzionali al numero di giocatori, e con 4 giocatori sarà molto più semplice trovare il tempo per un riposino pomeridiano mentre gli altri compagni faranno il lavoro sporco al posto nostro.

Eppure tutto questo conta poco davanti all’evidenza che Escape the Dark Castle sa divertire, coinvolgere e appassionare come pochi altri giochi da tavolo di questo genere. La sua semplicità e la sua crudeltà sono infatti un mix davvero riuscito, che vi farà chiedere a gran voce di esser rinchiusi nell’Oscuro Castello per poter fuggire ancora una volta dalle sue segrete.

Nonostante qualche piccolo difetto di bilanciamento e di rigiocabilità, Escape the Dark Castle è probabilmente il miglior filler collaborativo di quest'anno, riuscendo a divertire e coinvolgere tutti i giocatori attorno al tavolo in un'avventura che, altrimenti, farebbe davvero rabbrividire.
Pro
Una grafica retrò davvero ispirata per un'ambientazione da... urlo
Semplice, veloce e divertente
Coinvolge tutti attorno al tavolo, anche chi è stato costretto a stare "in prigione" con noi
Contro
Dopo poche partite vorrete un'espansione
Qualche incertezza sulla scalabilità
Qualche euro in meno non sarebbe guastato
7.5
Voto Finale
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