game of thrones trono di spade

Il Trono di Spade 8: il riassunto (poco serio) del primo episodio

-Attenzione, l’articolo contiene spoiler-

Il Trono di Spade, con l’ottava ed ultima stagione, è tornato ad insanguinare ed innevare (e bruciacchiare) gli schermi di tutto il Pianeta nella serata di lunedì (nottata, se siete matti o disoccupati). Vediamo quindi di riordinare un po’ le idee, dopo la visione della prima puntata.

Il Trono Di Spade torna con la stagione conclusiva, tuffiamoci tutti assieme nei meandri degli intrighi di Westeros in attesa che il Night King ci ammazzi tutti

La puntata si apre con una bella parata militare, gentilmente fornita dalla Jon e Daenerys S.P.A., tesa a far vedere alla gente del Nord chi ce l’ha più grosso.
Il drago.

Arya gode nel vedere le suddette belve, immaginando da subito come utilizzarle per ammazzare tutti, Sansa accoglie la fidanzatina del fratellastrocugino talmente male che ci mancava solo uno sputazzo in fronte e Bran fa il casellante, piazzandosi con la sua bella sedia in mezzo ai co***oni di chiunque.

La reunion fra Arya e Jon è tenera, forse fin troppo, infatti viene conclusa con una sorta di minaccia mafiosa dalla ninja nana più amata del mondo, minaccia che viene preceduta da una scena solo superficialmente inutile in cui Arya impugna la spada d’acciaio di Valyria di Jon solo per rifiutarla poiché “troppo pesante“.

Mi ci gioco la Hot Toys di Capitan America che, alla fine, quella spada la userà lei.

arya stark Maisie Williams

 

Un puntata, la prima dell’ottava stagione del Trono di Spade, che sembra piatta ma in realtà mette in moto una serie di cataclismi

Cersei si concede freddamente al più adorabile bastardo viscido di Westeros (indizio: ha un sacco di navi) anche se, in cuor suo, ha in mente solo gli elefanti.
E no, non sto parlando della prestanza amorosa di Euron, ma degli elefanti che la Golden Company aveva promesso di portargli ma che alla fine “signò, dove c**zo li mettevamo in nave, orsù, sia seria“.

Nel frattempo, Qyburn interrompe la voglia di Bronn di prendersi la sifilide (sic) portandogli una balestra che, nei gabinetti di Westeros, è famosa da parecchio tempo.
Inutile dirvi che la balestra è un messaggio conto terzi di Cersei a Bronn (ricordiamo sempre che i due attori non possono, per contratto, incontrarsi in nessun modo), messaggio che recita più o meno: “prima di farti venire le verruche sul pistulino, ammazzami i fratelli“.

Cersei non è l’unica a lamentarsi per il Circo Orfei che non è passato da Approdo del Re ; per tutta la puntata la gente si lagna per qualcosa: la gente del Nord per i nuovi arrivati, Sansa per Dany, Dany per Sansa, Tyrion con la faccia da cane bastonato che colleziona figure dimmer*a con la gigantesca ex-moglie dai capelli rossi ( “tutti quelli che ti hanno sottovalutata sono morti” “ecco bravo, vedi un po’ che ti dice il cervello“) e così via.
Un’ottima partenza, in vista di quello che sta per arrivare.

Ma tanto Jon ha altri piani, prima si va a Gardaland sul dorso dei draghi e poi si va a Gardaland sul dorso di… Daenerys.
Tanto lui è già morto una volta, alla fine del Re della Notte gliene fo**e il giusto, nonostante i proclama.

 

La puntata però, si conclude col botto su tre fronti ben distinti: la Barriera, le cripte di Grande Inverno e il casello di casa Stark

Ai piedi del muro di ghiaccio che, una volta, divideva i vivi dai morti, Tormund, Beric “spada alimentata a gpl” Dondarrion e altri sopravvissuti s’incontran e si scontran non con Kiss me Licia ma con il mitico Edd L’Addolorato che, assieme ad altri corvi scampati alla morte, si muove guardingo come un elefante in una cristalleria (ecco dov’erano gli elefanti, Cersei!).

Il gruppetto di puzzoni trova il piccolo Lord Umber (o Carstark? Boh) simpaticamente impalato al centro di una configurazione laocontica di arti umani mutilati posizionati in modo da ricordare il bosco dei Figli della Foresta in cui furono creati gli Estranei.

Questo è un messaggio del Re della Notte” dice uno.
Che intuito Watson, pareva un Banksy” dico io.
Non capite la mia arte, mentecatti” dice il Re Della Notte (che tra l’altro si chiama Antonio, lo sapevate?).

 

A Grande Inverno, invece, in rapida successione Dany fa visita al povero Sam Tarly per dirgli: “Oh bravo che m’hai ricucito lo zerbino, ma vedi un po’ che t’ho brasato i parenti” per poi andarsene da vera professionista.
Verosimilmente sconvolto (anche se, mi preme dirlo, i suoi parenti facevano un tantino schifo al ca**o) Sam, dopo aver incontrato il Casellante che gli ricorda che c’ha dei segreti da spu***nare, corre da Jon nelle cripte per dirgli, sostanzialmente, che si sta pistonando sua zia e che son tutti usurpatori tranne lui, chissene se Dany c’ha due belle pere e due bei draghi, il Trono è suo.
E mò vedi un po’ te Jon.

In chiusura, uno scarmigliato Jaimie Lannister fa il suo trionfale (…) arrivo a Grande Inverno, solo per inorridire alla vista del Casellante e del suo sguardo.

E no, non inorridisce perché pensa “Oh Sette Dei, ma io non t’avevo lanciato da una torre, piccolo impiccione di me**a?” ma perché si rende conto che il Casellante è passato dall’essere il bimbo più bellino di Westeros all’essere una specie di mash up fra Pippo Franco e un Bancomat.

E bentornatoni a Westeros, dico io!

Dove ci porteranno gli eventi messi in moto in questa fintamente lenta puntata del Trono di Spade? Lo scopriremo solo sopravvivendo alle prossime cinque.
Voi nel frattempo fateci sapere con un commento se l’avete vista e, soprattutto che ne pensate!

Ve li siete fregati voi gli elefanti di Cersei?

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