Kids with Guns: Tribe. Si torna sul pianeta dei dinosauri e dei cowboy – Recensione

Bao Pubblishing sceglie nuovamente il Cartoomics di Milano come palcoscenico di lancio di una delle sue novità più attese. Infatti, ad un anno esatto dall’uscita del primo capitolo, Capitan Artiglio, nome d’arte del giovane e talentuoso fumettista torinese Julien Cittadino, ha presentato al pubblico della kermesse milanese Tribe, il secondo volume della trilogia pop-western di Kids with Guns ora disponibile anche nelle vostra fumetteria di fiducia dal 14 marzo. 

Per questo lancio Bao Pubblishing ha deciso di fare le cose in grande stile dedicando alla prima tiratura una versione variant limitata che contiene sedici pagine in più allo stesso prezzo, con uno spettacolo dietro le quinte della creazione della serie e un logo dorato in copertina e sul dorso, per riconoscerla dalle successive ristampe. 

La Bambina senza nome si sente sola e fa la sola cosa logica per una che non dice una parola, ma spara benissimo. I teschi di Moloch si rivelano una maledizione più che un vantaggio, e la conquista di Thunderat Town può sembrare una mera formalità, ma non importa se sei immortale: un sacco di gente cercherà di ammazzarti, se ci provi.

Con Kids with Guns 2 Capitan Artiglio riesce a costruire il giusto seguito alla sua opera d’esordio

Esaurito l’effetto sorpresa che l’ambientazione surreale e la grafica dal tratto e dai colori unici avevano dato al primo volume, l’autore sembra essere ben consapevole che con Tribe dovrà dare qualcosa di più al suo lettore. Lo fa concentrandosi e approfondendo la trama di una storia articolata, complessa e ricca di colpi di scena.

Continuiamo cosí a seguire le avventure dei tre fratelli Doolin, Dan, Duke e Dave, tutti e 3 ormai consapevoli della natura magica dei teschi in loro possesso ereditato dal padre e dell’immortalità della quale godono grazie ad essi. Raggiunti in vario modo dai membri del Mucchio Selvaggio, la banda di criminali più pericolosa del pianeta, al servizio Bill “La Morte” , il destino porterà i tre fratelli Doolin a percorrere tre strade diverse, come diversi sono gli obiettivi che ognuno di loro vuole raggiungere: Dave ritrovare sua figlia, la bambina senza nome, Dan lasciarsi alle spalle morte e distruzione per costruire la sua personale città stato; ed infine Duke che cova nel suo animo solo la vendetta. 

Quarto protagonista di questo secondo volume di Kids with Guns e della sua incredibile storia è poi ovviamente la bambina senza nome che col suo dinosauro e la sua pistola (ed un’enorme taglia sulla testa), vaga alla ricerca del padre Dave e della sua amica aliena. Come spesso accade in ogni western di rispetto, Prima che ció avvenga troverà sulla sua strada amici inaspettati, vecchi nemici e tante pallottole.

Sullo sfondo continua ad aleggiare il segreto dell’origine dei tre teschi di Moloch, un mistero al quale sembra essere legato alla sopravvivenza o distruzione di tutti gli umani, dinosauri e Xyantu che popolano il pianeta.

Un volume intenso e ricco di trama che ci prepara ad affrontare il gran finale di questa incredibile storia

La scelta di Capitan Artiglio di dividere la trama di questo secondo volume di Kids with Guns i quattro sottotema, ognuno dedicato ad uno dei protagonisti, ha l’indiscusso pregio di permettere al lettore di vedere il mondo sotto altrettanti punti di vista, scoprendo aspetti diversi e complementari del passato, del presente e del possibile futuro del pianeta. Nonostante i continui riferimenti e incroci, le strade di Dave, Dan, Duke e della bambina senza nome rimarranno praticamente sempre separate in questo volume ma le loro azioni si inseriranno come precisi pezzi di un puzzle nella preparazione del gran finale del terzo volume che vedrà probabilmente di nuovo tutti insieme a Thunderat Town per decidere il destino loro e del mondo intero.

Il secondo volume di Kids with Guns svolge quindi più che egregiamente il suo ruolo di raccordo tra l’inizio della nostra avventura e il suo epilogo, approfondendo alcuni degli aspetti della storia introdotti nel primo volume e preparando la giusta tensione per il terzo ed ultimo volume. Questo pregio è forse anche l’unico vero ma comunque parziale limite di Tribe, che pur catturando da subito l’attenzione del lettore, lo lascia inevitabilmente con più domande che risposte e con senso di incompletezza (narrativamente parlando ovviamente) che durerà fino all’uscita dell’ultimo volume di questa saga techno western.

Sull’ambientazione di Kids with Guns e sull’abilità grafica di Capitan Artiglio non posso che ripetere quello che avevo già scritto in occasione del primo volume: questo è un fumetto che ti conquista prima di tutto visivamente, travolgendoti coi suoi colori, i suoi paesaggi e le sue creature fantastiche. 

La versione variant di Tribe ci permette di scoprire poi qualcosa in più della genesi di questo mondo e dei suoi abitanti svelandoci anche il “segreto” che ha permesso a Capitan Artiglio di riversare così tanta passione e creatività in queste tavole.

…da lì la scintilla: se avessi creato una storia senza alcun vincolo, inserendo tutto quello che mi divertiva disegnare (in primis i dinosauri, poi le grosse metro- poli post-apocalittiche, l’estetica Vaporwave e l’abbigliamento streetwear) avrei creato una sorta di luna park personale in cui trascorrere il mio tempo senza annoiarmi. In questo modo, prima ancora dei personaggi, ho iniziato a definire il mondo di Kids with guns.

Non resta ora che affrettarsi a correre in libreria a comprare Kids with Guns: Tribe per leggere cosa sarà dei fratelli Doolin e del pianeta abitato dai dinosauri e dai cowboy, in attesa del terzo ed ultimo capitolo di questo psichedelico e coinvolgente viaggio di avventura e fantasia.

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