Hi Score Girl, l’anime che parla al cuore dei gamer – Recensione

Hi Score Girl

Il Giappone degli anni 90, quando le sale giochi erano il tempio di una nuova generazione di gamer pronti a sfidarsi a colpi di 10 yen dietro a pulsanti e stick di un picchiaduro tra combo e mosse speciali. Un bambino delle elementari negato per lo studio e lo sport ma eccezionale dietro ai tasti di un videogioco ed intenzionato a diventare il miglior videogamer di tutti; una bambina di ricca famiglia, tanto taciturna e misteriosa quanto letale a Street Fighter ed infine una buona dose di romanticismo. Sono questi gli ingredienti di base di Hi Score Girl, la serie disponibile da inizio anno con la sua prima stagione su Netflix e per la quale sono in arrivo a marzo 3 episodi extra.

Ispirata all’omonimo manga di Rensuke Oshikiri serializzato dalla Square Enix sulla rivista nipponica Monthly Big Gangan questa è una serie che vuole parlare direttamente al cuore del gamer che c’è in ognuno di noi.

Partendo dalle elementari (siamo nel 1991) fino ai primi anni del liceo, le 12 puntate della prima stagione di Hi Score Girl ci raccontano le disavventure di Haruo Yaguchi nel perenne tentativo di aggirare i suoi tanti doveri di studente per seguire la sua vera passione: i videogiochi. A rendere le cose ancora più complicate ci penserà Akira Oono, una sua compagna di classe, studente modello e figlia di una ricca famiglia che Haruo scoprirà (a sue spese) essere anche una fortissima gamer sulla quale lui non ha alcuna possibilità di vittoria.

Dalla competizione nelle sale giochi nascerà però una forte amicizia che negli anni si trasformerà in un legame sempre più forte che porterà i due protagonisti a vivere una storia ricca di sentimenti ma anche di incomprensioni e tante cose non dette e dove l’unica certezza sarà il loro amore per le sale giochi

Un omaggio ai videogiochi e agli anni che li videro conquistare il mondo

Se ancora ci fossero dubbi, protagonisti indiscussi di questa originale serie anime sono infatti i videogiochi, o meglio lo stupore, la meraviglia e la passione per le origini di questa nuova dimensione del gioco e dell’intrattenimento che partendo proprio dalle sale giochi del Sol Levante sarebbe da lì a pochi anni riuscita a far breccia nella gran parte delle case del mondo occidentale.

Hi Score Girl ci offre infatti la possibilità di rivivere attraverso gli occhi incantati di un ragazzo gli anni magici che hanno visto la nascita di vere e proprie leggende come Final Fight, Street Fighter, Ghost ‘n Goblins e Virtual Fighter (giusto per citarne qualcuno). La ricostruzione che viene fatta di questa rivoluzione è minuziosa, raccontando con precisione il susseguirsi delle varie uscite delle principali case di videogiochi, dai grandi cabinati fino alle prime console casalinghe Playstation e Saturn. Ma Hi Score Girl non vuole essere (solo) la dettagliata cronologia dei videogiochi che hanno fatto la storia. Ci mostra, o almeno ci prova, anche uno spaccato di che cosa volesse dire essere un gamer in quegli anni, un po’ ribelli, un po’ esploratori e un bel po’ giocatori spensierati.

Un’ambientazione originale e divertente, ma rimangano alcune chiare opportunità sul piano narrativo

Se da un lato Hi Score Girl riesce a farci assaporare l’atmosfera delle sale giochi degli anni 90, dall’altro invece fatica a raccontare in modo del tutto convincente l’intreccio di affetti e sentimenti che lega Haruo con Akira.

La narrativa giapponese ci ha spesso abituato ad una certa difficoltà da parte dei suoi protagonisti nell’esprimere i propri sentimenti, tenuti sotto scacco da una timidezza che noi forse definiremmo patologica ma che, se ben raccontata, riesce a dare vita a situazioni tanto divertenti quanto sinceramente romantiche se non (in alcuni rari casi) poetiche.

Hi Score Girl non sfugge a questo cliché, finendo però per rimanerne in parte intrappolato non riuscendo a sviluppare fino in fondo la dimensione più emotiva della storia. Se infatti all’inizio l’amicizia tra Haruo, completamente rapito dal mondo dei videogiochi e Akira, perennemente silenziosa e in grado di comunicare col suo amico solo tramite i videogiochi, crea un equilibrio interessante e divertente, i personaggi finiscono per restare ingessati in questa dinamica troppo a lungo. La narrazione, specie nei primi episodi, ne risulta fin troppo appesantita e rallentata ad eccezione di poche, ma devo dire comunque ben costruite, scene.

A ravvivare in parte il ritmo di Hi Score Girl ci pensa l’arrivo di Koharu Hidaka, una nuova compagna di classe di Haruo ormai cresciuto e giunto al liceo e con Akira ormai da diversi anni lontana dal Giappone. Il padre di Hidaka ha appena comprato un nuovo cabinato per il loro piccolo negozio di famiglia. Questo innescherà una serie di eventi che porteranno Haruo ad avvicinarsi sempre di più alla sua nuova compagna di classe e la giovane Hidaka a scoprire e ad innamorarsi del mondo dei videogiochi…e non solo di quello.

Inutile dirvi che il carattere più spigliato e intraprendente di Hidaka e il ritorno di Akira renderanno ancora più interessante il finale di questa prima stagione di Hi Score Girl facendo anche ben sperare per un level up della qualità narrativa per un’eventuale seconda stagione.

Scelta abbastanza curiosa anche per quanto riguarda la veste grafica. Benchè inizialmente fossi abbastanza perplesso, la scelta di produrre interamente High Score Girl in CGI risulta alla prova dei fatti ben sposarsi con la storia raccontata. Leggermente penalizzate forse solo le scene più dinamiche dove i movimenti dei protagonisti sono un po’ meno fluidi.

Nonostante qualche limite narrativo Hi Score Girl rimane dunque una serie originale per diversi aspetti ma che si fa notare principalmente per il suo omaggio appassionato alla nascita del mondo dei videogiochi, con un senso di stupore e nostalgia che sicuramente conquisterà chi quella stagione l’ha sognata o vissuta.

Nell’attesa dei 3 extra episodi e (speriamo) di una seconda stagione, vi lascio con una piccola curiosità: il manga che ha ispirato questa serie è stato anche al centro di una controversia legale, che ne aveva temporaneamente sospeso la pubblicazione, tra la SNK Playmore e la Square Enix per aver usato senza permesso il nome di alcuni videogiochi. Speriamo questo non ci impedisca di rivedere presto Haruo e Akira di nuovo insieme sul piccolo schermo.

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