A Song of Ice and Fire: nuove battaglie infiammano Westeros – Recensione

A Song of Ice and Fire Gioco da Tavolo
A Song of Ice and Fire Tabletop Miniatures Game
Data di uscita
2019
Autori
Eric M. Lang, Michael Shinall
Editore
Asmodee Italia / CMON
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Il 2019 è arrivato da qualche giorno e fra le serie tv che personalmente aspetto con più ansia ci sono le nuove stagioni di Black Mirror e del Trono di Spade. Considerato visto che il gioco di Nosedive non è ancora disponibile in Italia (io ci spero ancora), quale modo migliore per ingannare l’attesa se non intavolare una bella serie di battaglie fra Lannister e Stark grazie ad A Song of Ice and Fire?

Ma le battaglie per il trono avranno soddisfatto la nostra sete di potere? Al termine di questa recensione l’ardua sentenza.

A song of Ice and Fire: fra assalti e battaglie campali quale sarà la famiglia che la spunterà?

A song of Ice and Fire è il gioco di miniature edito da CMON e distribuito in Italia da Asmodee, basato sui libri di George R. R. Martin, che porterà sui nostri tavoli le battaglie per la conquista del Trono di Spade. Il titolo è reperibile nei negozi e su Amazon al prezzo di circa 135 Euro.

La scatola base (che è l’oggetto della nostra recensione) ci vedrà schierare gli eserciti degli Stark e dei Lannister. Sarà giocabile da 2 o più giocatori dai 14 anni in su, che potranno comandare 1 o più eserciti ciascuno, e si propone di avere una durata di 45-60 minuti; anche se fra le varie modalità disponibili probabilmente solo con “Il Gioco del Trono” si riuscirà a rimanere in questi tempi. Le altre modalità appaiono decisamente più lunghe.

Se le battaglie fra il Leone e il Metalupo non vi bastano, presto potrete ampliarle con le espansioni della Wave 1 che saranno rese disponibili già da questo mese.

Apriamo la scatola ed iniziamo una battaglia epica

Nella meravigliosa scatola di A song of Ice and Fire troviamo:

  • 27 carte unità
  • 1 carta mura del castello
  • 84 carte di gioco (che combineremo a seconda delle unità e della modalità di gioco scelta)
  • 10 carte obiettivo e 2 riepilogative
  • 1 plancia tattiche conta round  e relativo segnalino
  • 2 righelli di misurazione
  • 11 dadi (10 d6 ed 1 d3)
  • 136 segnalini (per indicare obiettivi, punti vittoria, ordini, attivazioni, ferite, unità indebolite, spaventate, vulnerabili)
  • 1 segnalino primo giocatore
  • 13 terreni ed ostacoli
  • 9 piedistalli
  • 3 mura del castello
  • 103 miniature (stupende)
  • il regolamento

Già a prima vista noterete materiali di qualità superiore. CMON ha fatto centro (come sempre) con queste splendide miniature che si prestano benissimo ad essere pitturate. Anche il resto del materiale, sia le carte che i componenti in cartone sono di buona qualità.

Il setup, come nella maggior parte dei wargame, non è complicato, ma la composizione degli eserciti come sempre vi porterà via un po’ di tempo. Ci limitiamo a dirvi che bisogna costruire le unità seguendo le indicazioni e i punti delle relative carte, con ogni giocatore che dovrà schierare almeno 30 punti sul campo di battaglia (che nel set base si traducono in circa 4 unità e 1 personaggio).

Le varie unità andranno poi piazzate sul campo seguendo quanto previsto dalla modalità di gioco scelta.

Ed ora diamo il via agli scontri, quale esercito vincerà quello del Leone o del Metalupo?

Scelto quale esercito comanderà ciascuno dei giocatori, si seleziona una delle 5 modalità di  gioco e, terminato il setup, si sceglie casualmente il primo giocatore che si alternerà di round in round da un esercito all’altro.

Passiamo a dare un breve cenno alle 5 battaglie che possiamo intavolare:

  • Il Gioco del Trono: Si tratta di una battaglia campale in cui gli eserciti combattono per reclamare 5 obiettivi sul campo, a suon di scontri gli obiettivi possono passare da una fazione all’altra. Al termine di ogni round si guadagna 1 Punto Vittoria per ciascun obiettivo in nostro possesso ed 1 PV immediato quando viene distrutta un unità.
  • Lo Scontro dei Re: I giocatori si schierano agli angoli del tavolo e iniziano con due sole unità ciascuno, mentre il resto dell’esercito verrà schierato in seguito. Si combatterà per reclamare 3 obiettivi sul campo, quello centrale varrà 2 PV, i laterali 1 PV ciascuno, la distruzione di un esercito con un capitano 2 PV.
  • Tempesta di Spade: Un esercito dovrà respingere l’assalto al castello dell’avversario. L’esercito attaccante si schiera molto più avanti sul tavolo rispetto al difensore, che schiera 2 unità in meno nei primi 2 round. L’attaccante guadagna 5 Punti Vittoria per ciascuna delle mura distrutte e 1 Punto Vittoria per ciascuna unità, il difensore per vincere non deve fare PV ma semplicemente resistere per 6 round.
  • Il Banchetto dei Corvi: Una battaglia campale alternativa dove le unità distrutte vengono sostituite da pile di cadaveri (una delle tipologie di terreni) e dove i tiri di morale (e quindi la fortuna ai dadi) aumentano il loro influsso sull’andamento della partita. Ogni tiro di morale fallito assegna 1 o più segnalini PV all’unità che lo ha lanciato. Quando l’unità viene distrutta l’avversario guadagna i punti vittoria assegnati ad essa
  • I Venti dell’Inverno: Gli eserciti si presenteranno sui campi di battaglia non solo per massacrarsi fra loro ma soprattutto per accumulare PV completando le 2 missioni segrete a loro assegnate e le missioni “aperte” a entrambi gli eserciti.

Il gioco si sviluppa su un massimo di 6 round ed i Punti Vittoria necessari per vincere dipendono dalla dimensione degli eserciti in gioco. Per esempio, in una partita Piccola, con 30 punti esercito, serviranno 8 Punti Vittoria. Ogni 10 punti esercito aggiuntivi i punti vittoria necessari per vincere saranno incrementati di 2 in 2.

Ecco come si gioca A song of Ice and Fire!

Ad inizio partita ogni giocatore riceverà 3 carte tattica e, se previsto dalla modalità di gioco scelta, anche le carte dai mazzi missione segreta o assedio. Per sapere quando utilizzare le carte basta leggere le condizioni di utilizzo riportate in alto.

Anche a ciascun obiettivo, quando presente, sarà assegnata una carta obiettivo che conferirà dei bonus all’esercito o alla truppa che la reclamerà.

In ogni turno si potrà attivare una sola unità che, fatte salve abilità speciali, potrà effettuare una sola delle seguenti azioni, seguendo le indicazioni relative alla velocità movimento, attacco e difesa presenti sulle carte unità ad essa relative:

  • Manovra: L’unità può ruotare, avanzare ed eseguire una rotazione al termine del movimento
  • Marcia: L’unità avanza al doppio della propria velocità di manovra ma può ruotare solo una volta, a fine azione
  • Carica: Ci si comporta come in manovra ma in più si tira un d6 per aumentare lo spazio di movimento, se si va a contatto con l’esercito si avrà un attacco in mischia automatico, se no si dovrà effettuare un prova di panico. Inoltre se si tira un 1 la carica sarà disordinata (e ci sarà un piccolo malus)
  • Attacco: Gli attacchi possono essere di due tipi: a distanza o in mischia, in entrambi i casi il successo dipende dai tiri dei dadi. In caso attacco in mischia proveniente da una carica si potranno ritirare i dadi sfavorevoli, ma non se la carica è disordinata
  • Ritirata: Se l’unità è a contatto con gli avversari potrà arretrare, senza ruotare all’attivazione, di un valore alla propria velocità più il risultato di un D6. Questo è l’unico modo per arretrare sul campo.

Chi difende tirerà invece un numero di dadi pari al numero dei successi ottenuti dall’attaccante, ogni insuccesso difensivo ferirà un elemento dell’esercito, che dovrà essere tolto dalla base in plastica.

Se almeno un guerriero viene ferito il difensore effettua una prova di panico, ossia lancia 2 d6 e deve ottenere almeno il risultato indicato dalla carta unità attaccata.

Movimenti e attacchi possono essere influenzati però dai terreni e dalle abilità, sia nostre sia degli avversari, che possono assegnare bonus e malus alle unità coinvolte.

Infine, se è presente, l’unità non combattente può svolgere le azioni speciali indicate sulla plancia delle tattiche, che funge peraltro anche da conta turno.

Confesso di non avervi potuto spiegare tutte le regole: sono tante e spesso specifiche per scenario, ma vi ho spiegato tutto quello che serve per farvi un idea del gioco, quindi, ora passo a darvi le mie impressioni su questo wargame.

 

Conclusioni

Quando ci si trova davanti a un gioco così, tirare le fila senza dilungarsi troppo non è facile, un po’ per la vastità delle regole e un po’ perché ci sarebbe tanto da dire, ma ci proveremo lo stesso.

Innanzitutto, come già accennato, i materiali sono molto belli: cartone resistente, carte resistenti e di qualità e miniature veramente spettacolari anche dal punto di vista artistico. Unici componenti che alla vista possono lasciare vagamente perplessi sono i dadi, dei “tristi” dadi standard e per nulla personalizzati. Una piccola spada al posto del misero pallino corrispondente all’uno avrebbe dato un tocco ancora più chic al gioco che, in tutto il resto della produzione, ha una grande attenzione al dettaglio. Per fortuna non è un problema che inficia sulla giocabilità, così come non lo è il fatto che la licenza sia quella dei libri de Il Trono di Spade e non dello show di HBO.

E a proposito di dadi e di fortuna, i dadi si tirano spesso, a volte in quantità industriali. Quindi è evidente che la dea bendata incide chiaramente sulle dinamiche di gioco, ma la scelta di far tirare al difensore un numero di dadi pari solo al numero di successi tirati dall’attaccante riduce in maniera sufficientemente apprezzabile il “fattore C”.

Anche la pesca delle carte è ridotta e quindi, seppur utile per implementare la strategia di gioco, non è fondamentale per la vittoria finale. Insomma A song of Ice and Fire si rivela un gioco strategico con un ottimo equilibrio fra tattica ed aleatorietà, cosa non affatto scontata in un wargame.

Come già detto più volte, questo titolo presenta 5 modalità di gioco diverse fra loro, ognuna con proprie particolarità e regole speciali. Questo, se da un lato sembra complicare la lettura del regolamento, dall’altro garantisce una rigiocabilità altissima, come d’altronde ci si aspetterebbe da un prodotto simile.

La varietà delle possibilità inoltre fa sì che alcune partite, come per esempio “la Battaglia del Trono”, possano facilmente essere giocate anche da giocatori poco esperti. Altre invece hanno caratteristiche un po’ più strategiche e, quindi, si adattano meglio ai giocatori segnati già da qualche battaglia.

I due eserciti presenti nella scatola base hanno caratteristiche molto diverse fra loro, più aggressivi e rudi gli Stark, più scaltri e atti alla strategia i Lannister. Insomma che siate guerriglieri arguti o violenti, troverete sicuramente il modo di costruire l’esercito su misura per voi.

Chiaramente le nostre strategie cambieranno notevolmente a seconda della Casata che controlleremo, e sarà anche importantissimo saper creare, nella fase di set-up, l’esercito migliore a seconda delle necessità.

Molto interessanti sono anche i sistemi di bonus / malus introdotti che, indovinate un po’, dipendono dalle regole speciali di ciascuna partita; anche se avremo sempre la certezza di quelli che potranno regalarci i personaggi non combattenti che si apposteranno sulla Plancia delle Tattiche, rappresentando un elemento strategico molto interessante per entrambe le fazioni.

Ultima nota non di poco conto riguarda il prezzo. Sicuramente a prima vista può spaventare, in fondo leggere un numero a tre cifre vicino al simbolo dell’euro potrebbe creare qualche scompenso al nostro portafoglio, ma vi assicuriamo che il gioco vale la candela. A Song of Ice and Fire ha veramente un rapporto qualità / prezzo altissimo. Basta rileggere la lista dei componenti che abbiamo elencato sopra, vi ricordo solo che ci sono oltre 100 miniature (di magnifica qualità) all’interno!

In sintesi A song of Ice and Fire si rivela un titolo molto interessante, per gli amanti dei giochi di miniature il divertimento sarà assicurato. Tutto, dall’ambientazione alle meccaniche, è ben pensato. Il titolo gira benissimo con qualsiasi modalità di gioco, con un rapporto tattica / fortuna che è stato bilanciato in maniera efficacie per fare in modo che nessuno possa accampare scuse per la propria sconfitta.

D’altronde “al Gioco del Trono o si vince o si muore”.

Restate con noi perché nei prossimi giorni torneremo a parlarvi di A Song of Ice and Fire sia sul nostro canale di Youtube sia attraverso le nostre dirette Instagram, perchè abbiamo davvero scalfito solamente la superficie di questo epico gioco.

A song of Ice and Fire: quando il gioco si fa duro a Westeros si comincia a giocare
A Song of Ice and Fire è un wargame meraviglioso. Le miniature, di altissima qualità, soddisfano con le loro cesellature chi ama dipingere; le meccaniche, che coniugano benissimo strategia ed aleatorietà, accontentano anche i palati più sopraffini; la varietà degli scenari permette anche ai neofiti di avvicinarsi a questo genere di giochi da tavolo senza incassare troppo violentemente il colpo. Insomma, una volta superata la soglia psicologica legata al prezzo, non vi riuscirete a pentirvi del vostro nuovo acquisto.
Pro
Miniature e componenti di altissima qualità
Interessanti sistemi di bonus/malus
Tante modalità di gioco
Contro
I dadi non sono "tematizzati"
Il prezzo potrebbe spaventare
8.7
Voto Finale
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