Slots: può un farabutto diventare un eroe? La recensione

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SaldaPress porta in Italia una nuova storia targata Skybound, e sceglie il palcoscenico di Lucca Comics&Games 2018 per presentarla insieme al suo autore al grande pubblico italiano.

Ecco la recensione di Slots, una storia d’America sospesa tra la puzza di ring e le luci del palcoscenico opera del fumettista Dan Panosian

Sto parlando di Slots, opera del fumettista americano Dan Panosian il quale, dopo diversi lavori per la Marvel e DC Comics, affronta la sua prima storia interamente scritta e disegnato in prima persona.

Slots è la storia dell’ex pugile Stanley Dance; una storia che parla di sconfitte e decadenza ma anche di speranza e riscatto

È una storia, insomma, che, ci catapulta nel crudo realismo di Las Vegas.

Per descrivere la vita dell’ex pugile Stanley Dance si potrebbero usare sei parole: lo ha fatto a modo suo.

Purtroppo per lui, però, Stanley non ha mai preso in considerazione l’idea di poter diventare vecchio e ora che è sulle gambe, in cerca di redenzione, è costretto a scendere a compromessi, a zoppicare, a fare i conti col tempo che è passato.

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Slots è una storia intrisa di realtà che ci trascina con passione in quell’America sospesa tra la puzza di ring e le luci del palcoscenico. Un america cinica ma che non ha rinunciato a sognare.

Slots è un fumetto che ha sicuramente il pregio di esaltare la capacita di Panosian di prendere una storia di fantasia e di vestirla di un realismo talmente coinvolgente da catturare da subito il lettore. 

È un realismo che si alimenta di quei riflessi dell’america degli anni ‘50 che circondano il personaggio di Stanley e che Panosian fa magistralmente rivivere raccontandoci non la Las Vegas dei grandi casinò dalle mille luci, ma quella della vecchia Downtown, col suo fascino decadente e nostalgico.

Ne esce fuori un’ambientazione convincente, che richiama le atmosfere di una certa narrativa e filmografia che hanno saputo raccontare il grande sogno americano e il suo grande inganno, senza però diventare scontata o manierista. 

Questo realismo ci porterà tanto ad amare quanto ad odiare il protagonista di Slots.

Stanley è descritto sin dalle prime pagine senza filtri, esattamente per quello che è: un gran bastardo. Uno che ti frega col sorriso sulla faccia e che ha sempre pensato solo a se stesso, sacrificando tutto e tutti, ma che ora dice di voler riscattare il suo passato aiutando la sua vecchia amica e fiamma Betsy a salvare il suo locale, il Piggy Bank.

E troverà un modo tutto suo per dimostrarci se questa volta è veramente sincero e se si tratta dell’ultimo dei suoi tanti inganni.

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Allo stesso modo tutti i personaggi di Slots sono presentati per quello che sono, con pregi e difetti, senza nascondere nulla e senza sbilanciarsi troppo in giudizi morali tra buoni e cattivi, ma lasciando il lettore assaporare questa Las Vegas piena di contraddizioni.

Per Panosian Slots è molto più di una semplice storia. È la realizzazione di un sogno, il suo modo di raccontarci con passione un pezzo della sua vita.

La forza schietta e sincera di Slots trae infatti linfa dalla vita stessa del suo autore.

Il padre di Panosian era infatti un ex pugile professionista, oltre che un disegnatore, infondendo in lui la passione tanto per i fumetti che per i guantoni.

Per ammissione dello stesso Panosian, il loro rapporto aveva conosciuto molte difficoltà, forse non troppo differenti dalle difficoltà che rivediamo in Slots tra Stanley e suo figlio Lucy, cresciuto all’ombra dell’ingombrante nome del padre, un farabutto ma anche una leggenda vivente per una certa Las Vegas.

Uno rapporto quello tra Stanley e Lucy, come anche quello di Betsy con sua figlia Mercy, che vuole anche essere lo scontro tra due generazioni che hanno diverse aspirazioni e sogni, una diversa visione del passato e del futuro, che hanno persino diversi modi di battersi, ma che alla fine sapranno trovare una loro sintesi.

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Panosian riversa la sua passione tanto nei testi di Slots quanto nei disegni, ricchi di colori e dettagli che li rendono efficaci sia nel descrivere quel mondo fatto di soldi e di luci, sia le scene di combattimento e le azioni più concitate nelle quali si infila continuamente Stanley alla ricerca del suo riscatto.

Tutto questo rende Slots un’opera ben costruita, convincente sotto molti aspetti, che sa ben raccontare una storia e il mondo dal quale essa nasce, mostrando forse le sue uniche ombre nella costruzione del finale, che rispetto al resto del racconto, risulta forse l’elemento meno curato narrativamente, ma che comunque non preclude assolutamente la godibilità di questo fumetto.

Se siete in giro per Lucca in questi giorni tenete dunque gli occhi aperti per questo nuovo racconto targato SaldaPress e per il suo autore, disegnatore e un po’ pugile.

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