Cabal: intervista agli autori del GdR finalista per il Gioco di Ruolo dell’Anno

All’annuncio dei finalisti per il premio di Gioco di Ruolo dell’Anno 2018 sono seguiti molti commenti, alcune critiche, ma soprattutto tante impressioni positive sui giochi più di “nicchia” che sono arrivati a contendersi l’ambito premio.

Tra di essi spicca Cabal, GdR di stampo investigativo che avevamo scoperto a Modena nel 2017 e provato al Play di quest’anno, divertendoci davvero molto. Confermando le impressioni positive su questo gioco, non sono rimasta stupita che Cabal sia tra i finalisti per il Gioco di Ruolo dell’Anno 2018!

Per farvi scoprire di più sul mondo di questo gioco di ruolo, vi proponiamo un’esclusiva intervista fatta ai creatori di Cabal, Francesco Angelini e Matteo Pettinari.

Vediamo come hanno reagito alla scoperta di concorrere insieme a D&D 5a Edizione al premio italiano per eccellenza dedicato ai giochi di ruolo!

Cabal è un GdR di stampo investigativo creato dal team di Crimson Lodge e distribuito da GG Studio.

Si tratta di un gioco di ruolo che si addentra nel mondo di Theomachia Ultima, un’ambientazione oscura e ricca di mistero in cui il genere umano è condannato a un inesorabile e lugubre destino. Nel mondo agiscono in segreto diverse schiere di Cultisti, Illuminati e appartenenti alle più famose sette (più o meno) segrete di cui avete letto nei libri. I personaggi che appartengono a questi gruppi scelti vivono costantemente a contatto con un mondo al di là di quello reale, in una guerra segreta ed esoterica in cui agiscano forze occulte di cui non si sospetta l’esistenza.

Iniziamo subito parlando degli albori del vostro gioco di ruolo. Cabal è un GdR ben costruito e interessante, ma come è nato questo progetto? Come vi siete incontrati? Raccontateci un aneddoto legato alla nascita del gioco!

Wow, tocca fare un bel salto indietro nel tempo!

Cabal è figlio di un progetto molto più grande, che è l’universo di Theomachia Ultima. In realtà le idee e le interpretazioni che stanno alla base dell’ambientazione sono ancora più vecchie e fanno parte di un percorso di ricerca personale, a tratti spirituale, che alla fine del 2011 ci ha portati a sederci a un tavolo e decidere di far partire questa folle impresa.

All’epoca eravamo quattro amici, appassionati di GdR, che volevano dare forma a un progetto proprio. Non sapevamo se saremmo riusciti o meno a portare in fondo la cosa, ma ci piaceva l’idea di farlo. Per essere costanti e prendere sul serio l’impegno, abbiamo scelto di “formalizzare” un vero e proprio accordo di collaborazione. Ognuno di noi aveva competenze specifiche e un ruolo ben definito all’interno del team; questo ci dava un grande senso di responsabilità e spirito di squadra. In meno di due anni siamo riusciti a definire ogni aspetto della nostra ambientazione e riversare tutto in un manoscritto monstre che abbiamo depositato in SIAE il 25 settembre 2013. Sembra passato un secolo, eppure ci emoziona ancora ripensare a quel giorno. Ci tremava la penna mentre mettevamo le firme per la registrazione…

Un aneddoto simpatico che raccontiamo volentieri è quello di quando abbiamo registrato il collettivo all’Agenzia delle Entrate. Per fini di “maggior tutela”, avevamo inserito in premessa tutti gli aspetti chiave del nostro soggetto. In pratica, il contratto aveva una struttura rigorosamente legale ma dopo qualche pagina iniziava a parlare di entità astrali, rituali esoterici, poteri occulti, stirpi sovrumane, per poi tornare a parlare di clausole, diritti, penali, ecc.

Nessuno ci toglierà mai dalla testa la faccia del funzionario del protocollo quando ha letto di Elohim, Adamiti e Spiriti Guida durante la verifica dell’atto! E’ stato un passaggio a dir poco comico, ma decisamente proficuo: aver seguito il percorso legale ci ha permesso di mostrare all’esterno la nostra serietà e questo ci ha permesso di espandere il gruppo di lavoro anche oltre la cerchia degli amici.

Passando a domande in stile talk show: se doveste descrivere Cabal con tre aggettivi, quali sarebbero?

Bella domanda! “Investigativo”, “Horror” ed “Esoterico” sono ormai diventate il mantra di ogni nostra presentazione. Per non ripeterci nuovamente potremmo proporre “Semplice”, “Complesso” e “Modulare”. Sembrano aggettivi in forte contraddizione tra loro, ma se parliamo del gioco nel suo complesso, ognuno di essi assume un significato coerente ed appropriato.

“Semplice” poiché con un’unica e facile regola è possibile gestire qualsiasi dinamica del gioco, dall’esperienza iniziale dei Dormienti, sino a quella più avanzata degli Eruditi. Questo meccanismo consente anche a chi non ha mai letto il Manuale di creare un personaggio in 5 minuti e mettersi a giocare con la stessa dimestichezza di chi è già rodato.

“Complesso” in quanto, sotto una parvenza di normalità, la realtà del nostro mondo nasconde in Cabal un’articolata struttura interdimensionale, dilaniata da una spietata Guerra Invisibile. In questo contesto si sviluppa un inquietante intrigo di poteri occulti ed entità ancestrali che si contendono il destino del loop temporale in cui l’umanità è confinata.

“Modulare”, infine, perché abbiamo proposto un’ambientazione oggettivamente enorme, ma che non per forza deve essere assimilata nel suo complesso per poter essere compresa. In un certo senso, il Narratore ha sotto mano tutta la struttura, l’evoluzione e la popolazione dell’universo, ma la quantità di dati offerta porta ad esplorare il setting in maniera misurata e progressiva. In questo senso, anche chi conduce il gioco ha la possibilità di crescere assieme ai Giocatori in un analogo percorso di scoperta e comprensione.

Chi invece preferisce un approccio più disteso e meno impegnativo, ha oltre sessanta punti di vista attorno cui sviluppare le proprie storie. Può scegliere quello che più lo ispira senza alcun obbligo di studiare oltre. Chi veramente decide fino a che punto esplorare il mistero, approfondire le tematiche, appoggiarsi alla lore è solo e soltanto il gruppo: non c’è un modo esatto per “utilizzare” Cabal, l’esperienza è estremamente soggettiva!

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So che, per Cabal, avete preso ispirazione da due ambientazioni cult del gioco di ruolo: Vampiri e Cthulhu. In che modo questi titoli hanno influenzato il vostro lavoro per Cabal?

Beh, al pari di ogni altra opera umana, anche Cabal ha un debito con i grandi nomi del settore che lo hanno preceduto. Qualcuno ha detto che dopo Gilgamesh non è stato inventato più nulla e in un certo senso non è sbagliato.

Cthulhu e Vampiri , insieme a tutto il Mondo di Tenebra, sono sicuramente importanti punti di riferimento per il nostro lavoro. Siamo cresciuti con questi titoli e ne abbiamo assaporato fino in fondo l’essenza, che si estende ben oltre il mondo GDR; è naturale che ci abbiano in qualche modo “plasmati”.

Più che sull’ambientazione, però, il tipo di influenza che percepiamo è legata al modo di delineare l’esperienza di gioco e organizzare il taglio narrativo. Con essi condividiamo il tema dell’uomo che si confronta con il mistero e l’occulto, così come il senso di paura e d’impotenza che si può provare affrontando creature superiori.

L’ambientazione, invece, è un tipo di lavoro diverso. La sua originalità sta nella chiave di lettura, non nell’invenzione. Abbiamo attinto da centinaia di libri di epica, filosofia, religione ed esoterismo, interpretando tutti i loro contenuti in senso letterale e organizzandoli in maniera ordinata e tassonomica. Il risultato è una visione alternativa alle concezioni evoluzioniste e creazioniste, in cui ogni mito antico trova una sua verosimile collocazione nella realtà moderna.

Chiaramente vi sono molti altri gdr che affrontano gli stessi temi narrativi (Kult, Delta Green, Gnosys, per dirne alcuni), ma non per questo si devono avvertire sovrapposizioni. E’ un po’ come film che partono dalla stessa domanda ma che giungono a darsi risposte differenti.

Parlando di sistema di gioco, come mai avete scelto il sistema a d6? In che modo questo si lega all’ambientazione di Cabal?

Il d6 ha un chiaro riferimento al numero 6, che in numerologia ha molteplici significati. Per alcuni autori è il numero “imperfetto” per eccellenza, perché di poco inferiore al 7, ritenuto Divino. Da qui il suo collegamento all’umanità. Per altri ha invece un numero matematicamente “perfetto”, in quanto corrispondente alla somma dei suoi divisori (1, 2 e 3).

Per noi però ha un significato in più. La sesta lettera dell’alfabeto ebraico è VAV. La sua funzione è Congiunzione.

Vav rappresenta la facoltà di costruire qualsiasi situazione ma anche di sentire che qualsiasi circostanza, quando negativa, può essere sciolta. Vav esprime la capacità di cogliere le connessioni tra le esistenze e le coscienze al di là della realtà materiale. Quale miglior strumento per unire il Giocatore al proprio alter ego?

Sembra un po’ da folli, ma tutto il regolamento di Cabal è costruito attorno a significati esoterici: 3 sono le caratteristiche del PG; 7 sono le Difficoltà delle Prove; 40 sono i Punti delle Soglie Fisiche, Psichiche e Astrali dei PG (il numero 40 rappresenta la prova iniziata, il trapasso che permette una seconda esistenza, quella spirituale), e così via. D’altra parte, se vogliamo fare un gioco che abbia una forte connotazione esoterica… facciamolo davvero!

Sicuramente avrete avuto modo di entrare in contatto con gli editori e gli altri giochi di ruolo del momento. Che cosa ne pensate del panorama attuale del gioco di ruolo in Italia?

Vero, sì, abbiamo conosciuto tanta gente del settore e altrettanta dobbiamo ancora conoscerla.

In generale pensiamo che il panorama italiano non sia affatto male! Ci sono molte idee in fermento, c’è molto spirito di collaborazione (alla fine è sempre un’attività creativa) e, in generale, c’è molto più rispetto di quello che ci aspettassimo vedendo questo mondo da semplici appassionati.

Poi, ovviamente, resta un settore che risponde alle leggi del mercato, con tutti i suoi pro e i suoi contro. Però siamo entusiasti nel vedere attorno a noi un enorme fervore creativo e grati di avere l’opportunità di imparare da chi ha scritto i giochi che ci hanno fatto sognare al tavolo.

Domanda di rito per la notizia degli ultimi giorni: Cabal è tra i finalisti per il premio di Gioco di Ruolo dell’Anno 2018! Ve l’aspettavate? Cosa ne pensate del gruppo di finalisti? Ma soprattutto: come avete festeggiato per questo importante traguardo?

Siamo rimasti tutti a bocca aperta! Chiaramente ci speravamo, ma non possiamo dire che qualcuno di noi se lo aspettasse davvero.

E non per finta modestia: pensiamo di aver realizzato un buon prodotto o, quanto meno, siamo convinti di averlo fatto con passione ed impegno, malgrado la nostra inesperienza. Il fatto è che queste cose non sempre bastano, specialmente in un’edizione complicata come quella in corso. Da una parte c’è un Drago molto molto ingombrante che si è arroccato sulla vetta del podio; dall’altra, si fa avanti a spodestarlo una torma di avversari di pregio, uno più innovativo dell’altro. Guardando la lista dei grandi esclusi, alcuni dei quali veri e propri colossi, la nostra sorpresa è notevole. Non minori la gioia e la soddisfazione.

Come abbiamo festeggiato? Ci piacerebbe raccontare di baccanali propiziatori e riti dionisiaci… in realtà siamo tutti al lavoro sulla prossima uscita, quindi abbiamo dovuto mettere da parte l’entusiasmo e frustare ancor più forte gli illustratori!

Mi servite l’ultima classica domanda su un piatto d’argento! Progetti per il futuro? Nuove uscite e progetti in cantiere?

Bella domanda! Allora, abbiamo un sacco di progetti in cantiere e non sappiamo come fare a portarli avanti tutti insieme! Toccherà cadenzarli un po’ alla volta e andare avanti per i prossimi venti anni!

Scherzi a parte, stiamo continuando a sviluppare Cabal espandendo il mondo descritto nel Manuale Base e probabilmente per questa Lucca ci sarà qualcosa di interessante (ammicco, ammicco). Nel frattempo la Crimson Lodge, il nostro collettivo di autori, si sta impegnando anche su altri fronti ma, fino a conferme definitive, rimangono progetti top secret…

Da giocatrice dico molto, ma molto bene!

Per tutti coloro che non conoscono Cabal, potete trovare tutte le informazioni su questo gioco di ruolo alla pagina Facebook dedicata e sul sito di GG Studio.

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