Next Gen, i robot su Netflix hanno un cuore

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In un week end in cui sono approdati su Netflix la deludente seconda stagione di Iron Fist e la sempre emozionate vita dei protagonisti di Atypical, un’altra new entry del colosso di Reed Hastings ha fatto il suo debutto, quasi in sordina, ma che meriterebbe tutta l’attenzione: Next Gen.

Next Gen, robot e adolescenti problematiche al centro del nuovo film d’animazione Netflix

Che un prodotto di animazione susciti interesse non è più una novità ( vedi Disincanto o Rick & Morty), ma Next Gen ha una storia alle sue spalle che lo rende il protagonista di una felice odissea. Produzione di due studios non di primissima fascia (i cinesi Alibaba e Bazou), lo scorso maggio ha suscitato l’interesse di grandi case di distribuzione al Festival di Cannes, che hanno subito intuito il potenziale, ma che non hanno realmente compreso il valore di questo film d’animazione.

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L’interesse era davvero altro, visto che i distributori conoscono il valore della Baozou Manhua, una realtà cinese dei fumetti online che ha deciso di spingere anche sull’animazione, all’interno dei confini nazionali, arrivando anche a produrre dei mini-contenuti via YouTube. La qualità di queste produzioni ha attirato l’attenzione, mettendo la Baozou Manhua nel radar degli addetti ai lavori.

Peccato che alla possibilità di mostrare al mondo di aver compreso le potenzialità di questo marchio, tutti si siano tirati indietro. Next Gen avrebbe assolutamente meritato un passaggio nelle sale cinematografiche. Ma nessuno ha voluto scommettere su questo film d’animazione, reputandolo troppo caro.

Netflix, invece, ha puntato forte su questa produzione (offrendo una trentina di milioni di dollari) e si è appropriata di un film capace in certi punti di rivaleggiare con un altro classico moderno dell’animazione, Il gigante d’acciaio.

Next Gen, trasposizione del manga 7723, diventa l’occasione di Netflix di riabilitare il proprio spirito, reduce da parecchie delusioni e che con questa chicca potrebbe mostrare come la sua necessità di rischiare puntando su titoli scartati da altri possa ancora pagare.

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E di questo spirito ha giovato Next Gen. Il manga originale era un rage comics, espressione del mondo delle nuvole parlanti fatta di rabbia e iper espressività, caratteristiche che trasposte nel media cinema avrebbero rischiato di ridurre Next Gen ad uno scherzo. Invece i due registi R.Adams e Ksander hanno trovato un giusto compromesso, riuscendo a preservare con sensibilità le emozioni dei personaggi nella loro purezza, amalgamandoli con una storia fantascientifica particolarmente potente.

Al centro della vicenda, l’amicizia tra la ribelle e tormentata Mai e il robot 7723, automa che si faccia con una toccante ingenuità al mondo. Il futuro in cui si muovono i protagonisti sembra un incubo di Asimov, in cui la dipendenza umana dagli esseri robotici ha ridotto i nostri eredi a drogati hi-tech, in cerca di una dose sotto forma di pettine robotica o cancello di casa parlante. Difficile non riscontrare in Next Gen una feroce critica al consumismo sfrenato moderno, ritratto con un’inquietante lucidità.

L’idolatria per il carismatico Justin Pin, uomo immagine della IQ Robotics, ricorda la venerazione per il compianto Steve Jobs. Intrigante l’evoluzione della sua figura, con una riuscita bipolarità nella sua dimensione di guru pubblico contrapposto al freddo calcolatore aziendalista dai loschi intenti.

A tenere banco è però il rapporto tra Mai e 7723. Due caratteri così opposti, in cui il lato umano è concentrato sul robot, che come un bimbo innocente scopre un mondo fatto di emozioni e regole, guidato solo dal suo istinto e dalle pulsioni spesso violente di Mai. La ragazzina è in cerca di una rivalsa contro un mondo crudele e distaccato, ma 7723 diventa la sua bussola emotiva, la aiuta a comprendere ed accettare. Stupenda la delicatezza nel trattare il concetto di ricordo e della sua importanza, dirompente il crollo emotivo della giovane e la rinnovata amicizia tra i due.

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Next Gen non è rivolto solo ai giovani spettatori. La sua profondità emotiva si presta ottimamente anche al pubblico adulto, capace di riconoscersi maggiormente in alcuni atteggiamenti e forse di metabolizzare con più precisione la morale di questo film.

Visivamente, Next Gen è spettacolare. La città futura sembra un monumento ai miti della fantascienza, con un’urbanistica in cui l’ideale fantascientifico trova piena forza, esaltata da scene di pura azione che toccano picchi di altissima intensità. La lunga battaglia finale è travolgente, spinta da una colonna sonora incredibilmente suggestiva, creando un connubio immagine-suono che investe in pieno lo spettatore e lo travolge.

Next Gen, pur non uscendo da scuderie più blasonate in termini di animazione, si dimostra un ottimo film, non eccelso stilisticamente, complici alcune sbavature, ma compensa abbondantemente le lacune con una tensione emotiva costante e mai banale, che incolla lo spettatore allo schermo.

Netflix ha mostrato di avere scommesso in modo coraggioso ma intelligente, inserendo nel proprio catalogo uno dei film d’animazione più interessanti degli ultimi anni. Se anche le future scelte di Big N avranno questo risultato, potremmo assistere ad una rinnovata qualità delle proposte del colosso dell’intrattenimento streaming.

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