The Fuse: Perielio, feste e crimini animano il Fuse

Al terzo volume, da The Fuse mi aspettavo grandi cose. La piacevole sorpresa del primo volume, Il turno russo, mi aveva fatto salire una certa curiosità sulla serie pubblicata da saldaPress, mentre la seconda uscita, Gridlock, ha avuto la forza di legarmi ulteriormente alla storia grazie ad una caratterizzazione più approfondita della dinamiche sociali della stazione.

Il terzo volume, Perielio, è diventato per me una sfida. Dalla serie di Antony Johnston mi aspettavo un ulteriore scatto di qualità, una nuova vitalità che mostrasse come le indagini di Klem e Marlene potessero spingersi ancora più all’interno dell’anima contraddittoria e affascinante del Fuse. Ed è fantastico quando i nostri desideri si avverano.

Con Perielio, torniamo a seguire le indagini dei protagonisti di The Fuse

Perielio, infatti, riesce a dare ancora più spessore a personaggi e ambientazione, legandoli profondamente gli uni all’altra. Klem, in particolare, è particolarmente vitale in questo terzo albo, soprattutto grazie al suo legame con il sottobosco criminale della stazione.

The Fuse non è solamente fantascienza, o quantomeno non fa della fantascienza il suo cuore. La visione del futuro diventa un mezzo ottimo per costruire una storia poliziesca in cui echeggiano atmosfere hard boiled, che caratterizzano al meglio la vita (non solo professionale) dei due poliziotti.

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Leggendo Perielio, The Fuse mi è sembrato ancora più realistico e appassionante dei precedenti volumi proprio per questa sua capacità di inserire al meglio i personaggi all’interno della società della base spaziale. Sembra che Johnston abbia voluto mostrarci come i suoi protagonisti non siano eroi puri, ma che sappiano invece scendere a compromessi se necessario, andando a stringere mani che in realtà dovrebbero ammanettare.

Questo punto di vista cinico e disincantato è una delle idee più affascinanti di The Fuse. Soprattutto, viene presentata con naturalezza, introducendo prima una visione più intima dei personaggio (Klem che si allena sembra Vasquez in Aliens!) per preparare il lettore ad una situazione in cui certi legami poco etici siano non solo affascinanti, ma anche necessari.

Quando in concomitanza con la festa del Perielio la polizia del Fuse deve prepararsi alla oramai solita ondata di delirio che si accompagna alla celebrazione (una sorta di capodanno spaziale), Klem e Marlene si ritrovano ad affrontare bene due minacce: un killer che sembra uccidere seguendo un insolito feticismo e un uomo disperato che prende in ostaggio l’ospedale della stazione.

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Johnston è abile nel costruire una narrazione che trasmetta il senso di ansia e frenesia della situazione, sfruttando passaggi leggeri, come il briefing dei poliziotti pre-celebrazione, ed altri più intensi, in cui la situazione sembra prossima al collasso. Aiutato da dialoghi ben scritti e permeati da una buona dose di sfacciataggine che li rendono reali, Johnston stuzzica la curiosità e le corde emotive del lettore, unendo una buona narrazione da thriller che valorizza i due casi presentati in Perielio.

Non meno incisivi sono i disegni di Justin Greenwood e i colori di Shari Chankhamma. Rendere appassionante dal punto di vista visivo la complessità della trama di Johnston non è un’operazione semplice, ed il duo grafico all’opera su The Fuse riconferma la propria abilità nel dare corpo alla variegata umanità della stazione.

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Il tratto spigoloso e dinamico di Greenwood è ben esaltato dai giochi di luce della colorazione, particolarmente vividi durante le celebrazioni del Perielio. The Fuse è una lettura appassionante grazie a questo ottimo equilibrio tra le diverse componenti, che creano un’ambientazione capace ad ogni nuovo colme di arricchirsi di nuovi aspetti.

Il finale di Perielio si inserisce al meglio all’interno della macrotrama della serie, proprio all’ultimo, riuscendo a dare al lettore quella sferzata finale che lascia la curiosità sul proseguire della storia di The Fuse.

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