Orfani Absolute 1: L’inizio, alle origini della saga!

Orfani L'Inizio

Pochi giorni fa siamo tornati nell’universo di Orfani, la serie di fantascienza di casa Bonelli, con A proposito del futuro, il primo speciale dedicato ad una delle due miniserie della collana, Terra. Dopo aver affrontato il finale di Orfani: Sam, mi era salito il senso di abbandono, lo confesso.

Personalmente, ho sempre considerato Orfani una delle serie più innovative degli ultimi anni. Che piaccia o no (al sottoscritto piace, per la cronaca), la creatura di Recchioni ha il merito di aver segnato un bel passo avanti per la casa editrice milanese, contribuendo assieme ad altra testate, come Morgan Lost, Dragonero o il recente Nathan Never Generazioni, a introdurre una nuova forza narrativa al canone bonelliano.

Grazie alla collana Orfani Absolute di BAO Publishing ripercorriamo la saga di Orfani, la saga fantascientifica di casa Bonelli

E poi, come previsto, è arrivato al suo finale. Ma questo è anche il momento migliore per una rilettura dell’intera saga, in modo da potersi godere al meglio la cavalcata di Orfani nella sua interezza. Per affrontare al meglio questa sfida, ho scelto di appoggiarmi ad un’edizione particolarmente adatta a questa missione: la collana Orfani Absolute di BAO Publishing.

Nata per raccogliere in un formato da collezione le avventure di Ringo e compagni, l’edizione di BAO non è solo un buon modo di ripassare l’epopea di Orfani, ma arricchisce l’esperienza grazie ad un comparto di extra particolarmente ben curata.

L’inizio è il primo volume di questa collezione, un titolo che ci riporta ai primi passi della saga. All’interno sono contenuti Piccoli spaventati guerrieri, Non per odio ma per amore e Primo sangue. Questa suddivisione della prima stagione è stata pensata in modo accorto, creando dei mini archi narrativi che valorizzano al meglio la lenta costruzione del mondo di Orfani.

In L’inizio abbiamo modo di scoprire le basi apparenti del mondo futuro presentato in Orfani.

Quando una minaccia aliena si scatena sulla Terra, causando milioni di morti, l’umanità è costretta a imbracciare le armi e reagire, portando lo scontro dove il nemico meno se lo aspetterebbe: a casa sua.

Per combattere gli alieni non basta un esercito normale, ma servono truppe speciali, soldati creati appositamente per questo scopo: gli Orfani. Uniti dall’aver perso tutto nell’attacco alieno, questi individui sono stati addestrati per esser un elite, una squadra composta da uomini e donne con specifiche competenze per poter dominare il campo di battaglia.

In L’inizio assistiamo a due momenti essenziali della serie: l’attacco alla Terra e l’arrivo delle truppe umane sul pianeta alieno. Sin da queste prime battute, la narrativa di Recchioni riesce a costruire un appeal nel lettore che basa la propria forza su una lenta costruzione dell’aspetto emotivo contrapposto ad una più marcata realizzazione visiva dello scontro.

L’alternanza tra il presente della scontro con gli alieni e il passato, focalizzato sulla formazione e addestramento dei giovani soldati, è giocata su un equilibrio ben studiato, capace di mostrare al lettore la nascita di amori e rivalità, mantenendo sempre una certa aura di mistero sulle reali intenzioni di due figure chiave come Nakamura e la Juric.

Seguendo questo primo arco narrativo di Orfani veniamo introdotti al meglio in un’ambientazione che mostra già la validità del proprio impianto narrativo. Recchioni, oltre alla narrazione nel suo complessivo, riesce a dare ai suoi personaggi maggior realismo grazie a dialoghi particolarmente realistici, in cui vengono inseriti richiami ad una cultura nerd e pop che crea un background comune con il lettore.

Il tratto distintivo di Orfani come serie è proprio questo nuovo impulso visivo, in cui ci si concede una maggior libertà espressiva. In L’inizio possiamo gustarci l’interpretazione di autori del calibro di Alessandro Bignamini, Emiliano Mammuccari e Gigi Cavenago, capaci di esaltare sia la dura vita durante l’addestramento dei giovani cadetti che l’atmosfera bellica. Particolarmente ben riuscite le tavole di Bignamini in cui Juno e Jonas affrontano uno scontro incredibilmente adrenalinico.

A rendere ancora più coinvolgente la lettura di Orfani: L’inizio è la colorazione, che all’uscita in edicola rappresentò una vera e propria rivoluzione in una serie Bonelli. Nell’edizione di BAO, la già convincente resa nel classico formato bonelliano viene ancora più valorizzata, come del resto i disegni che risultano ancora più godibili e dettagliati.

Rileggere la saga di Orfani con i volumi di BAO ha un valore aggiunto: un ricco comparto di extra. Tra bozzetti e illustrazioni, al lettore viene data la possibilità di conoscere meglio la lavorazione ed il processo creativo dietro la serie.

Ovviamente, con un finale di volume come quello de L’inizio, non possiamo che continuare nella nostra lettura, prossima tappa: Bugie.

Noi non facciamo arte, noi facciamo cadaveri.

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