Gli orchi dei: Piccolo, la nuova saga di BAO Publishing – Recensione

Orco è un termine che fin dall’infanzia ci accompagna. Inizialmente lo vediamo come l’incarnazione delle nostre paure, di tutto ciò che c’è di pericoloso e malvagio, complici fiabe e genitori che ricorrono all’orco come ultima difesa davanti a capricci insormontabili. Crescendo, l’orco spessa diventa reale, sotto le mentite spoglie di esseri umani talmente feroci da meritarsi questo inglorioso appellativo. Non deve, quindi, stupire che Hubert e Gatignol abbiano deciso di ambientare la propria saga in un mondo in cui gli orchi sono un elemento essenziale, arrivata, grazie a BAO Publishing, in libreria in questi giorni con il primo capitolo: Gli orchi dei: Piccolo.

Pensare di leggere una semplice fiaba, magari dalle tinte dark, sarebbe un errore. Piccolo si presenta come una storia decisamente più complessa, che paga tributo anche ad alcuni topoi classici della mitologia e con la voglia di spingere il lettore ad una serie di riflessioni.

Gli orchi dei: Piccolo è il primo capitolo di una promettente serie pubblicata da BAO Publishing

La chiave di lettura di Gli orchi dei: Piccolo è contenuta nelle primissime pagine. In un clan di orchi giganteschi, dalle fattezze umane ma dall’animo oscuro, nasce un erede al trono minuscolo, più simile ad un uomo che non ai sui consanguinei. Per quanto considerato uno scherzo della natura, il neonato ha lineamenti più normali dei suoi familiari, primo indizio di un qualcosa che scopriremo più avanti.

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Solitamente in questi casi, in una fiaba scopriamo il nome scelto per il protagonista. Hubert scompagina le regole, lasciando che il termine usato per disprezzo dai familiari (piccolo) diventi il nome del nostro eroe. Non è una scelta casuale, ma una dichiarazione d’intenti. Il nome con cui veniamo presentati al mondo è la nostra prima manifestazione di identità, ma per Piccolo questo è un presagio di cosa lo attenderà nella vita.

Hubert non ha scritto una storia qualunque, ma un difficile percorso alla ricerca della propria identità. Non è accolto dalla sua famiglia come membro desiderato (troppo minuscolo per esser un orco), non viene visto di buon occhio dagli esseri umani (per cui è comunque un gigante), ma Piccolo brama di capire quale sia il suo ruolo, vuole trovare il suo posto nel mondo.

Questa sua complicata crescita è affascinante, una sorta di lotta contro un destino che sembra già deciso, divenire il tramite tra due diverse razze che non intendono vederlo parte del proprio mondo. Guidato da una dolcissima zia che si discosta dal resto della famiglia, Piccolo intraprende un viaggio alla scoperta di sé, combattendo il proprio retaggio in cerca di una propria identità, libero da qualsivoglia influenza.

gli orchi dei piccolo 1

A questo si aggiunge una madre che vede in lui il futuro della propria specie, ormai degenerata a causa di una riproduzione solo tra consanguinei che ha inevitabilmente generato delle aberrazioni. La figura materna si contrappone a quella dell’amorevole zia Desdeé, dando vita ad una contrapposizione di ideali che vedo il povero Piccolo al centro di un a lotta tra differenti morali, con in palio il ruolo di Piccolo nel futuro della propria razza.

Gli orchi dei: Piccolo ha una trama che si rivela lentamente, ma con un ritmo prefetto. Sia nei dialoghi che nei disegni, emerge tutto il forte carico emotivo dei personaggi. Il tutto, viene narrato con l’apporto di piccoli inserti ( presi dal Libro degli avi) in cui Hubert crea una storia nella storia, presentando al lettore dei brevi racconti, in forma di biografie, di personaggi essenziali del mito di Gli orchi dei: Piccolo e della saga nella sua interezza.

Gli orchi dei: Piccolo è stata una lettura sorprendente. Ho iniziato a legger il volume di Bao Publishing senza alcuna informazione, temendo di farmi influenzare dalla sua apparenza di fiaba. E penso sia questo il motivo per cui ho adorato Piccolo. Sicuramente la trama di Hubert e la sua scrittura sono stati esemplari, ma non va dimenticato l’incredibile lavoro di Gatignol alle matite.

gli orchi dei piccolo 2

La scelta di lasciare le tavole in bianco e nero aiuta a ampliare la forza dei disegni. Gatignol è stato impressionante, capace di enfatizzare le brutture dei giganti e di esaltare l’animo in bilico di Piccolo. Nemmeno una sbavatura, tutto nelle tavole di Gatignol è perfetto, compresa la cura nel realizzare le complesse strutture architettoniche.

Con Gli orchi dei: Piccolo, BAO Publishing ( che questo mese ci ha  già deliziato con Kids with guns) ha consentito a noi lettori di apprezzare il primo capitolo di una saga che ora inizio ad attendere con una certa aspettativa!

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