Rat Queens, Chiappa e spada vol. 1 – Recensione

Rat Queens è una serie fantasy della casa editrice statunitense Image Comics che vedrà la pubblicazione del primo volume, Chiappa e spada, da parte di Saldapress, il 30 marzo 2018.

Scritta da Kurtis J. Wiebe e disegnata da Roc Upchurch, che ha provveduto all’ illustrazione del primo arco narrativo, la serie ha convinto critica e pubblico conquistando un riconoscimento al Comic Con di Emerald City nel 2016 e il GLAAD Media Award come miglior fumetto del 2015.

Quest’ultimo, in particolare, è un riconoscimento importante che è stato promosso da un’organizzazione americana che ha il compito di rappresentare la comunità omosessuale, bisessuale e transgender.

La serie Image Comics presenta infatti nel cast il personaggio di Betty, la quale è dichiaratamente omosessuale.

Chi sono le Rat Queens?

Si tratta di quattro giovani e talentuose donne, con un accentuato vizio ad alzare il gomito, a far uso di droghe e caramelle e ad utilizzare un linguaggio sconcio che non prevede mezze misure.

Delle vere e proprie mercenarie che non perdono occasione a tirar fuori la spada per sconfiggere qualsiasi creatura gli si pari dinnanzi, soprattutto se c’è da guadagnarci qualcosa… qualsiasi cosa.

Una serie fantasy che narra in modo ironico e divertente le imprese di Hannah la maga elfa rockabilly, Violet la nana guerriera hipster, Dee l’ecclesiastica atea di razza umana e Betty la ladra un pizzico hippy.

Anche se le Rat Queens vivono in un mondo di magia, culti e duelli con la spada, al di sotto di tutta l’avventura e l’umorismo che Kurtis J.Wiebe ci propina, c’è molto di più: ci sono personaggi molto reali e umani. Donne con orecchie elfiche e con personalità forti, legate da un’amicizia vigorosa, alle prese con la crescita personale, relazioni passate e crisi d’identità.

Nonostante l’ambientazione e l’aspetto prettamente fantasy della storia, queste fragilità, se così vogliamo definirle, rendono le Rat Queens dei personaggi credibili, da poter contestualizzare in svariate situazioni.

Che si tratti di Dee che mette in discussione la religione con la quale è stata istruita e cresciuta, o di Violet che si oppone alle tradizioni della sua famiglia, le ragazze affrontano problemi con i quali abbiamo familiarità anche noi nel mondo reale.

È difficile trovare un fumetto o una qualsiasi forma di storia che bilanci in modo così ottimale il divertimento e la profondità emotiva con lo stesso livello di destrezza di Rat Queens, e questo è uno dei motivi principali per cui questa serie può adattarsi molto bene ai diversi tipi di lettori di fumetti.

Palesi i riferimenti ai giochi fantasy di ruolo, in particolare Dungeons and Dragons ma anche altri simili, in cui le protagoniste portano quanta più demenza possibile all’ interno della campagna, alternando gag squinternate a mirabolanti avventure e combattimenti.

Uno sguardo al team creativo

Kurtis J. Wiebe è lo sceneggiatore canadese che ha provveduto alla stesura di una storia che risulta originale, non scontata e straripante di umorismo. Pensate di poter anticipare o prevedere le mosse delle Rat Queens? Beh, rimarrete sicuramente spiazzati!

Wiebe è un autore già conosciuto in Image Comics in quanto ha lavorato ad altre serie come Peter Panzerfaust, Debris, Grim Leaper e Intrepids.

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Roc Upchurch è l’illustratore autore di tavole molto dinamiche, d’effetto e con una cura quasi maniacale dei dettagli.

È stato l’illustratore ufficiale di Rat Queens fino al 15° numero; dopodiché, a causa di complicazioni di natura giudiziaria, è stato sostituito da Owen Gieni.

La resa dei conti

Rat Queens si presenta come una serie improntata sulle avventure fantasy dei giochi di ruolo, con una trama molto divertente e irriverente.

Le protagoniste, nonostante siano donne puzzolenti, violente, grossolane e odiose sanno farsi amare dal lettore che viene rapito e coinvolto nelle loro assurde e sanguinolente avventure.

Un altro punto a favore di questa serie sono sicuramente le tavole che, colme di dettagli, richiamano l’attenzione e non risultano mai caotiche nonostante la dinamicità stessa delle scene.

Una lettura consigliata a tutti coloro i quali sono stufi della solita e seriosa solfa dai toni fantasy, ma anche a chi cerca una lettura godibilissima che intrecci avventura, umorismo e divertenti espressioni dai toni simpaticamente sboccati.

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