Pacific Rim – La Rivolta: Ovvero come ho imparato a fregarmene e ad amare i robottoni – Recensione

Pacific Rim – La Rivolta, uscito nelle sale italiane mercoledì 22 Marzo di quest’anno, è un film diretto da Stephen S. DeKnight con John Boyega, Scott Eastwood, Adria Arjona, Charlie Day e Burn Gorman. 

Sequel del famosissimo Pacific Rim del 2013 diretto da Guillermo del Toro, in questa nuova pellicola ritroviamo i nostri fedelissimi Jaeger che combattono, nuovamente, contro i mega mostri Kaiju per la salvaguardia, da un lato, e per la distruzione della terra, dall’altro.

Pacific Rim – La Rivolta è un film ambizioso ma non riesce a regalare allo spettatore un’esperienza completa

Ma, torniamo indietro e facciamo il punto della situazione: dove ci aveva lasciati il primo capitolo di Pacific Rim? Ricordiamo con quanta difficoltà i due protagonisti della storia erano riusciti a richiudere la breccia interdimensionale apertasi nell’Oceano Pacifico e che, oltre al sacrificio umano di Pentecost, Mako Mori e Raleigh Becket avevano sacrificato anche l’amatissimo JeagerGipsy Danger. I nostri eroi avevano, così, salvato il mondo.

Pacific Rim - La Rivolta

Ora però una nuova minaccia sembra colpire la terra, dopo dieci anni di pace incontrastata. Jake Pentecost (figlio dell’eroe di guerra e interpretato da John Boyega), un tempo promettente pilota, ritiratosi e diventato un ladro di componenti meccaniche di tecnologia Jeager, viene arrestato insieme ad Amara Namani, una ragazzina, anch’ella ladruncola e costruttrice di mini Jeager.

Durante l’arresto interverrà la sorella di Jake, Mako Mori (che abbiamo visto già nel primo capitolo) che introdurrà i due furfanti nel programma di addestramento per la nuova generazione di super piloti.

Purtroppo, le cose non andranno lisce e, durante una conferenza per la presentazione di nuove macchine super tecnologiche, uno Jeager cattivo, risorto dalle acque, farà il suo ingresso nella storia.

Dimentichiamoci le ambientazioni dark e tempestose del primo capitolo, tutto in Pacific Rim – La Rivolta avviene alla luce del sole e, a volte, questa luce è anche troppo fastidiosa.

I combattimenti tra super macchine, nella prima parte del film, sono messi in secondo piano per dar modo ad una trama inconsistente di potersi svilupparsi.

Pacific Rim - La Rivolta

Questa evoluzione della storia però è lasciata decisamente al caso, colpa di una sceneggiatura mal costruita e degli attori, soprattutto Boyega, poco credibili nell’interpretazione dei loro personaggi.

Il plot twist a cui assistiamo a metà pellicola potrebbe far ben sperare per il corso della storia ma, purtroppo, tale speranza è decisamente mal riposta.

Se guardiamo il lavoro fatto sulla sceneggiatura, non riusciamo a comprendere come questo rivolgimento di trama sia possibile. Non si conoscono i presupposti e, soprattutto, il lavoro di esplorazione dei personaggi fatto nel primo film viene completamente dimenticato, puntando sulla presentazione di nuovi protagonisti che però risultano inconsistenti.

Chi non ha riguardato Pacific Rim poco prima di questo secondo capitolo, certamente perderà alcuni pezzi della storia, poiché non ci sono rimandi o collegamenti palesi al primo film e non c’è una ricapitolazione che renda la comprensione della trama fruibile anche a chi non si ricorda esattamente gli avvenimenti precedenti.

Pacific Rim – La Rivolta ovvero come devastare città peggio che in un film apocalittico

La volontà di dare una trama solida alla storia è decisamente un esperimento mal riuscito.

Non c’è assolutamente tensione psicologica e nemmeno un’ esplorazione emozionale dei protagonisti se non per qualche fotogramma buttato a caso e inutile al proseguimento della storia e all’evoluzione della trama.

I dialoghi, inoltre, sono davvero imbarazzanti, inconsistenti e deludenti e portano lo spettatore a volersi cibare solo degli scontri tra Jeager e Jeager e tra Jeager e Kaiju.

Boyega, poi, non è assolutamente credibile nella parte e risulta essere un attore decisamente mediocre. Chi avrebbe potuto alzare il livello interpretativo della pellicola era forse Scott Eastwood, ma la sua parte è molto limitata e, tranne che per qualche sguardo incisivo, non ci si accorge quasi della sua presenza.

 

Risulta, inoltre, ridicola la devastazione urbana che viene fatta sulla città di Tokyo. I palazzi si infrangono come se fossero dei vasi di sottilissimo cristallo, non c’è coerenza e tutto avviene davvero velocemente.

Il finale è assolutamente improvvisato, tanto che alla comparsa dei titoli di coda si rimane un po’ spiazzati. Un film, quindi, deludente sotto tutti i punti di vista, anche sotto quello degli effetti speciali.

Ma, sappiamo bene che chi va al cinema per vedere un film che, fondamentalmente, parla di robottoni che picchiano mostri e altri robottoni, non si aspetta certamente un capolavoro di interpretazione o di trama.

Pacific Rim – La Rivolta è, quindi, un film da guardare in compagnia di amici per una serata senza alcuna pretesa.

Il film, tutto sommato, intrattiene e regala allo spettatore due ore di scazzottate robotiche e scontri mostruosi. A dire il vero, ci si aspettava di più, l’attesa non è stata ripagata e anche sugli scontri si poteva fare davvero un lavoro migliore.

Ma, ragazzi, come già detto, stiamo parlando di robottoni che picchiano mostri che picchiano altri robottoni, quindi chi se ne importa, è talmente apocalittico che lo amiamo nonostante tutti i suoi difetti.

56%

Pacific Rim - La Rivolta

Un film ambizioso che non riesce a catturare lo spettatore se non per gli epici combattimenti che, però, sono troppo brevi per i nostri gusti.

  • Regia
  • Interpretazione
  • Trama
  • Effetti Speciali
  • Godibilità