The Kabuki Fight: Alpha – Recensione

Noise Press è un nome che sta iniziando ad occupare parecchio spazio nella mia libreria, devo confessarlo. Il punto forte della casa editrice capitanata da Luca Frigerio è il saper variare in modo intelligente la propria offerta, mantenendo una linea editoriale che cerca di offrire ai lettori una freschezza di contenuti. Dopo lo steampunk (The Steams) e la narrazione emotiva (A Sort Of Fairy Tale) ora tocca all’action puro, con The Kabuki Fight: Alpha.

Nel caso di The Kabuki Fight:Alpha, ci troviamo di fronte ad un fumetto che gioca con il lettore su più livelli. Non si tratta di una semplice storia, quanto di una dichiarazione di amore per il mondo dei videogiochi picchiaduro, degnamente rappresentati da Street Fighter.

The Kabuki Fight: Alpha, lo spirito dei picchiaduro storici in un fumetto!

Vincenzo Federici ha saputo unire al meglio la sua voglia di omaggiare una certa tipologia di videogiochi con il mondo delle nuvole parlanti, riuscendo a creare un fumetto in cui queste due anime si intrecciano, senza mai scadere nella palese copiatura. Il lettore, specialmente quello più maturo, non faticherà a cogliere alcuni rimandi alla cultura nerd degli anni ’80, non solo nella storia, come vedremo tra poco, ma anche nella cura della grafica dell’albo.

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Chi ha giocato a Street Fighter sa bene come dietro alle scazzottate di Ryu e compagni ci fosse una storia, abbozzata ma per l’epoca più che dignitosa. Questa trama era la scusa che ci consentiva di girare il mondo affrontando lottatori formidabili, compiendo il nostro viaggio.

In The Kabuki Fight: Alpha questa tradizione viene rispettata, inserendo come elemento narrativo il tradizionale teatro giapponese. Il Kabuki, infatti, è una forma teatrale classica in Giappone, contraddistinta da un uso piuttosto marcato del trucco e da un’impostazione recitativa particolare.

Federici ha scelto di usare questo stile teatrale come base per il suo circo di lottatori itinerante, portandolo in giro per il mondo e facendo lottare i suoi attori all’interno dei più celebri teatri del mondo. Sapendo che The Kabuki Fight: Alpha doveva esser un fumetto d’azione, Federici si concentra principalmente sulla parte action, lasciando che la trama sia semplice ma sufficiente a dare una direzione alle vite dei suoi personaggi.

Scelta, a mio avviso, intelligente. Lo spirito di questo fumetto non è offrire una trama incredibilmente complessa, ma garantire al lettore azione e ironia, due componenti che sono sapientemente inserite nelle tavole. Pietro, Rose e Meiyo sono un perfetto trio di lottatori, uniti in una ricerca che, nella sua semplicità, riesce a garantire il giusto rimo narrativo, consentendo a Federici di condensare la sua storia all’interno di un albo, senza lasciare in sospeso linee narrative, ma al contempo delineando un’ambientazione che può offrire nuove storie.

Ovviamente, impossibile non ravvisare la forte influenza dei picchiaduro dell’epoca d’oro dei videogiochi, in primis l’osannato Street Fighter. Anche nella trama, ci sono alcuni punti di contatto con le storie di alcuni personaggi del noto gioco di scazzottate, e la missione personale di Pietro sembra echeggiare quella di Guile nel film interpretato da Jean-Claude Van Damme.

the kabuki fight: alpha

Questo senso di omaggio è uno dei punti forti di The Kabuki Fight: Alpha. La narrazione discreta, condita da diverse influenze (tra cui il cyberpunk), è fluida, rapida, come le mosse dei nostri attori. Contrariamente a certi fumetti, in questa pubblicazione di Noise Press manca un approfondimento delle vite dei personaggi, o una maggior caratterizzazione dell’ambientazione.

Probabilmente il formato compatto dell’albo non consentiva un’analisi approfondita, ma questa assenza gioca a favore di futuri capitoli, consentendo all’autore di spiegare meglio la diffusione del kabuki, o il contesto sociale che ha portato alla nascita di una realtà come la Città Marcia. La percezione del lettore è, in prima battuta, di aver tra le mani una storia rapida, ipercinetica, ma che sia anche lievemente forzata negli eventi, una sensazione che, per quanto presente, non rovina il godimento di questo interessante fumetto.

Detto questo, va segnalato che The Kabuki Fight: Alpha mi ha dato la sensazione di esser un fumetto pensato per divertire il lettore con abbondanti dosi di adrenalina, con un ritmo serrato e ipercinetico. E sotto questo aspetto, colpisce in pieno il bersaglio.

the kabuki fight: alpha 2

Federici realizza anche i disegni, riuscendo a tirare fuori dalle sue matite un dinamismo pazzesco. Il tratto del disegnatore è studiato per richiamare le tipiche mosse con cui siamo cresciuti nei videogiochi, lasciandosi anche suggestionare da alcuni elementi manga e miscelandoli intelligentemente con lo stile europeo. L’impostazione molto fisica delle sue tavole si sposa alla perfezione con lo storytelling di The Kabuki Fight: Alpha. Il suo citazionismo è più nello spirito del fumetto che non nella grafica, anche se veder Super Mario versione benzinaio ammetto che mi ha strappato un sorriso.

Valentina Pinto si è occupata della colorazione, sapendo come suggestionare ulteriormente il lettore. Ottima la caratterizzazione iniziale, con una tinta da fotografia vintage, o la ricchezza cromatica della sequenza dell’inseguimento nelle strade di Berlino.

Tocco di classe, il voler racchiudere questa storia in un albo la cui grafica omaggia in modo sublime il mitico SuperNES, riprendendo lo stile della confezione delle cassette della console di mamma Nintendo.

The Kabuki Fight: Alpha è giustamente presentato da Noise Press come il primo capitolo di un entertainment comic, una promessa fatta al lettore che viene rispettata dalla prima all’ultima pagina!