Dragonero Adventures: Il demone alato – Recensione

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Il primo appuntamento del 2018 con l’Erondar viene offerto dal ritorno in edicola di Dragonero Adventures, lo spin off della fortunata serie fantasy di Sergio Bonelli Editore, giunto al suo terzo numero. Le avventure del giovane terzetto di eroi sono state ben accolte dai lettori della saga creata da Stefano Vietti e Luca Enoch, che, pur avendo pensato questa collana per un pubblico di giovani lettori, hanno incassato anche l’apprezzamento dei lettori più adulti.

La formula della suddivisione in due racconti rimane una piacevole costante della serie anche in Il demone alato, ma se in precedenza il secondo episodio veniva dedicata all’addestramento del giovane Ian con il nonno Eron, in questa terza uscita si è pensato di seguire un unico filone narrativo che accomuna le due storie.

Dragonero Adventures continua a mostrare un’ottima caratterizzazione dei suoi giovani protagonisti

Il demone alato e Un nuovo amico, infatti, sono entrambe storie che insegnano ai nostri ragazzi, attraverso gli occhi ed il cuore di Ian, l’affetto ed il rispetto per gli animali. Il tema viene affrontato con la solita leggerezza e il pizzico di avventura tipico di Dragonero Adventures, cercando quell’equilibrio narrativo tra morale e divertimento che è la caratteristica della serie. La consequenzialità delle due avventure arricchisce la serie di una sua continuità, che prende forma anche nella rottura della linea narrativa del Burattinaio e dell’addestramento. È una scelta che mi è piaciuta, la ho considerata come il voler trasmettere quella sensazione di spensieratezza e mancanza di uno schema fisso tipico della giovinezza.

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Nella prima avventura, Vietti ci porta a confrontarci con il concetto di istinto e natura. Una minacciosa creatura sta infestando le campagne di Silveridhe e la popolazione locale si rivolge alla famiglia di Ian per un consiglio, prima di dare il via ad una battuta di caccia per stanare il mostro. Potevano i tre giovani amici non farsi tentare da questa avventura? Ovviamente no!

Il demone alato riesce ad appassionare grazie all’ottima costruzione del rapporto tra Ian, Myrva e Gmor. Darlo per scontato perché abbiamo letto la serie adulta sarebbe un errore, perché questa dinamica a tre è una delle chiavi di lettura di Dragonero Adventures. Stiamo assistendo a quelli che sono gli anni formativi dei tre personaggi, un’età fondamentale per la creazione della loro identità adulta. Le battute, gli scherzi e le reazioni che animano le loro giornate sono i primi passi delle personalità forti che vediamo mensilmente da ormai quattro anni; leggere questa serie, per noi adulti, è un viaggio all’origine dei personaggi, in cui si mescola anche il nostro ricordo di un tempo passato a cui siamo tutti legati.

Per un giovane lettore, invece, significa leggere un’avventura che con la fantasia ha sicuramente vissuto, ma basato su un’interazione tra coetanei palpabile, vissuta nella sua quotidianità. Questa empatia nasce da una scelta lessicale vicina al tono scanzonato della prima adolescenza, con quello spirito ludico che anima quell’età.

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Ottimo in tal senso il lavoro di Manuel Bracchi. Il disegnatore è stato capace di riprodurre le espressioni e gli atteggiamenti dei personaggi in modo naturale e familiare. Gli sguardi di complicità, le pose ansiose per una nuova invenzione di Myrva o l’emotività dello stesso ‘demone’ sono sapientemente inserite in una realizzazione grafica in cui non manca l’approccio più cartoonesco, sicuramente più stimolante per un giovane lettore. Bracchi riesce a dare a Il demone alato una caratterizzazione emotiva in linea con la storia di Vietti, interpretandone al meglio il ritmo narrativo e i toni divertenti e morali. Claudia Boccato contribuisce ottimamente con la colorazione, che pur essendo sempre di buona fattura, tocca il suo apice nei momenti di pianificazione nella foresta e negli scorci notturni, particolarmente suggestivi.

Su Un nuovo amico, la seconda storia sempre di Vietti, vediamo all’opera un nome a cui tutti i lettori sono affezionati: Giuseppe Matteoni. Il copertinista della serie regolare si cimenta con le Dragonero Adventures disegnando un’avventura dei tre giovani scavezzacolli in cui un nido di draghi rimasto senza protezione diventa l’obiettivo di una missione di salvataggio.

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Anche in questo caso la narrazione frizzante di Vietti (che consacra Gmor come involontario creatore di una diffusa leccornia) è ripresa in modo perfetto dai disegni di Matteoni, a suo agio anche con la versione young di Dragonero. In Un nuovo amico si conferma come la giovane Myrva sia, al momento, il personaggio più forte caratterialmente del trio, non solo per la sua capacità di tirare sempre fuori dai guai i tre, ma per la sua vena emotiva e la sua intraprendenza, mostrando già la determinazione della sua versione adulta.

A dare colore a questa seconda avventura ci pensa Paolo Francescutto, oramai una garanzia per quanto la colorazione su Dragonero. Sempre impeccabile, Paolo mi ha sorpreso con una gamma cromatica particolarmente suggestiva per le due pagine del primo giorno di viaggio, in cui una meravigliosa gamma di sfumature ci offre una foresta incantevole, prima di lasciare spazio ad un gioco di luci e ombre durante il bivacco particolarmente dettagliato.

Come sempre, due nomi non ci lasciano soli a vivere le Dragonero Adventures. Riccardo Crosa firma la copertina, con un disegno ispirato alla prima storia in cui i tre giovani avventurieri sono tesi prima dello scontro, mentre Marina Sanfelice continua a prestare la sua esperienza al lettering al mito dello scout dell’Erondar! Sempre interessante e divertente l’inserto centrale dell’albo, in cui gli autori ci aiutano a scoprire nuovi dettagli e curiosità del mondo dei nostri eroi, unendo spiegazione a piccoli commenti ironici dei nostri giovani amici.

L’appuntamento con i giovani avventurieri è ora previsto per il 6 febbraio con Oltre il Vallo, mentre in questi giorni dobbiamo correre in edicola per assistere all’inizio della Saga delle Regine Nere sulla serie regolare, con Le Regine Nere!

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